Cosa fa vivere gli uomini di Lev Tolstòj

Lo stile inconfondibile di Tolstòj pervade questo racconto pregno di spiritualismo

Esiste una domanda che l’essere umano si pone dall’alba dei tempi: qual è il senso della vita? Le risposte variano in base alle credenze religiose o all’esperienza dei singoli maturata col passare degli anni. Secondo Platone l’obiettivo è una continua ricerca per capire la sostanza delle cose. Lev Tolstòj invece ha un approccio più spirituale. Secondo lui – ricordiamo che è un dei i grandi scrittori russi dell’Ottocento insieme a Goncarov – il fine della vita è donare amore al prossimo per ricongiungersi con Dio.

Cosa fa vivere gli uomini (1885), che si legge in poco meno di un’ora come riporta il blog Il vino buono, corrobora così l’intuizione dello scrittore che elabora una storia incentrata sui coniugi Semën e Matrëna: una coppia molto povera che riesce a sopravvivere con un’attività da calzolai. Il racconto, narrato in terza persona, comincia con Semën che deve acquistare una pelliccia per riscaldarsi durante l’inverno rigido della steppa. Il protagonista non ha purtroppo con sé i soldi sufficienti per comprarla e decide di riscuotere il denaro dai suoi debitori. Nulla da fare. Intristito e deluso, dopo un cicchetto veloce, Semën si avvia verso casa. All’improvviso scorge un corpo nudo a terra, vicino a una cappella. Sulle prime non si fida e sceglie di non prestare soccorso al giovane malcapitato. Poco dopo, assediato dai rimorsi e spinto dai doveri cristiani, raccoglie dal terreno il povero sventurato. Dopo averlo vestito alla ben in meglio, lo sorregge fino al proprio domicilio.

Si avvicinò, e lo vide bene. Che cosa strana: era proprio una persona, non si capiva se viva o morta, era uno che se ne stava lì tutto nudo, appoggiato alla cappella, e non si muoveva.

Il ragazzo dice di chiamarsi Michàil e non fornisce spiegazioni utili sulla sua condizione. Afferma solo di “essere stato punito da Dio” in persona. Il calzolaio non fa ulteriori domande e gli propone di aiutarlo in bottega. Michàil accetta e nel giro di pochi anni diventa un artista del cuoio. Le tasche di Semel si gonfiano sfruttando il talento del ragazzo. Ciò nonostante, il calzolaio pensa al dolore legato a una possibile partenza di Michàil.

Nel frattempo, accadono due strani episodi. Il primo riguarda un ricco cliente che pretende da Semën un paio di stivali che dovranno essere ottenuti da una pelle tedesca molto costosa. Se il calzolaio sbaglierà verrà arrestato, se invece farà un buon lavora verrà ricompensato con un’ingente somma. L’artigiano accetta e incarica il suo dipendente di eseguire il lavoro. Michàil fabbrica però due pantofole, scatenando la disperazione del sua datore di lavoro. Nel giro di qualche ora, i collaboratori del ricco signore russo si presentano dal calzolaio chiedendo una modifica all’ordine: il paio di stivali non serve più. Servono delle pantofole per il funerale del loro signore.

Il secondo episodio è legato alla vicenda di due gemelline orfane, adottate da una benestante donna russa. La madre adottiva si presenta in calzoleria per acquistare delle scarpette per le bambine. Una gemella ha però un piede zoppo perché subì una frattura da bambina per colpa della madre naturale che morì dopo il parto cadendole sopra. Michàil fissa con un sorriso le due bambine e si comporta in modo strano. Uscita la cliente, il ragazzo è pronto a raccontare la sua storia.

“Va a togliere l’anima a quella donna, e conoscerai tre parole: conoscerai quel che c’è negli uomini, e quel che agli uomini non è dato, e cosa fa vivere gli uomini. Quando l’avrai saputo, tornerai in cielo”.

Michàil è un angelo della morte punito da Dio perché si era rifiutato di togliere la vita alla madre delle gemelline. L’essere soprannaturale afferma poi di aver ricevuto il perdono del divino dopo aver compreso le tre parole di Dio.

Ho conosciuto che ogni uomo è vivo non per la cura che egli può avere di sé, ma perché è l’amore che lo fa vivere.

Dopo la spiegazione, Michàil ringrazia i suoi benefattori e dichiara di aver capito l’essenza dell’amore e della carità umani. Emettendo dal corpo un forte bagliore e mostrando delle ali, vola in cielo.

Semën allora comprende tutto: ciò che fa vivere gli uomini è l’amore.

Cosa fa vivere gli uomini di Lev Tolstòj fa parte dei Racconti di Repubblica.

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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