L'amante di Marguerite Duras

La giovane età, un amore fugace e il trauma della perdita

L’Indocina, Saigon, l’estate e un amore destinato a resistere negli anni. Siamo nel 1930 e la protagonista de L’amante di Marguerite Duras è una giovane francese di 15 anni appartenente a una famiglia altolocata ormai in decadenza. La vita famigliare della ragazzina è molto complicata per i lutti subiti – prima il padre e poi il fratello più piccolo – e per il rapporto difficile con una madre strana e capricciosa, e con un fratello maggiore violento e truffatore.

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.

Le giornate nonostante gli ostacoli esistenziali trascorrono in leggerezza, nei vestiti fini e nei cappelli da uomo che attirano gli sguardi indiscreti della popolazione locale. Uno dei temi è la questione razziale tra occidentali e asiatici. Gli occidentali sono totalmente divisi dai residenti: hanno proprie scuole, luoghi di ritrovo e diritti speciali. La quindicenne dunque è tutelata da un clima di rispetto e timore nel confronti dello straniero. In questo ambiente scopre l’erotismo e la sessualità dopo l’incontro con una rampollo cinese, figlio di un finanziere di successo. Lui ha 27 anni e perde la testa per la novella Lolita. I due trascorreranno momenti felici e deliziosi.

Anche per me lui era diventato qualcosa di diverso. Cominciavo a riconoscere l’inesprimibile dolcezza della sua pelle, del suo sesso, al di là di lui.

I fatti precipitano quando l’amante dichiara i suoi intenti di sposare la giovane francese, ma è un progetto impossibile per l’opposizione del padre. La separazione è dunque alle porte e provoca tristezza nella coppia.

Come se lo amassi per sempre e niente di nuovo potesse succedere a questo amore. Avevo dimenticato la morte.

Come ogni storia d’amore, la trama non riserva grandi sorprese. L’aspetto interessante del breve romanzo è la riflessione sul trascorrere del tempo e sull’immortalità dei sentimenti umani. Tutto è destinato a morire ma le carezze e i baci resteranno indelebili anche quando il pianeta sarà in rovina.

Che la vita è immortale mentre è vissuta, mentre è in vita. Che l’immortalità non è una questione di tempo, non è una questione di immortalità, è qualcosa di ignoto. Che è falso dire che non ha principio né fine, come è falso dire che comincia e finisce con la vita dello spirito, poiché partecipa dello spirito e del trascorrere sulle orme del vento.

Ci sono molte speculazioni sulla natura di questo libro. Molti critici e recensori del Web sostengono che le vicende siano legate alla vita della scrittrice Marguerite Duras. Probabilmente è così, ma ritengo che sia meglio universalizzare la storia, considerandola una semplice storia d’amore tra due persone, perché siamo di fronte a un’opera letteraria e non a un’autobiografia.

Le case dei miei scrittori di Évelyne Bloch-Dano

Le case sono plasmate dallo spirito di chi le abita

Ho scovato questo libro in una domenica noiosa ad una Feltrinelli in cui sono capitato per caso. Le mie mani sfioravano volumi in cerca della quarta di copertina per trovare uno stimolo per leggerli. Una copertina rosa, un disegno di una finestra attraverso la quale s’intravede l’arredamento di una casa. Chi l’abiterà? Quante volte mi faccio questa domande scorgendo gli ambienti domestici dalla strada mentre passeggio per Milano. Soprattutto la sera col buio, quando la luce degli interni esalta le librerie, i quadri e i mobili.

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Cercami di André Aciman

Un romanzo d’amore, di vite passate. Il canto del cigno o l’urlo di vittoria di un sentimento indelebile

La cover di Cercami (Guanda) suggerisce immediatamente la caratteristica del nuovo romanzo dello scrittore americano André Aciman: due individui di sesso maschile separati e capovolti. Un’immagine che trasmette sicuramente lontananza ma anche vicinanza poiché i volti appaiono riflessivi e trasognati. Chi sono questi due uomini? Senza sbagliare, sono i protagonisti del libro Elio e Oliver che in realtà sono già apparsi nel precedente romanzo di Aciman intitolato Chiamami col tuo nome (Guanda) che ha conquistato molti lettori e ha poi raggiunto il grande pubblico con la trasposizione cinematografica del regista Luca Guadagnino.

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Chiudete Internet di Christian Rocca

Cosa fare contro gli effetti negativi di Internet sulle democrazie occidentali?

Il titolo è provocatorio, molto provocatorio. Viene, quasi quasi, da prendere in giro chi lo abbia concepito. Se però andiamo oltre all’apparenza e incominciamo a sfogliare Chiudete Internet (Marsilio) di Christian Rocca ci rendiamo conto che forse l’autore non ha tutti i torti nell’avanzare questa “modesta proposta”.

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Tre storie allegre di Carlo Collodi

Perché i bambini devono fare essenzialmente una cosa: ridere

Torno di nuovo da Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con il suo nome d’arte Carlo Collodi, che oltre ad aver scritto Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (1881) ha prodotto dei racconti molto divertenti e istruttivi. Mi sto riferendo alla raccolta Storie allegre pubblicata nel 1887. In questo post prenderemo in considerazione tre racconti presenti in un volumetto del Il Sole 24 Ore.

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Lampaduza di Davide Cammarrone

Si muore in mare per disperazione. Il sacrificio vale la pena?

Se pensiamo alle vacanze estive non possiamo fare a meno di immaginarci una splendida spiaggia bagnata da un mare luccicante. Dall’acqua si è inoltre sviluppata la vita e pensare che le onde possano uccidere non è plausibile. Invece il mare è un mostro crudele che ha stroncato l’esistenza di molti migranti che sono partiti dalle coste del nord Africa per approdare in Europa.

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