Scrivere per la radio di Gianpiero Kesten

Sebbene sia un libro in prevalenza sul fare radio, c’è anche posto per i podcast. Vediamo come.

La radio è una mia passione da sempre. Sin da quando cercavo di crearne una online. Col tempo ho fatto progressi e sono approdato a Radio statale con il mio programma Eurovisione.

Per evitare di parlarmi addosso, voglio semplicemente dire che ho sempre cercato di approfondire le mie competenze radiofoniche imparando da chi è più bravo e dai manuali – pochi in lingua italiana – che trattano questo tema.

Non capita spesso di imbattersi in recenti pubblicazioni sulla tecnica radiofonica o sul far radio tout court. Una buona occasione (sprecata) è stata l’arrivo in libreria di Scrivere per la radio di Gianpiero Kesten pubblicato da Editrice Bibliografica. Già come si nota da un breve elenco sulla cover arancione, il saggio ha molto da approfondire: format, microfono, suono, conduzione, interviste, podcast, montaggio e voce.

Non conoscevo Gianpiero Kesten ma dalle brevi informazioni biografiche incise sulla cover ho saputo che ha lavorato in radio per molti anni. Pensandoci bene, forse ora non ha tanto senso parlare di tecnica radiofonica perché chi fa radio in uno studio radiofonico è un privilegiato: i posti sono pochi e la competizione è molta. Il vero fenomeno d queste settimane post-quarantena è senza dubbio il podcasting.

Come avrete sicuramente notato sulle vostre bacheche social, i media parlano di “esplosione podcast” tra gli utenti. Questo boom comunicativo era stato preannunciato dalla wave americana che ha dato vita a un’ulteriore forma di comunicazione redditizia e alla portata di tutti.

Seppur in forma molto snella, Kesten nel suo Scrivere per la radio analizza la moda del podcasting. L’autore sostiene che la radio di oggi verrà messa in crisi dalla produzione di podcast: «E questo lo dico con il cuore in mano, perché amo la radio più di qualunque altra cosa. Non ha senso questo nuovo ruolo. Soprattutto oggi, con la diffusione dei podcast con cui farsi la propria scaletta e delle tante applicazioni streaming». In questo passaggio Kesten critica la gestione centralizzata delle radio che decide musica e scaletta in un’epoca dove si preferisce la profilazione e la personalizzazione dei contenuti in base ai gusti dell’utente.

Oggi io in macchina prendo il mio cellulare e scelgo un podcast. Ascolto qualcosa che va a me di ascoltare. Perché dovrei ascoltare una radio che non mi sollecita un pensiero, che non mi stimola, che non mi dà delle informazioni e che non mi racconta nulla?

Kesten poi sostiene che le trasmissioni podcast siano più libere e creative: «Anche grazie alla diffusione del podcast (e del digitale, che ne facilita enormemente la produzione rispetto a qualche decennio fa) si sta assistendo alla diffusione di qualche produzione indipendente che sfrutta la rete per poter sperimentare in libertà senza restrizioni di contenuti, durata e commerciabilità».

Su questo punto sono assolutamente d’accordo con Kesten. Con i podcast si libera la creatività. Ciononostante, fare il podcaster oggi – almeno in Italia – significa guadagnare poco o nulla. I podcast indipendenti sono un hobby e frutto di passione sfrenata per questo mezzo. Prima di ricevere schiaffoni sui social: quando parlo di hobby non voglio dire che i podcast dell’individuo comune non abbiano qualità e profondità di contenuti. Tutt’altro! Il pluralismo è sempre un dono del cielo che ci aiuta a crescere e a migliorare.

Nella parte finale di Scrivere per la radio è presente un’intervista a Mirko Langone che viene presentato come un esperto di podcast. Langone dice una cosa sacrosanta: non tutti i podcast sono uguali. La replica di un programma non si può paragonare a una produzione seriale che non ha una connotazione “on-air”. «Anche i podcast, ma con un grosso distinguo: perché per “podcast” si intende un contenuto inedito. Le repliche dei contenuti radiofonici che volgarmente vengono chiamati podcast sono in realtà dei catch-up content. Quindi il podcast è un contenuto che non è già stato trasmesso da nessuno. Poi in tutto il mondo vengono chiamati podcast anche le repliche», ha detto Langone.

Intendiamoci bene. I podcast sono ascoltati da dispositivi mobili che nell’80% dei casi sono i nostri telefoni, i nostri smartphone. Purtroppo Kesten si sofferma poco su questa tendenza ma credo proprio che nelle prossime settimane usciranno diverse pubblicazioni sul tema.

Il processo di Franz Kafka

Si può credere nella Giustizia quando si fatica a comprenderne i meccanismi?

Ho trovato l’edizione rossa di questo romanzo, pubblicata da Adelphi, in un banchetto di un mercatino delle pulci della provincia di Milano. Com’è possibile che un lettore abbia abbandonato questo sorprendente romanzo? Probabilmente gli è successo qualcosa. Pazienza. Ho deciso di dedicare spazio all’opera dello scrittore ebreo perché Il processo di Franz Kafka è un libro che mi ha angosciato, dialogando con le mie paure e le mie incertezze sulla realtà, sulla vita, sul mio lavoro, sulla mia università. Diamine! Su tutto! Più si cresce e più si apprezza Kafka. Non è vero? E la cosa che più mi sorprende è che un libro di inizio Novecento possa entrare in contatto con i pensieri di un individuo del 2020. Pazzesco!

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Peter Pan di J.M. Barrie

Tutti hanno visto il film della Disney ma quanti hanno letto il libro? Ecco qua alcune curiosità

Ci sono certi libri nella cultura occidentale che tutti conoscono ma che in pochi hanno letto. Uno di questi è il capolavoro dello scrittore scozzese J.M. Barrie che nel 1902 consegnò al mondo letterario il capolavoro Peter Pan. Il libro in realtà è l’unione di due racconti: Peter Pan nei giardini di Kensington e Peter Pan e Wendy. La seconda parte è nota ai più grazie soprattutto al cartone animato della Disney.

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La classifica degli editori indipendenti su Instagram

240 case editrici analizzate su Instagram per una classifica degli account indipendenti più seguiti dai lettori

Ho deciso di analizzare i dati delle case editrici indipendenti su Instagram per fare la classifica delle più seguite. Ho scelto questo social perché dà molto spazio ai libri. Certe immagini e video sono dei capolavori! Per stilare la classifica mi sono basato sulla lista dei soci ADEI (associazione degli editori indipendenti) e sul numero di follower dei singoli editori. La lista comprende 240 case editrici indipendenti.

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L’amante di Marguerite Duras

La giovane età, un amore fugace e il trauma della perdita

L’Indocina, Saigon, l’estate e un amore destinato a resistere negli anni. Siamo nel 1930 e la protagonista de L’amante di Marguerite Duras è una giovane francese di 15 anni appartenente a una famiglia altolocata ormai in decadenza. La vita famigliare della ragazzina è molto complicata per i lutti subiti – prima il padre e poi il fratello più piccolo – e per il rapporto difficile con una madre strana e capricciosa, e con un fratello maggiore violento e truffatore.

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Le case dei miei scrittori di Évelyne Bloch-Dano

Le case sono plasmate dallo spirito di chi le abita

Ho scovato questo libro in una domenica noiosa ad una Feltrinelli in cui sono capitato per caso. Le mie mani sfioravano volumi in cerca della quarta di copertina per trovare uno stimolo per leggerli. Una copertina rosa, un disegno di una finestra attraverso la quale s’intravede l’arredamento di una casa. Chi l’abiterà? Quante volte mi faccio questa domande scorgendo gli ambienti domestici dalla strada mentre passeggio per Milano. Soprattutto la sera col buio, quando la luce degli interni esalta le librerie, i quadri e i mobili.

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