I fenomeni del paranormale di Paola Giovetti

Quando fa sera e il cielo si fa nero appaiono le stelle. Ma cosa ci sarà lì fuori? C’è una dimensione che non possiamo percepire ma che ogni tanto bussa alla realtà degli esseri umani. Facciamo un bel respiro, pff, perché mi rendo conto che il tema è complicato e spinoso, soprattutto se di mezzo c’è la parola con la M.

Al di là – appunto – di come la si pensi, siamo circondati da fenomeni paranormali. Riflettiamoci bene. La maggior parte dei film americani si basano su fenomeni paranormali. Come i film della Marvel. C’è il personaggio che resuscita i morti, quello che pratica la telepatia, quello che utilizza la psicocinesi, e potrei davvero andare avanti per decine di ore.

Dunque, qualche mese fa ho casualmente trovato un libro che parla di fenomeni misteriosi durante una ricognizione ai soliti mercatini dell’usato che frequento. Per pochi euro ho acquistato un saggio pubblicato nel 1990 dalla casa editrice Edizioni Paoline. Il titolo è I fenomeni del paranormale. Conoscere la parapsicologia e l’autrice è Paola Giovetti, una scrittrice e giornalista laureata in Lettere.

Chiaramente, non sapevo nulla di parapsicologia, come moltissimi che queste cose le hanno viste e conosciute soltanto al cinema. Per questo non ho avuto problemi di nessun genere nel leggere questo saggio per capire un po’ di più sugli studi e sui ricercatori che hanno dedicato i loro sforzi a investigare sul paranormale. Quindi, la mia lettura ha tratto forza dalla curiosità.

Per ciò che riguarda la struttura del saggio, l’impostazione è basata sui principali temi e “professioni” del paranormale. Dentro al libro troviamo le linee essenziali di questo argomento che desta tutt’oggi molto interesse, esercitando fascino per tutte le generazioni.

Come si manifesta l’ignoto e lo straordinario nella quotidianità degli esseri umani? La Giovetti ci informa subito che esistono dei docenti, delle cattedre universitarie, degli scienziati che scrivono e fanno esperimenti per produrre documentazione sui fenomeni paranormali. Sebbene possa sembrare una contraddizione, questi ricercatori tentano di applicare un metodo scientifico per dimostrare la straordinarietà dei poteri psichici umani, facendo luce sul lato nascosto dell’uomo.

In un mondo materialista è difficile che questa materia non subisca una certa disapprovazione da parte della scienza moderna, che spesso squalifica il paranormale alla fantasia e all’immaginazione.

A dir la verità, il saggio fa chiarezza su protagonisti dei fenomeni misteriosi. Infatti si descrive il ruolo dei medium e della medianità secondo cui alcuni uomini sarebbero in grado di percepire piani dimensionali differenti e di mettersi in contatto con i defunti.

La Giovetti però analizza anche le caratteristiche della percezione extrasensoriale, dei fenomeni spontanei, della mistica, della fenomenologia di confine e delle nuove forme di parapsicologia. All’interno del libro ci sono molte storie e testimonianze; sono persino presenti delle fotografie di fantasmi!

Ad esempio, il teorico J. B. Rhine ha sostenuto che i fenomeni paranormali – come la chiaroveggenza e la telepatia – abbiano alla loro base un’energia non fisica. Anche lo scrittore Arthur Koestler si era innamorato del paranormale dopo aver letto Thomas Mann e un saggio del filosofo Schopenhauer sulla morte intitolato Sulla morte e il suo rapporto con l’indistruttibilità del nostro essere in sé. Dopo diverse esperienze ai confini della realtà, anche Koestler scriverà un libro sul mistero nella vita degli uomini col titolo Le radici del caso.

C’è una cosa che mi ha incuriosito parecchio. Ci sono alcune persone che oltre ad avere visioni di mondi ultraterreni hanno la facoltà del book test, ovvero la facoltà di leggere libri senza aprire la copertina. Non credo di invidiare questo potere poiché la lettura è un’esperienza bellissima e soddisfacente seppur faticosa.

Invece, per ciò che riguarda la telepatia, la Giovetti sostiene che si concretizzi nel rapporto tra psicoterapeuta e paziente: ad ogni seduta due psichismi si mettono in contatto eliminando qualsiasi barriera spaziale.

Personalmente, ho letto con interesse I fenomeni del paranormale perché descrive qualcosa che per il sottoscritto è alquanto improbabile. Certamente, non posso ignorare che il paranormale ha affascinato i più grandi intellettuali di tutti i tempi, partendo da Platone e arrivando a Carl G. Jung. Infondo, i fantasmi, le tenebre, l’al di là, e i sogni fanno parte di una vasta letteratura che ancora oggi ci viene riproposta in film e serie tv di grande successo. Sarà per questo che sono un grande fan di X-files.


Classificazione: 2 su 5.

La democrazia della cultura e il futuro delle biblioteche pubbliche

La rivoluzione digitale ha sovvertito i vecchi meccanismi della cultura. Adattarsi o resistere?

Vi avverto subito: in questo articolo troverete una serie di considerazioni sul futuro delle biblioteche pubbliche considerando gli effetti della rivoluzione digitale.

Tutto è nato dalla lettura di un saggio firmato dal professore di Storia a Princeton David A. Bell. Lo scritto in questione è un po’ vecchiotto – parliamo infatti di un testo che è stato pubblicato nel 2012 da QuodLibet con il titolo La biblioteca senza libri

Lo trovate gratuitamente su Bookrepublic.


Per parlare del futuro delle biblioteche, Bell prende spunto dai nuovi progetti di ammodernamento della New York Public Library, un vero e proprio monumento della cultura americana frequentata, oggi e in passato, da importanti e stimati intellettuali statunitensi. Per questo motivo, l’autore si chiede se oggi valga la pena polemizzare sul trasferimento dei volumi cartacei in depositi lontani dalla sede centrale, considerando le ampie potenzialità del Web. 


Si parla anche di un presidente della NYPL, Anthony Marx, che viene accusato di concepire le biblioteche come degli Internet café. Marx sostiene che a causa delle ristrettezze economiche il sistema bibliotecario debba essere rivoluzionato e la riprogettazione dello “Schwazman Building”, un dipartimento della NYPL, possa migliorare il rapporto con i cittadini e il flusso dei visitatori, insieme ad altre iniziative rivolte agli studenti. 

Il dilemma è presente e pressante: le biblioteche devono essere ripensate per sopravvivere?


Domanda legittima se consideriamo che oggi sia possibile sfogliare libri anche direttamente sull’iPhone che ne può contenere tantissimi senza occupare spazio. Inoltre chi legge libri digitali ha la possibilità di ottenerli più in fretta rispetto alle copie cartacee distribuite dalle librerie. Trent’anni fa questo scenario sarebbe stato definito fantascientifico. 

Però Bell si chiede quali siano i problemi della digitalizzazione della cultura, riflettendo sul rischio dell’obsolescenza e sul ruolo delle biblioteche. Un quesito banale negli Stati Uniti dove gli strumenti elettronici sono largamente impiegati per leggere. Nel 2012, un quinto di tutti i libri venduti erano in e-book e attualmente tutti i libri in lingua inglese si trovano in formato digitale, per non parlare delle molte edizioni senza copyright presenti su siti e piattaforme dedicate alla lettura. Piccolo case history: quando il ciclo di Harry Potter uscì in e-book totalizzò un milione e mezzo di dollari in tre giorni. 

Non illudiamoci, le nuove tecnologie non potranno mai sostituire le biblioteche, che non dovrebbero essere confuse come dei magazzini di libri. La biblioteca è un tempio del sapere, una sorgente di conoscenza in cui del personale specializzato forgia collezioni con amore, passione e competenza.

Inoltre, Bell si domanda perché le biblioteche debbano conservare libri senza diritti d’autore. Secondo lui questi titoli dovrebbero essere trasferiti online, a disposizione di chiunque lettore. Il saggista comprende che il motivo di questa indecisione possa essere legato ai ritardi dell’educazione digitale, ma pensa che in un prossimo futuro la maggior parte degli americani saprà utilizzare meglio Internet grazie agli strumenti di lettura che saranno muniti di schermi di altissima qualità in grado di emulare l’esperienza classica di lettura disponibili a un prezzo accessibile. In base alle previsioni elaborate nel saggio, gli e-reader costeranno sempre meno e saranno dunque molto diffusi in tutta la società. 

Quindi, se le biblioteche riusciranno a far spazio tra gli scaffali avranno meno spese e potranno investire su altri servizi per gli abbonati.

Cambiano le abitudini anche tra gli studiosi

I libri sono il carburante delle ricerche dei ricercatori e studiosi, che abitualmente consultano copie originali cartacee per svolgere il lavoro culturale e scientifico. Le edizioni di carta hanno caratteristiche uniche: annotazioni a margine, rilegatura, filigrana, qualità della carta e molte altre caratteristiche legate alla natura del supporto. 
Con la digitalizzazione si perdono gran parte di queste caratteristiche che sono i segni particolari dello spirito del tempo in cui i testi sono stati stampati, letti e hanno prodotto significato. Inoltre, gli e-book non possono di certo imitare le qualità estetiche di una copia fisica e il corrispettivo valore economico.

La rivoluzione digitale ha dunque influenzato il lavoro degli studiosi che già oggi utilizzano molto meno i libri cartacei e molto più le fonti online. 
Non è poi un segreto che le persone frequentino una biblioteca soprattutto per studiare o leggere in pace, senza usufruire dei servizi di prestito messi a disposizione. 

Rischio obsolescenza? Non preoccupiamoci

Diversi esperti di editoria hanno espresso preoccupazione per la fragilità dei libri digitali poiché i file più vecchi potrebbero diventare illeggibili. Su questo aspetto Bell sorprende il lettore. Per l’autore del saggio non bisogna temere nulla perché i timori sono infondati. 

Innanzitutto, i supporti digitali ci consentono di immagazzinare tantissimi libri in uno spazio ridottissimo.

La copia digitale dell’intera collezione di libri della Biblioteca del Congresso potrebbe entrare con facilità in una scatola di scarpe.

 Per quanto riguarda il formato, il fatto che esista una vasta quantità di informazioni utili codificate in diversi formati rende necessaria la retro-compatibilità e dunque ci protegge dal pericolo dell’obsolescenza. Bell prende come esempio i browser moderni che sono in grado di leggere qualsiasi pagina Web mai creata. 

Che fatica conservare i libri!

I libri non coperti da copyright

Quando si parla dei costi che una biblioteca deve inserire nel suo bilancio ci sono anche le spese per la conservazione delle copie cartacee. I libri infatti occupano spazio, devono essere mantenuti a una giusta temperatura, devono essere dati in prestito, riconsegnati e ricollocati. Per elaborare tali azioni sono necessarie competenze, dunque, un personale qualificato. Per queste ragioni, l’eliminazione delle copie fisiche sarà quanto mai fondamentale per le piccole biblioteche per non andare in rosso. 

Oggi attraverso Internet possiamo accedere a molti libri digitali senza diritti d’autore e questi titoli sono soltanto una piccola parte dei volumi presenti sul mercato. Bell si chiede allora come le biblioteche potranno prestare e-book protetti dal diritto d’autore. 

Per farlo, viene citato il progetto di Google Books che ha complessivamente digitalizzato più di venti milioni di libri. Però, i lettori non hanno accesso a tutte le copie digitali coperte da copyright di una biblioteca. Nel corso degli anni si sono trovati diversi approcci per risolvere questo problema: alcune biblioteche permettono il prestito dell’e-book con diritti soltanto a un iscritto alla volta per uno specifico lasso temporale – un servizio simile lo offre MLOL.

Nel saggio viene poi specificato che Google abbia tentato di negoziare un accordo con gli enti che rappresentano gli autori per rendere commercialmente disponibili i libri scansionati. Non si è giunti a nessun patto. Tuttavia, alcuni paesi come la Francia hanno avviato un ambizioso sforzo di digitalizzazione. 

Certamente, le istituzioni culturali danno più garanzie sull’accessibilità delle risorse digitalizzate. Infatti, il progetto Google Books viene criticato in quanto iniziativa privata tesa a fare utili; per non parlare poi della presentazione sciatta di questi documenti: la catalogazione ha moltissimi difetti – frequentemente le date di pubblicazione sono sbagliate e abbondano i doppioni.  Inoltre, le funzioni di ricerca dei libri in Google sono ancora rudimentali. 

Le controversie legali

Pur riconoscendo gli ampi orizzonti della diffusione della lettura su schermo – gli e-book continueranno ad aumentare – non possiamo ignorare le controversie legali sul libero accesso ai contenuti di tal genere. Come si è già sottolineato, come si fa a parificare il prestito di un libro cartaceo a uno digitale? 

Diciamo che il dibattito è aperto nonostante segnali preoccupanti nei tribunali. Come accaduto con Netflix per i contenuti audiovisivi, nasceranno sempre più servizi in abbonamento che concederanno la lettura di e-book. 

Sicuramente, se si riuscirà a rendere accessibile il vasto catalogo di opere senza diritto d’autore, sarebbe l’inizio di una democratizzazione del sapere a un livello mai raggiunto.

Ciononostante, intellettuali come Piero Dorfles nutrono alcuni timori sulla volatilità dei diritti d’utilizzo dei libri, soprattutto in campo scolastico. Mentre quando acquistiamo una copia cartacea, quella rimarrà sempre con noi, non lo si può dire per la copia digitale in abbonamento che ha una data di scadenza.

L’importanza delle biblioteche fisiche

Nel saggio che si sta analizzando, Bell indica uno scenario preciso per le biblioteche pubbliche. Le biblioteche non sono soltanto un luogo dove leggere volumi. Sono comunità. Qui le persone si incontrano, discutono e si scambiano idee. 

Inoltre, le biblioteche sono fonti di competenze fondamentali. Infatti, i bibliotecari consigliano i lettori, gestiscono gli schedari, sviluppano i portali d’accesso, mettono in piedi progetti speciali e mostre, supervisionano collezioni particolari e decidono sugli acquisti. 

Se al momento il panorama digitale risulta alquanto selvaggio, le biblioteche sono invece organizzatissime perché il loro obiettivo è guidare i lettori in un’era dove la sovrabbondanza di informazione crea confusione e ignoranza (proprio così!). 


Un nuovo ruolo per sopravvivere

Bell sostiene che se le biblioteche vorranno sopravvivere all’assalto della rivoluzione digitale, dovranno reinventarsi un nuovo ruolo. 

Bisognerà far capire ai cittadini che la maggior parte delle persone non dispone delle risorse, fisiche o intellettuali per sfruttare un patrimonio così ricco. Per farlo ci vuole tempo. Cosa che un lavoratore non ha. 

Le biblioteche dovranno sfruttare i social media per raccontarsi, aggiornare e intercettare potenziali lettori/studiosi. Anche se può sembrare una contraddizione, la digitalizzazione ha accresciuto l’interazione fisica.

In base a questa linea di pensiero, sono richieste maggiormente altre forme di interazione: lezioni e seminari legati a corsi online e letture pubbliche; gruppi di lettura; mostre e rassegne di film; centri di ricerca che ospitino dibattiti tra studiosi. 

Secondo Bell le biblioteche dovranno diventare i nuovi café del XVII/XVIII secolo, ovvero spazi pubblici in cui sia possibile progettare e realizzare attività. 
Dunque, le biblioteche non possono rimanere uguali al passato. È necessario un aggiornamento perché come sottolinea Bell “il cambiamento ci sta addosso”. 

L’arte di farsi rispettare di Arthur Schopenhauer

Il volumetto giallo Adelphi intitolato L’arte di farsi rispettare. Esposta in 14 massime fa parte della mia libreria da più di 10 anni. Lo avevo comprato al liceo, sulla scia dell’entusiasmo dopo aver affrontato nell’ora di filosofia le opere e i ragionamenti del pensatore ottocentesco. Poche pagine ma tanta sostanza. È un libro che in un modo o nell’altro cambia l’atteggiamento di chi lo legge.

Leggi il post completo

Torna il Salone della Cultura. I bibliofili ringraziano

Dopo un anno di stop per il Covid, riecco una delle Fiere del Libro più apprezzate dai lettori italiani e lombardi

Cielo grigio. Ampia possibilità di beccarsi un acquazzone. Non importa. È domenica 21 novembre e c’è il Salone della Cultura. Dopo la pausa obbligatoria imposta dal Covid, si torna a partecipare a uno degli eventi più interessanti nel panorama editoriale.

Leggi il post completo

Segui il tuo demone di Ivano Dionigi

Quattro precetti più uno. La ricostruzione comparativa delle domande che gli uomini di ieri e di oggi si pongono sull’esistenza

Ci sono libri che ci riportano alla realtà. Ci danno degli sberloni e ci dicono che la vita è una sola e che il nostro tempo ha un limite. Chi siamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? La vita umana è un grande mistero e l’ansia del vuoto è dietro l’angolo.

Leggi il post completo

Le copertine dei libri stanno bene su tutto?

Qual è la parte più caratteristica di un libro? Chiunque non avrebbe dubbi sulla risposta. La copertina è l’amo e l’illustrazione il verme per far abboccare il lettore. Naturalmente, se ci pensiamo bene, la cover di un volume è sicuramente molto importante per una copia cartacea. Ma come la mettiamo per i libri digitali? Che ruolo ha la copertina per gli e-book?

Leggi il post completo