Festival del Podcasting. Trend in crescita

Sfoglialibri ha seguito l’intera giornata di workshop e conferenze sui podcast a Milano

Il tiepido sole autunnale di Milano ha battezzato l’edizione 2019 del Festival del Podcasting, che rispetto all’anno precedente cambia location e sceglie un campus all’avanguardia di coworking, Talent Garden, nel nuovo polo delle start-up in zona Ripamonti a Milano.

I curatori del festival hanno voluto coccolare e allargare la comunità di appassionati di podcast con un’organizzazione molto friendly e raggiante. Ogni partecipante ha ricevuto una spilletta su cui poteva scrivere il nome ed eventuale titolo del podcast di proprietà. Il festival non è stato un evento solamente per gli addetti ai lavori, ma anche per persone incuriosite dal nuovo mezzo di comunicazione, che così tanto nuovo non è, ma che negli ultimi anni ha subito un vero e proprio boom. Come hanno spiegato alcuni esperti del settore, attualmente l’audio è una forma culturale flessibile perché consente di fare altre cose mentre lo si ascolta. Poi bisogna anche calcolare che un numeroso popolo di pendolari e di lavoratori, che passano molto tempo sui mezzi di trasporto con lo smartphone collegato alla Rete, ascoltano volentieri prodotti di vario genere e argomento dalle cuffiette, provviste o sprovviste di cavi. In quelle situazioni un podcast può salvare dalla noia e dalla solitudine. Oggi la scelta è davvero ampia e in crescita. C’è un podcast per tutti i gusti, perfino sugli ascensori!

Il Festival del Podcasting è andato avanti per tutto il giorno. Durante la mattinata sono avvenute le testimonianze dei podcaster che sono riusciti ad emergere nel mare magnum dell’ambiente dell’audio. I talk non sono stati per nulla banali, anzi, ogni relatore è riuscito a esprimere un particolare aspetto della vita da podcaster. Luci, audio e un vignettista che creava i ritratti dei professionisti dei podcast intervenuti. Una formula top, evidente frutto di una ricerca e cura degli organizzatori della kermesse per stimolare e incrementare l’interesse del pubblico per i podcast. Il pubblico ha inoltre ascoltato le parole di importanti aziende impegnate nella diffusione dell’operato dei podcaster. I rappresentanti di Spotify e Spreaker hanno infatti esposto alla strapiena sala conferenze le loro riflessioni e analisi, contribuendo a rafforzare la consapevolezza che ora il podcast è una forma di comunicazione che potrà essere sostenibile grazie alla monetizzazione. Perché la fatica e la devozione di un autore hanno un valore e devono essere tutelate.

Nel pomeriggio diversi workshop hanno poi fatto chiarezza su alcune questioni che neofiti ed esperti si pongono ogni volta che premono rec e sussurrano al loro microfono. Molto apprezzati i mini laboratori di Andrea Ciraolo (Passione Podcast) che ha illustrato le metodologie per incominciare un podcast da zero; Francesco Tassi (Io credo) che ha spiegato le pratiche più diffuse per effettuare una corretta distribuzione del proprio prodotto audio; Giorgio d’Ecclesia (Radio Strategy) che ha fornito alcuni ottimi consigli per vendere a una stazione radiofonica i podcast auto-prodotti.

La community italiana del podcasting sta crescendo e ciò è stato testimoniato dall’incredibile partecipazione degli appassionati di podcast all’ultima edizione del Festival del Podcasting, che ormai è diventato un appuntamento fisso per aggiornare e promuovere quell’attività fatta di parole rivolte a un microfono con l’obiettivo di aprire un dialogo con un’audience sparsa per tutto mondo grazie all’evoluzione tecnologica di Internet. L’Italia non sarà certo un paese leader nel fare podcasting ma di sicuro sta cercando di recuperare rispetto alla concorrenza.

La recensione di un concerto? Ecco come farla

non è così scontato come sembra. Recensire un concerto richiede studio, impegno, ascolto e una buona dose di curiosità

Un post off-topic, o forse no, che può essere utile a chi inizia a scrivere di musica e vuole recensire bene un concerto per condividere con i lettori la propria esperienza da spettatore. Forse recensione è il termine sbagliato, sostituiamolo allora con cronaca.

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“La radio nella rete” di Giorgio Zanchini

un saggio sui cambiamenti della radio ai tempi di Internet tra community, social network e podcast edito da Donzelli

Viviamo in un’epoca in cui siamo immersi in una marea di mezzi di comunicazione. Oggi abbiamo certamente più possibilità di comunicare le nostre idee, d’altro canto siamo anche in costante distrazione poiché i protagonisti del dibattito pubblico si sono moltiplicati, cercando costantemente di sedurre e allargare i propri pubblici. C’è un mezzo di comunicazione che però sta pian pianino riemergendo, nonostante il predominio di Internet, e questo strumento è la radio.

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Cantanti che scrivono libri

Sapete cos’è la ItMusic-Narrative? Ve lo racconto in 900 parole

Era il 2006, il ricordo è un po’ annebbiato, frequentavo il liceo classico e in quel periodo avevo la fissa per le poesie di Charles Bukowski. Non chiedetemi come mai avessi idolatrato un ubriacone che tutto sommato non fu questo gran rivoluzionario. Vi prego, non fatelo. Essere giovani vuol dire commettere errori, sentenziò qualcuno. A quei tempi passavo i pomeriggi a girovagare per le librerie, invece che studiare. Un giorno, mentre spulciavo i nuovi volumi di Hank da acquistare, mi imbattei però in una raccolta di poesie di Ligabue. La copertina di un rosso acceso, sulla quale era stato stampato un frigorifero vintage, calamitò la mia curiosità. Presi il volume, lo sfogliai. Un sentimento di nausea improvvisa: Luciano scopiazzava lo stile di Bukowski, deturpando la memoria dello scrittore statunitense. Non perdonai mai quell’affronto e da allora non sopporto più l’autore di Certe notti. Per i più curiosi, la raccolta di poesie s’intitola Lettere d’amore nel frigo. 77 poesie (2006) pubblicata da Einaudi nella collana Super ET.

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