Le donne dominano l’Instagram dei libri

Le donne fanno incetta di lettori, i maschi faticano a emergere. Siamo di fronte a un cambiamento antropologico?

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Se la versione cartacea del libro non scomparirà è anche merito di Instagram. Il social delle foto ha dato linfa vitale alla lettura, creando popolarità attorno a coloro che si occupano di libri. Se le statistiche ci dicono che le persone non sanno più come sia fatto un romanzo, su Instagram invece i blogger – soprattutto donne – hanno Continua a leggere “Le donne dominano l’Instagram dei libri”

Il mondo digitale tra opportunità e nevrosi

Post dedicato alla recensione del saggio di Paolo Crepet intitolato “Baciami senza rete”

L’amore digitale dei registi di Hollywood

poster lei filmRiflettendo sull’amore digitale è normale passare in rassegna alcuni film che hanno sviscerato questo tema di recente. Tra le varie pellicole ci sono stati due lungometraggi che hanno parlato di amore virtuale. Mi riferisco a “Lei” di Spike Jonze e “Ex-Machina” di Alex Garland. I titoli sopracitati analizzano l’empatia che può esserci tra uomo e macchina. In “Lei” il protagonista viene sedotto da una voce femminile artificiale, invece in “Ex-Machina” un robot dalle fattezze femminili conquista il cuore di un ingegnere con diverse tecniche di seduzione. È chiaro dunque che questi due lavori artistici tendano ad avvisarci sul prossimo pericolo della nostra civiltà: la sovrapposizione delle due dimensioni di realtà e virtualità. Questi mondi dovrebbero restare ben distinti e anzi la tecnologia in teoria dovrebbe rendere più ricca la nostra esistenza senza la pretesa di sostituirla. Oggi però è così? La rivoluzione digitale ci ha migliorati o peggiorati? Lo psichiatra Paolo Crepet nel suo saggio edito da Mondadori Baciami senza rete esprime il suo parere sugli effetti della Rete sulle nuove e vecchie generazioni.

Facebook come metanfetamina. Iperconnessi e drogati

copertina baciami senza reteIn un capitolo di Baciami senza rete Crepet accosta l’utilizzo dello smartphone a una droga. Come esempio utilizza il caso di un suo paziente adolescente che ha smesso di parlare e di uscire preferendo le chiacchiere digitali e i videogiochi nelle ore notturne della giornata. Il ragazzino ha confessato a Crepet di giocare fino alle 5 di mattino. Questa abitudine ha indebolito il suo carattere e inevitabilmente ha danneggiato anche i suoi voti scolastici. «Secondo le statistiche più recenti, il tempo medio di utilizzo quotidiano di una tecnologia digitale da parte di un adolescente supera le 7 ore extrascolastiche (con picchi che superano anche le 13 ore), addirittura più di quelle dedicate al sonno». Chiaramente l’esempio riportato è un caso limite. Ma personalmente posso confessarvi che anch’io mi sono accorto di avere una certa dipendenza da smartphone. Un esempio banale è il navigatore. In vacanza lo uso sempre e sono obbligato ad avere una connessione affidabile. Senza internet vado in panico. Una volta al supermercato stavo cercando degli evidenziatori e mi si avvicinò una signora che mi chiese se tra le matite ci fosse uno “scovolino”. Per non sbagliare ho tirato fuori il telefono e ho cercato una foto del prodotto. Dopo averle fatto vedere la foto, la signora tutta contenta si è congedata da me per recarsi nel reparto casalinghi per poterlo prelevare dagli scaffali. È davvero una droga. Siamo internet-dipendenti.

Speranza o condanna?

foto paolo crepet
Paolo Crepet – psichiatra

Non lo sappiamo. Crepet dice che è difficile quantificare gli effetti della tecnologia perché il suo sviluppo è talmente veloce da non darci nemmeno il tempo per riflettere. Viviamo cambiamenti lampo che per il momento possiamo solo subire passivamente. «La tecnologia digitale è, e deve rimanere, uno strumento, non un fine». Per i magnati dei social network però non è affatto così. Mark Zuckerberg, papà di Facebook, ha più volte dichiarato apertamente di volere coinvolgere emotivamente i propri iscritti. Gli utenti di Facebook saranno probabilmente coinvolti in una realtà virtuale a cui potranno accedere con i loro visori 3D. Mi preme però sottolineare una frase di Crepet: “la Rete sta attuando un cambiamento antropologico”. È assolutamente vero. Come è stato con la radio e la televisione, il nuovo mezzo di comunicazione ci sta cambiando. Il cambiamento risulta pericoloso soprattutto per chi non ha una buona base culturale – gli adolescenti per esempio – perché in rete troviamo molti contenuti che spesso non sono plausibili. Insomma internet può certamente essere una formidabile arma manipolatoria se s’ignorano i meccanismi su cui è stato creato. Da lettore di libri sto incominciando a percepire il divario di mentalità tra la dimensione digitale e quella più umanistica fatta di conversazioni e relazioni umane. Gli stupidi saranno dunque più stupidi se non si attuerà un’educazione per l’utilizzo dei nuovi media.

 

Il Guardian avverte i giornalisti: “I social network distruggono i contenuti di alta qualità”

Il quotidiano inglese Guardian avvisa gli editori di news: “I contenuti di alta qualità non sopravvivono sui social network”.

Dopo la consegna del documento sulle “Fake news” al governo britannico, il Guardian ci avvisa che il dominio del mercato digitale pubblicitario di Facebook e Google “danneggia e minaccia i futuri investimenti nel giornalismo di alta qualità”. Continua a leggere “Il Guardian avverte i giornalisti: “I social network distruggono i contenuti di alta qualità””

L’uso corretto dei social media? Ecco la guida

Se ho incominciato a scrivere costantemente e con un programma preciso il suddetto blog è anche merito di questo libro che mi ha dato i giusti stimoli per guadagnare una credibilità digitale. Nel volume ho trovato – come anticipato – alcuni consigli utili per valorizzarsi sui social network. I consigli presenti sono validi per Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, blog vari etc.. etc… Continua a leggere “L’uso corretto dei social media? Ecco la guida”