La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini

La funzione salvifica dei libri

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La lettrice di Čechov (Nottetempo) è un libro sulla solitudine e sull’abbandono famigliare. Spiegherò meglio più avanti. Ora veniamo alla trama. Giulia Corsalini, critico letterario all’esordio narrativo, incentra il suo romanzo su Nina, una donna di origine ucraine che si trasferisce nel 2003 a Macerata per racimolare qualche soldo da mandare al marito semi-paralitico e alla giovane figlia Kàtja, studentessa di medicina in Ucraina. Il libro è in prima persona: elemento che fa risaltare ancora di più la condizione umana della protagonista attraverso la descrizione degli stati d’animo.

Nina è una donna colta e arguta, caratterizzata da una forte generosità e resilienza. La protagonista trova in breve tempo un lavoro: la badante. Nina assiste infatti Mariangela, un’anziana malata bisognosa di cure. Il lavoro però è ripetitivo e alienante. Per uscire da questo incubo forzato Nina si rifugia nei libri, nella lettura. Incomincia allora a frequentare la biblioteca universitaria e si mette in testa di scrivere un saggio sulla ricezione di Anton Čechov in Italia.

«Avevo portato dall’Ucraina alcuni libri, la Bibbia, La figlia del capitano, Anna Karenina, Le notti bianche nella piccola edizione ottocentesca che a casa tenevo sopra il pianoforte, i due cari volumi sgualciti dei racconti di Čechov. Rileggevo soprattutto questi ultimi: Sul carro, La mia vita, Tre anni, Mia moglie, Racconto di un uomo in incognito, Storia noiosa… Quei racconti ricostruivano attorno ai miei sentimenti disordinati, pieni di sofferenza e incapaci di capire, il senso di un destino comune, con termini asciutti e pregnanti, senza una parola di troppo»

Per pura casualità, Nina incontra il professor Giulio De Felice, direttore dell’Istituto di Slavistica di Macerata. I due entrano in sintonia e Giulio De Felice, stupito dalla preparazione culturale della badante-per necessità, propone alla protagonista di tenere un corso di lingua russa all’Università maceratese. Nina intravede una luce in fondo al tunnel, un cambio di programma che la porterà poi a trasferirsi a Kiev per lavorare nell’Istituto di Lingua e Cultura russa. Tuttavia, pur migliorando la propria condizione economica, Nina incomincia ad avere seri problemi con la figlia. Nel frattempo Kàtja si laurea in medicina e davanti a sé ha una promettente carriera, ma matura un rancore verso la madre che l’ha abbandonata con un padre malato.

Credo che il tema più interessante de La lettrice di Čechov sia la miopia dei figli riguardo ai sacrifici dei genitori e sull’accettare un destino doloroso e problematico. Kàtja sbaglia a prendersela con sua madre; alla fine Nina si è umiliata per permettere alla figlia di studiare – conosco alcuni genitori che non hanno mai fatto una cosa del genere. Tuttavia non posso biasimare Kàtja per aver rammentayo l’assenza della madre da Kiev, ma purtroppo nella vita nulla è scontato.

Gli eventi inattesi ribaltano le esistenze. È il caso della protagonista di Giulia Corsalini che si trasforma da badante a scrittrice grazie alla passione per la letteratura.

Io credo abbastanza a una simile formula. La lettura è un efficace antidolorifico: aiuta davvero a sentirsi meglio nei momenti più cupi. In questo caso il medicamento ha fatto effetto con gli scritti di Čechov, nel vostro caso, decidete pure lo scrittore che fa per voi, senza eccessivi effetti collaterali.

Consiglio La lettrice di Čechov a coloro che vogliono addentrarsi nei drammi di una donna lontana dalla sua patria che nonostante tutte le sfighe di questo mondo non ha perso l’umanità e il contatto col prossimo. Si può essere buoni anche quando si è calpestati.

Pinocchio di Carlo Collodi

Recensione del classico dei classici della letteratura italiana per ragazzi

Si può leggere Pinocchio di Carlo Collodi a 27 anni suonati? Domanda più che lecita ma indubbiamente mal posta. Al di là del genere legato al mondo dell’infanzia, il romanzo di Collodi è uno dei capolavori della narrativa italiana. Un giudizio che sposo totalmente dopo aver terminato le avventure del dispettoso burattino. Com’è possibile che un romanzo pubblicato a puntate sul Giornale per i Bambini nel 1881 abbia ancora così tanto fascino e abbia resistito allo sgretolamento del tempo? Probabilmente perché Pinocchio è la metafora dell’Italia e allargandoci potremmo dire anche degli italiani.

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“La ricetta del Dottor Wasser” di Lars Gustafsson

Parto subito con una confessione. Sto per scrivere la recensione del mio primo Iperborea. Ecco, l’ho svelato. Mi è andata anche bene perché La ricetta del Dottor Wasser è stata una lettura appagante, leggera e stimolante. Le prime venti pagine mi hanno fatto un po’ innervosire, dato che il testo di Lars Gustafsson prende avvio con il racconto frammentato – confusionario a tratti – in prima persona del protagonista Kurth W. Wasser, un luminare degli studi sul sonno giunto alla vegliarda età degli 80 anni.

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“La radio nella rete” di Giorgio Zanchini

un saggio sui cambiamenti della radio ai tempi di Internet tra community, social network e podcast edito da Donzelli

Viviamo in un’epoca in cui siamo immersi in una marea di mezzi di comunicazione. Oggi abbiamo certamente più possibilità di comunicare le nostre idee, d’altro canto siamo anche in costante distrazione poiché i protagonisti del dibattito pubblico si sono moltiplicati, cercando costantemente di sedurre e allargare i propri pubblici. C’è un mezzo di comunicazione che però sta pian pianino riemergendo, nonostante il predominio di Internet, e questo strumento è la radio.

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“Il Giorno del Ringraziamento” di Truman Capote

Recensione de Il Giorno del Ringraziamento di Truman Capote, pubblicato da Garzanti

L’Alabama degli anni Trenta, un bullo e una vecchietta fuori di testa. Questi i tre elementi caratteristici de Il giorno del Ringraziamento di Truman Capote. Il componimento si trova attualmente nella raccolta La forma delle cose. Tutti i racconti, pubblicata da Garzanti.

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