Cosa succederà ai libri? Dialogo sul passato e il presente della lettura

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“Tra un mese, tra un anno” di Françoise Sagan. Un romanzo sull’insensibilità

Recensione di Tra un mese, tra un anno di Françoise Sagan, edito da Bompiani e da Mondadori

Tra un mese, tra un anno (Bompiani, ma la mia edizione è un Oscar Mondadori) è un romanzo atipico. Non sembra propriamente un’opera letteraria, bensì una cronaca sentimentale dell’uomo moderno, nonostante il libro sia stato scritto nel 1965, più di 50 anni fa. Firmato da Françoise Sagan, pseudonimo della scrittrice francese Françoise Quoirez, il volume narra le vicende di cuore, un organo in decomposizione in questo caso, di 9 personaggi della borghesia francese degli anni ‘60: lo scrittore Bernard e sua moglie Nicole, la 25enne ribelle Josée e il suo fidanzato Jacques, la cinica soubrette Beatrice, i coniugi 50enni Alain e Fanny, il loro nipote Edouard e l’attempato regista teatrale André Jolyet. Continua a leggere ““Tra un mese, tra un anno” di Françoise Sagan. Un romanzo sull’insensibilità”

Il dilemma dell’intellettuale

Recensione del libro “Che intellettuale sei?” di Alfonso Berardinelli, pubblicato da Nottetempo

Non c’è niente da fare. Non si smette mai di imparare. L’ho constatato dopo aver terminato Che intellettuale sei? (Nottetempo) di Alfonso Berardinelli, apprezzato critico letterario e saggista, che non conoscevo. E mi è dispiaciuto perché il suo pensiero sulla critica letteraria è davvero affascinante. Tutto sommato non è successo nulla di grave. Continua a leggere “Il dilemma dell’intellettuale”

Indagine letteraria in Liguria

Anche in vacanza lo sguardo del lettore è attivo e vivace. Vi racconto cosa leggono i turisti in Liguria

Dal 6 al 18 agosto ho trascorso le vacanze in Liguria, dopo anni e anni di montagna. Mare mare mare cosa sono venuto a fare, cantava Luca Carboni e più o meno era ciò che provavo una volta parcheggiata la macchina a Laigueglia, una località costiera vicinissima alla gettonata Alassio. Dopo i consueti riti di preparazione mi sono steso sul lettino per Continua a leggere “Indagine letteraria in Liguria”

Lista eBook gratis in italiano per gli amanti dei classici

eBook gratis per il tuo e-reader, tablet e smartphone

Ho notato che negli ultimi mesi molti lettori del blog hanno sfogliato un post sui libri gratis in metropolitana. In un primo momento non capivo il perché. L’iniziativa è infatti scaduta da tempo e riguardava solo Milano. Forse chi clicca su questo post è probabilmente alla ricerca di siti in cui poter ottenere degli ebook gratis, rispettando la legge italiana.

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La reale assurdità di Aspettando Godot

Recensione dell’opera teatrale di Samuel Beckett intitolata “Aspettando Godot” (Einaudi)

 

C’è un modo di dire che, una volta nella vita, ci è capitato di sentire e questa frase idiomatica è “aspettando Godot“. Il riferimento è all’opera di Samuel Beckett che uscì nel 1954 e che fu subito un successo nonostante il significato oscuro. La commedia rientra infatti nel filone delle rappresentazioni del teatro dell’assurdo: una corrente artistica che germogliò in Francia negli anni Cinquanta; i protagonisti di questa nuova avanguardia teatrale furono E. Ionesco, A. Adamov, S. Beckett, J. Genet, F. Arrabal. Lo scopo di questa corrente artistica era quella di porre dei quesiti sull’esistenza umana e sull’incomunicabilità del mondo contemporaneo per mezzo di un linguaggio drammatico, slegato dalle regole tradizionali. Ritorniamo però al modo di dire “aspettando Godot”, cosa significa? La frase si usa quando vogliamo parlare di qualcosa che attendiamo e che probabilmente non arriverà mai – per esempio le nostre pensioni.

foto aspettando godot copertinaVi dirò la verità. Non è stato affatto semplice decodificare il capolavoro di Beckett. Ho lasciato decantare nella mia mente le sue pagine, edite da Einaudi, per settimane e settimane. Come i protagonisti Vladimiro, Estragone, Lucky e Pozzo, non riuscivo più a cercare me stesso poiché mi perdevo nelle suggestioni beckettiane. Mi sono sentito spaesato perché da essere umano razionale tentavo di dare un’interpretazione a ogni parola e scena, non capendo che l’effetto di questa commedia teatrale è proprio quello di creare un senso di “assurdo” che confonde lo spettatore (in questo caso il lettore). Non parliamo di un’opera sconclusionata, ma di un mix di pensieri, aspettative, e immagini che si saldano tra di loro. Quando penso a questa commedia beckettiana mi viene in mente la palla di pongo di un bambino in cui si mescolano tutti i colori. Vladimiro è sicuramente il personaggio che cerca un aggancio con la realtà ma i suoi tentativi vengono sabotati dagli altri tre soggetti (Estragone, Lucky e Pozzo)  che sono completamente folli.

C’è però un altro personaggio che non appare mai in scena e questo è Godot. Chi è Godot? Nessuno lo sa. Perché i due barboni Vladimiro ed Estragone lo aspettano davanti a un albero, che prima è morente e poi in un secondo momento rigoglioso di foglie verdi? Anche in questo caso, nessuno lo sa.

ESTRAGONE (Ritorna al centro della scena e guarda verso il fondo)  Un luogo incantevole. (Si volta, avanza fino alla ribalta, guarda verso il pubblico) Panorami ridenti. ( Si volta verso Vladimiro )  Andiamocene.

VLADIMIRO Non si può.

ESTRAGONE Perché?

VLADIMIRO Aspettiamo Godot.

ESTRAGONE Già, è vero. (Pausa) Sei sicuro che sia qui?

VLADIMIRO Cosa?

ESTRAGONE Che lo dobbiamo aspettare.

VLADIMIRO Ha detto davanti all’albero. (Guardano l’albero). Ne vedi altri?

foto samuel beckett
Samuel Beckett – drammaturgo e scrittore

Come scrive Carlo Fruttero nella prefazione della mia edizione Einaudi di Aspettando Godot, la commedia di Beckett è la prima opera teatrale che si svolga entro “un tempo congelato, un’enorme pausa”. Ed è davvero così. I protagonisti non conoscono orari, si basano sul ciclo solare che però non sanno interpretare, e di conseguenza il tramonto viene confuso con l’alba e viceversa. Fruttero infatti scrive che la confusione si rispecchia anche sul linguaggio favorendo un florilegio di qui pro quo, doppi sensi, gag farsesche e parolacce: «Ma ci vuol poco ad avvedersi che questa non è una commedia spensierata, senza secondi fini, bensì una commedia che guarda criticamente se stessa, che non è contenta del proprio stato, una commedia, si potrebbe dire declassata che si sforza invano, per due atti, di risalire al rango perduto di tragedia».

Inoltre Fruttero fa notare che probabilmente Aspettando Godot sia nato anche da un sentimento storico, la guerra fredda, periodo in cui ogni giorno poteva essere l’ultimo, dato il pericolo di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Sui contemporanei, l’immobilismo politico causato dal conflitto ad armi fredde, deve esser stato corrosivo: «Quel che è certo è che essa (la commedia ndr) esprime nel modo più estremo che mai sia stato tentato sulla scena una condizione di cui ciascuno di noi ha, in diversa misura, coscienza, e che ci presenta un’immagine schiacciante della vita (o, se si vuole, della “civiltà occidentale” quale si è ridotta oggi), in cui soltanto l’ottimista per candore o per partito preso può fare a meno di riconoscere i nostri rapporti, il nostro linguaggio, il nostro quotidiano brancolare».

Nella sua assurdità Aspettando Godot è allora diventato lo specchio della nostra società che si è smaterializzata: oggi usiamo monete digitali, libri digitali, realtà virtuali. Godot è il simulacro del presente in cui noi tutti siamo immersi, compresi voi che state leggendo questo blog.

Questo libro fa parte della lista Dorfles.