laterza

Fare lo scrittore non è salutare

salone internazionale del libro 2012

Giuseppe Culicchia

Tutti e dico tutti, in Italia, sognano di scrivere un libro. Chi può smentirmi? Sicuramente non coloro che scelgono di sborsare migliaia di euro per autopubblicarsi o che si collegano ai vari siti di self-publishing uploadando la loro bozza Word.

Sempre parlando del mio caro e accogliente Paese, ci sono ogni anno più pubblicazioni che lettori. Sarà il segnale di qualcosa?

Qualche giorno fa, ho finito E così vorresti fare lo scrittore (Laterza) di Giuseppe Culicchia, autore torinese che ha esordito nel 1994 con Tutti giù per terra, romanzo vincitore dei Premi Montblanc e Grinzane Cavour.

In questo libro del 2013, l’autore con stile sobrio e ironico crea un allegro affresco del mondo dell’editoria di oggi. L’industria editoriale viene definita come un “salotto” in cui albergano simpatie e antipatie che puntualmente si manifestano nelle recensioni e critiche che si materializzano sui grandi quotidiani.

Sui giornali nazionali, soprattutto negli inserti culturali, ogni settimana compare la classifica dei libri più venduti. Culicchia racconta che lo scrittore non è mai contento della lista che comprenda o non comprenda la sua ultima pubblicazione.

90762_Zagrebelsky 0909 piccLa Sindrome da Classifica si manifesta sempre il sabato o la domenica, ovvero quando escono le classifiche sui giornali, quelle che contano di più visto che finiscono in mano ai potenziali lettori, e scatta dopo quattordici giorni dall’uscita del libro, ovvero il tempo necessario perché sui giornali compaia la rilevazione delle vendite corrispondenti alla settimana in cui è avvenuta la pubblicazione. I sintomi della SDC, che si manifestano ovviamente solo negli scrittori che non si ritrovano al primo posto di tutte e tre le classifiche, ovvero nel 99% dei medesimi, sono sempre gli stessi. Nell’ordine: ira funesta, depressione molesta e paranoia manifesta. La casistica, per quanto riguarda la SDC, è comunque piuttosto varia. Di seguito troverai un quadro di massima dei casi in cui uno scrittore ne soffre.

Non è la sola nevrosi, intendiamoci, che può colpire la Brillante Promessa, il Solito Stronzo o il Venerato Maestro. Queste sono le fasi evolutive, secondo Culicchia, di chi si occupa di scrittura.

Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello dedicato alle recensioni del web. Culicchia afferma che, dopo l’uscita della sua ultima fatica, uno scrittore ricerchi quotidianamente su Google delle nuove recensioni. Il web però è la terra di nessuno dove non esiste clemenza e il rischio di rimanerci male è davvero alto. Se non volete arrabbiarvi per critiche superficiali, non accendete i computer.

In Rete si può far circolare impunemente qualsiasi cosa, e come l’ironia venga usata con un unico obiettivo: screditare il bersaglio di turno e automaticamente autoaccreditarsi, come se si avesse la facoltà di autopatentarsi in veste di “intellettuali” e di revocare le patenti altrui.

Ci sarebbe ancora molto da dire e per questo vi invito a leggere il libro perché è divertente e offre un punto di vista inedito sul mondo dell’editoria. Sapete come si dice in questi casi? Scherzando si può dire tutto, anche la verità.