Cosa fare contro l’odio online

In questo post voglio parlare di giornalismo e in particolare dell’odio e dei commenti razzisti che albergano nel web. Immaginiamo di essere nel centro della nostra città, nella piazza più bella. Nel mio caso in piazza del Duomo. All’improvviso ci arrabbiamo dopo aver letto una notizia su un giornale gratuito (quelli a pagamento non li acquista più nessuno) e decidiamo di urlare il nostro dissenso ai vicini presenti che nel frattempo si stanno facendo i cavoli loro: c’è chi fa il selfie con gli amici, chi bacia la fidanzata e chi litiga con l’ambulante di turno sul “braccialetto in regalo”.

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Blog, che medium sto usando?

Nell’articolo è presente una riflessione che è nata dalla lettura di un manuale di giornalismo digitale. In questo post si analizzano le forme di scrittura legate al blogging.

Prima o poi doveva avvenire. È ormai un annetto buono che aggiorno regolarmente il mio spazio di scrittura definito blog (altri potrebbero chiamarlo bleahg con una chiara sfumatura negativa). Come sapranno alcuni miei lettori, in questo periodo sono in piena crisi a causa dalla redazione della tesi universitaria.

Dunque sto approfondendo molto il macro-argomento del giornalismo. E’ accaduto però che durante le mie letture mi sia imbattuto in un capitolo molto interessante dedicato ai blog. Il mio testo di riferimento è questo manuale di giornalismo digitale.

dribbble-apple-flat-devices-episode2-psd-by-pierre-borodinIl manuale è Continua a leggere “Blog, che medium sto usando?”

Cronaca degli ultimi due giorni di BookCity 2016

In questo post voglio riassumere gli eventi che ho seguito sabato 19 e domenica 20 novembre all’interno del ricchissimo palinsesto letterario organizzato dallo staff di BookCity 2016.

Incominciamo allora con i tre eventi a cui ho partecipato sabato scorso. Il primo si è svolto al Laboratorio Formentini per l’editoria e s’intitolava “Lavorare in editoria, e-commerce, social, ebook” con Davide Giansoldati, Michela Gualtieri, Fabrizio Venerandi e Mauro Zerbini. In quel luogo si è detto che il mercato degli ebook è in continua evoluzione ma sono state smentite quelle previsioni apocalittiche che vogliono l’estinzione dei libri di carta: gli ebook conviveranno pacificamente con i loro cugini cartacei. Ma le aziende quando promuovono i loro prodotti culturali come utilizzano i social network? Giansoldati ha risposto che alcune case editrici delegano a delle agenzie esterne questi compiti e i social media editor si occupano Continua a leggere “Cronaca degli ultimi due giorni di BookCity 2016”

Primo giorno BookCity. Eventi dedicati all’editoria

La prima giornata di BookCity è stata abbastanza interessante. Ho deciso di sfruttare i tre giorni del Festival scegliendo eventi strettamente legati all’editoria, dato che è ciò che più mi interessa in questo specifico momento.

img_6575Il primo evento a cui ho partecipato si è svolto presso la sede di via Nirone dell’Università Cattolica di Milano, la mia università. L’incontro organizzato dal Laboratorio di Editoria diretto dal professor Roberto Cicala (è stato un mio docente) era incentrato sulle nuove frontiere del libro, dentro e fuori la carta. Gli ospiti presenti erano Flavia Gentili di Emons (un’azienda che fa audiolibri), Marco Ferrario di Bookrepublic e Amedeo Perna creatore della App Let.life.

Gli ospiti, dopo essersi presentati, si sono soffermati sulle loro professioni e sui fenomeni che oggi stanno capovolgendo il mercato editoriale sia cartaceo che digitale.

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Inaugurazione Bookcity. Elif Shafak e la democrazia perduta in terra turca

Come avrete notato da una massa di ripetitivi articoli, BookCity è iniziato. Ieri sera ho presenziato, presso il teatro Dal Verme di Milano, all’evento di apertura che ha avuto come protagonista la scrittrice turca Elif Shafak. La romanziera è stata infatti intervistata – non a caso – dalla giornalista Rula Jebreal. Dico questo perché durante la conversazione si è parlato – inevitabilmente – più di politica che di letteratura. Non è un male ma nemmeno un bene, dal mio punto di vista. Continua a leggere “Inaugurazione Bookcity. Elif Shafak e la democrazia perduta in terra turca”

Le donne salveranno l’umanità?

La verità è che non so come iniziare questo post. Voglio evitare un attacco troppo retorico e voglio dribblare le banalità nazionalpopolari. Quindi liquiderò l’argomento come “la questione delle donne”.

Lo so, la definizione non è molto chiara ma deriva da un recente saggio che ho letto in questi giorni. Il libro si chiama Le donne erediteranno la terra edito da Mondadori e l’autore è Aldo Cazzullo, un giornalista che ora lavora al Corriere della Sera e che per molti anni ha scritto per La Stampa.

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Il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo

Come avranno capito tutti, il saggio nasce dalla riflessione sul mondo di oggi e sul ruolo che la donna attualmente ricopre nella società. Cazzullo vi spiegherà per quale motivo le donne erediteranno la terra: sono più sensibili degli uomini, hanno un senso più alto della comunità e sanno vedere lontano.

Come riporta il giornalista Alessandro Litta Modignani nel suo articolo per il Foglio, secondo Platone le donne erano una copia inferiore dell’uomo, Aristotele le paragonava invece a degli uomini menomati, e ancora, sant’Agostino affermava che dovevano essere trattate come delle serve e delle prostitute.

Ovviamente tutte queste concezioni equivalgono a delle follie. Ci sono in ballo i più elementari diritti umani. Il passato è passato e per certi aspetti possiamo anche esserne contenti.

Il sesso femminile non è più sinonimo di debolezza ma sta acquisendo sempre più autorevolezza grazie alle proprie qualità. L’autore infatti cita nomi celebri come Margaret Thatcher, Angela Merkel, Giovanna D’Arco, Santa Caterina da Siena e altre che non elencherò per non rovinarvi la lettura.

women-paintings-paul-meijering-1416268480Si potrebbe dire dunque che gli esempi femminili presenti nel volume attraversino tutta la storia e tutte le culture.

Mi sono inoltre piaciuti quei capitoli che hanno approfondito la psicologia femminile di personaggi a noi ben noti. I miei due capitoli preferiti sono stati quelli dedicati alla storia di Valeria Solesin e Maria Callas. La prima è stata una vittima dell’attacco terroristico al locale parigino Bataclan insieme ad altri 130 ragazzi – per la cronaca il locale riaprirà tra poco con un concerto di Sting. Mi ha infatti commosso leggere i ricordi di sua madre, le rievocazioni dei suoi studi e desideri.

La seconda invece è stata un’immensa artista denigrata e bistrattata ingiustamente: è l’esempio di come le donne forti siano in realtà nel proprio intimo soggette ad indicibili fragilità.

7234732_1841784Come ho già scritto su altri spazi, il libro di Cazzullo mi è sembrato a tratti troppo retorico e politicamente corretto. Dico questo perché ritengo che uomini e donne siano individui indipendenti e trovo manicheo cercare di etichettare come tipici di un sesso comportamenti che forse nella realtà appartengono ad entrambi i generi. È chiaro che non contesto affatto il passato di soprusi che il genere femminile ha subito, in primis il divieto di votare.

Nonostante questa tendenza occulta, Cazzullo da serio giornalista ha anche elaborato una lucida analisi sulle differenze di genere e mi ha fatto molto piacere leggere le seguenti parole:

«Il maschio non ha certo il monopolio del male. Anche la donna è capace di raptus violenti o delitti premeditati. Perché non è un angelo; è un essere umano, che può essere tentato dall’abisso, invocato dall’abisso. Ha diritto a essere giudicata, punita, premiata non in quanto donna, ma in quanto essere umano. Senza dimenticare che la grande maggioranza degli assassini sono uomini».

maxiart-fernado-botero-uomo-e-donnaMa queste riflessioni da dove provengono? Ce lo spiega Marcello Adriano Mazzola, autore de Il Fatto Quotidiano:

«Gli studi di genere o gender studies, così denominati nel mondo anglosassone, costituiscono un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. Caratterizzati in origine da un’impronta politica ed emancipativa, strettamente connessi alla condizione femminile e alle minoranze, finalizzati a realizzare cambiamenti di mentalità e della società, questi studi nascono in Nord America tra gli anni ’70 e ’80, diffondendosi in Europa Occidentale negli anni ’80, investendo il pensiero femminista e trovando radici nel post strutturalismo e decostruzionismo francese (Michel Focault e Jacques Derrida) e negli studi che uniscono psicologia e linguaggio (Jacques Lacan e Julia Kristeva). Importanti per tali teorie anche gli studi gay, lesbici e il postmodernismo. Si ritiene che una lettura gender sensitive, attenta agli aspetti di genere, sia applicabile a ogni scienza umana, sociale, psicologica, letteraria».