“Il Giorno del Ringraziamento” di Truman Capote

Recensione de Il Giorno del Ringraziamento di Truman Capote, pubblicato da Garzanti

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L’Alabama degli anni Trenta, un bullo e una vecchietta fuori di testa. Questi i tre elementi caratteristici de Il giorno del Ringraziamento di Truman Capote. Il componimento si trova attualmente nella raccolta La forma delle cose. Tutti i racconti, pubblicata da Garzanti.

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Maledetta, maledetta burocrazia kafkiana

Recensione del romanzo “Il Castello” di Franz Kafka, edito da Garzanti

Parlando con due mie amiche davanti a una birra e uno spritz troppo costoso sulla Darsena, ho intavolato un discorso sui danni del sentito dire e dell’opinione comune scevra da ogni giudizio critico. Quante volte capita che la dignità di una persona venga infangata dalle dicerie e dalle cattiverie costruite ad arte, con l’obiettivo di screditare un nemico? Succede spesso, troppo spesso. L’aspetto più inquietante

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Colazione da Tiffany di Truman Capote

Nel 1943 l’Europa era ancora incasinata dalla seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti, geograficamente lontani dal conflitto, risentivano comunque della lotta armata poiché avevano deciso di intervenire contro la coalizione capeggiata dalla Germania nazista. Ad una fotografia di deportazioni, uccisioni e disperazione si contrappone invece l’istantanea della vitalità e dell’anticonformismo newyorkese di Holly Golightly, la protagonista di Colazione da Tiffany.

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Oblomov e la filosofia dell’inguaribile idealista

Recensione del libro “Oblomov” di Ivan Goncarov.

Solo nel 2017 ho compreso perché la critica consideri Oblomov un grande classico della letteratura. Non mi importa della mia reputazione da lettore. Devo fare una fastidiosa confessione: non conoscevo né il romanzo né il suo autore. Non sono un analfabeta, ho fatto il Classico, e mi sono laureato in Lettere. Malgrado una vita passata in mezzo ai libri, non ho mai conosciuto nessuno che abbia saputo dirmi “tieni Paolo, questo è un’opera che devi assolutamente avere nella tua libreria casalinga”. Non mi sto giustificando e nemmeno cerco di scaricare le personali responsabilità sull’ignoranza dei miei conoscenti. Però, se ci rifletto bene, è molto strano che la lettura di Oblomov sia avvenuta nel ventiseiesimo anno della mia esistenza. Può darsi che tale fatto sia un segno del destino. Ecco, lo sapevo, anche io sono stato contagiato dall’oblomovismo.

copertina oblomovPrima di concentrarci su questa patologia letteraria, vorrei dare la precedenza alla trama del romanzo di Ivan Goncarov. Il libro, ambientato nell’Ottocento, parla dell’esistenza infelice di Il’ja Il’ic Oblomov, un possidente russo che si mantiene grazie alle rendite provenienti dal villaggio Oblomovka, in cui vivono 300 contadini. La narrazione si focalizza sulle idiosincrasie del protagonista, sia a livello sociale che a livello amoroso. Oblomov vive a Pietroburgo, la capitale russa, in un appartamento polveroso e trascurato. Con lui c’è il fido Zachar, il servo di famiglia che accudisce e si prende cura quotidianamente di Oblomov. Un bel giorno Il’ja Il’ic riceve una lettera, in cui vi è scritto che le rendite di Oblomovka stanno calando per una cattiva amministrazione. Oblomov non sa cosa fare e si chiude in un’inattività che farebbe invidia all’uomo più pigro del mondo. Poco tempo dopo la ricezione della lettera, gli fa visita l’amico d’infanzia Stolz: un giovane tedesco che ha fatto fortuna come uomo d’affari. L’amico riesce a smuovere Oblomov dalla sua apatia e lo riporta in società per disintossicarlo dall’esacrabile indolenza. In una delle sue comparse in società, Oblomov conosce Ol’ga, un giovane ragazza molto intelligente, amica di Stolz. Sboccia l’amore. Il’ja Il’ic e Ol’ga sembrano destinati a sposarsi ma le cose non andranno come sperato. Per evitare spoiler sul finale, termino qui la mia breve e incompleta analisi sulla trama.

Torniamo all’oblomovismo. Questo neologismo viene forgiato da Stolz che, in un diverbio con l’amico possidente, accusa Oblomov di sprecare la sua vita e le sue ricchezze a causa di una congenita trascuratezza costellata da un idealismo esasperato.

«E in che consiste, secondo te, l’ideale della vita? Dove non c’è oblomovismo?» chiese timidamente, senza slancio. «Non cercano forse tutti di raggiungere ciò che sogno io? Ma scusami,» disse più arditamente, « forse che lo scopo di tutto il vostro correre di qua e di là, delle passioni, delle vostre guerre, del commercio e della politica non è la ricerca della calma e l’aspirazione verso questo ideale di paradiso perduto?»

foto goncarov
Lo scrittore Ivan Goncarov

Dalle parole di Oblomov capiamo che egli non è affetto da indolenza, ma il nobile aspira solo a una vita felice senza nevrosi e preoccupazioni. Questo ideale di pace dei sensi matura e si rafforza durante l’infanzia di Il’ja Il’ic a Oblomovka. In una corposa digressione sulla gioventù di Oblomov, il villaggio viene descritto come un luogo metafisico, perfetto e ameno. Olomovka è un paradiso, “un modello astratto di struttura arcaica”, dove i suoi abitanti vivono felici, appagati e lontani dalle storture della modernità. I contadini di Oblomovka rappresentano una società autosufficiente: gli abitanti consumano solo ciò che producono. La natura dispensa gioie e dolori. Insomma una realtà totalmente diversa dall’artificialità della metropoli in cui Oblomov si è trasferito in età adulta con Zachar. Seguendo queste considerazioni, è abbastanza chiaro che Goncarov abbia voluto realizzare una contrapposizione tra due diverse visoni: naturalismo e liberismo illuminista. Questo contrasto ideologico non c’è solo tra Pietroburgo e Oblomovka, ma anche tra Stolz e Oblomov. L’amico tedesco cerca in tutti i modi di trascinare Il’ja Il’ic fuori dal suo appartamento, che è diventato “una piccola, inerte, polverosa Oblomovka”, e di introdurlo nel nuovo mondo. Anche Ol’ga tenta invano di costruire con operosità un nuovo ponte tra il paradiso idealizzato oblomoviano e la dinamicità della civiltà moderna. Tornando a Stolz, sappiamo che egli è il contrario di Oblomov: il tedesco è un borghese che guadagna e produce; egli ha accettato le frenetiche regole della modernità ed è riuscito a piegarle ai suoi interessi. Così non è per Il’ja Il’ic, il quale fa estrema fatica a vivere attivamente il suo ruolo di nobile nella alta società russa. Oblomov è fondamentalmente un sognatore, un uomo di buon cuore, che ha consacrato la propria esistenza all’utopia di un mondo regolato da leggi naturali, dove regna un clima pacifico e senza conflitti.

Dopo la pubblicazione del libro, avvenuta nel 1855, il giornalista e critico letterario Nikolaj Aleksandrovič Dobroljubov delineò un’analogia tra il protagonista e la condizione del cittadino russo della metà dell’Ottocento:

«In Oblomov si riflette la vita russa, viene presentato il vero e vivo tipo russo contemporaneo, scolpito con inesorabile rigore e precisione; viene pronunciata la nuova parola d’ordine dello sviluppo della nostra società; viene pronunciata con chiarezza e fermezza, senza disperazioni né puerili speranze ma con la piena coscienza del vero. Questa parola è oblomovismo; essa serve da chiave per la soluzione e l’interpretazione di molti fenomeni della vita russa e conferisce al romanzo di Goncarov un significato sociale molto più grande che non a tutti i nostri racconti di letteratura accusatoria».

Qui Dobroljubov addebita l’arretratezza del territorio russo alla scelleratezza della politica dei possidenti, che hanno rinunciato all’ammodernamento delle loro proprietà, lasciando nella povertà un ingente numero di contadini.

Questo libro è contenuto nella lista Dorfles.

Dorfles e i 100 libri che dovremmo leggere

Quali sono i libri che dobbiamo leggere almeno una volta nella nostra vita? Una domanda che potrebbe provocare talmente tante discussioni da non finire più. Per nostra fortuna ci sono degli intellettuali che ci hanno fatto risparmiare tempo, stilando delle lunghe liste dei volumi necessari alla nostra crescita culturale. Anche giornali come Le Monde e network tv come la BBC si sono cimentati nel creare delle liste. I loro elenchi però hanno dei difetti: sono troppo sbilanciati dalla cultura che li ha generati. La lista di Le Monde contiene molti titoli francesi e quella della BBC si focalizza molto sulla letteratura inglese. Questa mia osservazione non è una critica ma solo una presa di coscienza sulle storture che le liste possono avere.

Piero Dorfles – Critico letterario

L’idea che mi ero fatto sulle liste però è mutata dopo la lettura di un saggio che parla di libri. Mi riferisco a I Cento Libri: che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles. Se siete degli abituali frequentatori del mondo della cultura, non vi sarà sfuggito un certo richiamo all’arte, leggendo il cognome Dorfles. Ecco, non sto parlando del centenario Gillo Dorfles, pittore, filosofo e celebre critico d’arte. Il Dorfles che ha scritto il libro sotto inchiesta è il critico letterario, che ha condotto famosi programmi radiofonici e televisivi.

Dorfles dice che la lettura ci aiuta a vivere meglio e ad evitare l’alienazione sociale: «Ma perché abbia degli effetti positivi, la lettura deve essere libera, critica e analitica». Ci sono intellettuali ottusi che non liberano né la coscienza e neppure la creatività. Leggere non ci rende persone migliori, se le storie che leggiamo non si diffondono nelle strade, nei parchi, nei tram. Secondo il mio modesto parere, le attuali sfide editoriali si concentrano solo sul marketing e non sulla divulgazione della lettura: si intortano i lettori per rifilare loro l’ultimo best-seller.

Ci sarebbe ancora molto da dire sul libro. Troverete altre mie considerazioni nel podcast qui sotto.

Ecco la lista dei libri contenuti in questo volume. Spero di riuscire a recensirli tutti, prima o poi. I titoli sottolineati sono quelli letti.

Swift, I viaggi di Gulliver

Bulgakov, Il Maestro e Margherita

Aldous Huxley, Il mondo nuovo

Orwell, 1984

Bradbury, Fahrenheit 451

Sciascia, Todo modo

Orwell, La fattoria degli animali

Tolstoj, Guerra e pace

Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

Roth, La cripta dei cappuccini

Hemingway, Addio alle armi

Levi, Cristo si è fermato a Eboli

Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini

Frank, Diario

Levi, Se questo è un uomo

Vittorini, Uomini e no

Fenoglio, Il partigiano Johnny

Twain, Le avventure di Huckleberry Finn

Stevenson, L’Isola del tesoro

Conrad, Lord Jim

London, Il richiamo della foresta

Verne, Il giro del mondo in 80 giorni

Kipling, Il libro della giungla

Conan Doyle, Uno studio in rosso

Verne, Ventimila leghe sotto i mari

Christie, Poirot a Styles Court

Molnár, I ragazzi della via Paal

Hammett, Il falcone maltese

Shakespeare, Macbeth

Maupassant, Bel Ami

Dumas, Il conte di Montecristo

Dostoevskij, Delitto e castigo

Hugo, I miserabili

Edmondo De Amicis, Cuore

Mann, I Buddenbrook

Scott Frizgerald, Il grande Gatsby

Alberto Moravia, Il conformista

Shakespeare, Amleto

Gončarov, Oblomov

Čechov, Zio Vanja

Melville, Bartleby lo scrivano

Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Kafka, Il processo

Italo Svevo, La coscienza di Zeno

Pirandello, Il fu Mattia Pascal

Alberto Moravia, Gli indifferenti

Albert Camus, Lo straniero

Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie / Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

Dickens, Ballata di Natale

Stoker, Dracula

Barrie, Peter Pan

Hesse, Siddharta

Poe, Racconti del mistero, dell’incubo e del terrore

Balzac, La pelle di zigrino

Shelley, Frankenstein

Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Goethe, I dolori del giovane Werther

Tolstoj, Anna Karenina

Brontȅ, Cime tempestose

Austen, Orgoglio e pregiudizio

Flaubert, Madame Bovary

Thomas Mann, La morte a Venezia

Mitchell, Via col vento

Lawrence, L’amante di Lady Chatterley

Maugham, Il velo dipinto

Nabokov, Lolita

Pasternàk, Il dottor Živago

Capote, Colazione da Tiffany

Shakespeare, Romeo e Giulietta

Turgenev, Padri e figli

Conrad, Cuore di tenebra

Franz Kafka, Il castello

Canetti, Auto da fé

Borges, Finzioni

Dino Buzzati, Il deserto dei tartari

Samuel Beckett, Aspettando Godot

Roth, Il lamento di Portnoy

Grimm, Le fiabe del focolare

Stendhal, La Certosa di Parma

Dickens, David Copperfield

Conrad, La linea d’ombra

Golding, Il signore delle mosche

London, Martin Eden

Collodi, Le avventure di Pinocchio

Salinger, Il giovane Holden

Morante, L’isola di Arturo

Burgess, Arancia meccanica

Italo Calvino, Il barone rampante

Kafka, La metamorfosi

Qua sotto trovate un podcast prodotto da Radio 24 – Melog sul volume I cento libri che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles.

Ho scoperto che nel lontano 2011 Piero Dorfles aveva realizzato delle recensioni audio di alcuni classici che erano andate in onda all’interno del programma Fahrenheit di Radio 3. Ho tentato una ricerca su Youtube e non ho trovato nulla. Ho poi interrogato il sito ufficiale di Radio 3, nulla anche lì. Ho infine pescato un sito stranissimo che ha un archivio disorganizzato ma pieno di sorpresine podcast. Ed eccole finalmente le recensioni! Sapete cosa sto facendo? Le sto ricaricando – piano piano – su Youtube, in modo che tutti possano goderne. Ci vorrà del tempo ma riuscirò nel mio intento. Appiccicherò qui sotto tutti i podcast prodotti dal sottoscritto. Fate girare la cultura, e anche il nome di SfogliaLibri.

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