“La piccola Roque” di Guy de Maupassant

Recensione di “La piccola Roque” di Guy de Maupassant, terzo volume della collana “I racconti di Repubblica”

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Di Guy de Maupassant avevo letto solo il Bel Ami – tra le altre cose un tascabile Mondadori macilento. Invece La piccola Roque (link Amazon), racconto dello scrittore francese pubblicato nel 1885, in piena Terza repubblica, è entrato nella mia libreria grazie a una collana di racconti pubblicata nel 1997 dal quotidiano Repubblica. Ho controllato sui Internet e con mia sorpresa mi sono accorto che ci sono pochissime recensioni di questo giallo. Tuttavia qualche recensione si trova (cercando bene), soprattutto sotto forma di notizie bibliografiche da Wikipedia o sotto forma di riassunto nei siti dedicati agli appunti di scuola. Continua a leggere ““La piccola Roque” di Guy de Maupassant”

“Contro i tagli alla cultura” di Victor Hugo per combattere l’ignoranza

Recensione del libro “contro i tagli alla cultura” di Victor Hugo, pubblicato da Ibis

«Con la cultura non si mangia», disse Giulio Tremonti che nel 2010 ricopriva la carica di ministro dell’Economia italiana. Victor Hugo sarebbe caduto in depressione se lo avesse sentito, perché dal 1948 le cose non sembrano cambiate. Lo scrittore francese si trovò infatti a controbattere un’affermazione simile nel suo intervento intitolato Contro i tagli alla cultura, riproposto nel 2011 dalla casa editrice Ibis. Continua a leggere ““Contro i tagli alla cultura” di Victor Hugo per combattere l’ignoranza”

“La Novità”. Quando l’editoria francese diventa un romanzo

Recensione del romanzo “La novità” di Paul Forunel, pubblicato da Voland

In Italia arriva tutto troppo tardi. Un esempio di velocità tartarughesca italica sono le unioni civili, Starbucks e Netflix. Anche per alcuni libri è così. Però questa volta dobbiamo ringraziare la casa editrice Voland che ha tradotto – con il lavoro della traduttrice Federica Di Lella – un bel romanzo transalpino sull’editoria francese. Il libro di cui sto parlando è La novità di Paul Fournel. Continua a leggere ““La Novità”. Quando l’editoria francese diventa un romanzo”

La “Sottomissione” dell’Europa è vicina? Parola a Houellebecq

Faccio fatica ad essere obiettivo quando leggo un romanzo distopico. Questo accade perché di natura sono abbastanza pessimista e quindi le distopie non fanno altro che confermare le mie previsioni e preoccupazioni. In più, il giudizio si offusca quando leggo un’opera che provoca le reazioni più diverse come il romanzo Sottomissione di Houellebecq. Aggiungiamoci anche la personalità eccentrica dello scrittore francese che in ogni intervista lancia una provocazione, allargando costantemente il bacino dei suoi ammiratori e detrattori.

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Michel Houellebecq

Ho incominciato a scrivere romanzi perché leggendo i libri degli altri non trovavo una grande qualità. Mi sono detto: “Forse io riesco a scrivere qualcosa di meglio, no?” E alla fine non è stato così difficile. Il livello medio era basso.

Michel Houellebecq in Houellebecq: quando parla, fa parlare

Tale processo psicologico si è manifestato anche durante la lettura di Sottomissione  dello scrittore francese Michel Houellebecq, pubblicato in Italia nel 2015 da Bompiani. Come tutti voi ricorderete, nello stesso anno dell’uscita del libro, la Francia ha subito dei violenti attacchi terroristici da parte del sedicente Stato Islamico.

Tra le vittime ci furono anche i redattori e i vignettisti della rivista satirica Charlie Hebdo che stavano preparando il nuovo numero che avrebbe messo in prima pagina un riferimento al libro di Houellebecq.

Dopo la tragedia, il romanzo dello scrittore francese ha innescato un accesso dibattito, non solo in Francia ma anche in tutta Europa, sull’islamizzazione della società, tema centrale di Sottomissione.

Il primo errore è forse pensare che il romanzo sia incentrato sull’Islam. Secondo me non è affatto così, secondo me il libro affronta la crisi della laicità dell’Europa e il ritorno dell’ideologia politica in cui un leader viene considerato un sommo sacerdote.

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Oltre alla Fratellanza Musulmana, che nel 2022 vince grazie ai Socialisti le elezioni francesi, Houellebecq si sofferma anche sulla violenza e pericolosità del movimento politico di estrema destra, Front National, di Marine Le Pen.

Le riflessioni del protagonista, François (un professore universitario di 40 anni), sulla minaccia dei partiti illiberali sembrano profetiche soprattutto se vi sintonizzate sui tg nazionali che riportano le terribili dichiarazioni della Le Pen.

Lo scrittore francese indirizza le sue critiche alla classe intellettuale della Francia che non è più portatrice di alcun valore ma è impantanata in uno sterile dibattito accademico separato dalla realtà. Houellebecq sembra dirci che una civiltà è destinata al tracollo quando, difronte ai segnali del male, un intellettuale non denuncia il rischio ma si sottomette al regime di turno per avere dei vantaggi e per mantenere il proprio status sociale.

Quando è uscito Sottomissione, in Francia eravamo giunti a un punto che era impossibile parlare di Islam. Molti preferivano non farlo. Io ho preferito parlarne, anche se ammetto di aver scritto un libro ambiguo. Ambiguo perché in realtà tra i personaggi del romanzo non ci sono veri musulmani. Nel senso che nessuno abbraccia la fede nel modo genuino. I miei personaggi si dicono musulmani per interesse.

L’aspetto in qualche modo più imbarazzante per i protagonisti di questo libro è che si dicono musulmani e cercano di dimostrare di esserlo, ma in realtà sfruttano la religione per i loro scopi


Michel Houellebecq in Houellebecq: quando parla, fa parlare

Il simbolo di tutto questo è François, brillante docente della Sorbona, che deciderà di abbracciare l’Islam solo per interesse personale e per giunta dopo aver acquistato una breve guida su come convertirsi.

Sottomissione di Houellebecq fa parte di quel genere letterario che immagina un futuro prossimo con tratti negativi. I romanzi distopici più famosi sono 1984 di George Orwell,  Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e Il mondo nuovo di Aldous Huxley.