Quei consigli che salvano i lettori

In questi due mesi di vacanze ho letto su giornali, riviste, siti online parecchi consigli letterari da parte di personaggi famosi.

Attori, scrittori, registi e via dicendo, hanno detto la loro sui libri da portarsi in vacanza. La cosa mi fa davvero piacere perché, sembra banale a dirlo, i consigli delle persone con molto seguito forse sono gli unici ad essere ascoltati. Continua a leggere “Quei consigli che salvano i lettori”

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L’uso corretto dei social media? Ecco la guida

Se ho incominciato a scrivere costantemente e con un programma preciso il suddetto blog è anche merito di questo libro che mi ha dato i giusti stimoli per guadagnare una credibilità digitale. Nel volume ho trovato – come anticipato – alcuni consigli utili per valorizzarsi sui social network. I consigli presenti sono validi per Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, blog vari etc.. etc… Continua a leggere “L’uso corretto dei social media? Ecco la guida”

Arte e Social Media. Rapporto complicato?

Possiamo utilizzare i social network per plasmare un’opera artistica? Mi spiego meglio. Una breve poesia ha lo stesso valore se veicolata attraverso Twitter? Sì o no?

Quanto possiamo essere creativi con uno smartphone?

La risposta per me è scontata. Un bel no secco. Sono convinto che i social siano strumenti per la condivisione di un’opera d’arte e non una sala parto dello scrittore di turno. I fattori sono molteplici.

Innanzitutto la creazione artistica necessita di attesa, riflessione e – perché no – anche di una sana solitudine. Il mio scrittore ideale dovrebbe abitare sopra un monte o vivere in una soffitta metropolitana senza uscire per giorni e giorni. Sto ovviamente esagerando. Mi va bene anche una via di mezzo.

Questi strani pensieri sono stati provocati da un interessante articolo di Roberto Cotroneo letto il 31 luglio sul magazine “Sette“. Il giornalista/scrittore sostiene che non sia possibile creare contenuti artistici mediante i social.

Si è inoltre chiesto se l’utilizzo di Twitter possa essere uno dei contenitori ideali per far poesia. La sua risposta argomentata? Cotroneo ritiene che ciò non avverrà dato che i meccanismi dell’arte e delle reti sociali sono molto diversi: sintesi vs improvvisazione, insomma compatibili come il giorno e la notte. Il primo meccanismo si acquisisce col tempo e il secondo in un istante.

Infondo sono anch’io d’accordo con lui. Per me è la differenza sostanziale tra un prodotto editoriale usa e getta e un contenuto di qualità si evince soprattutto dal contesto e dal tempo che concorrono a crearli.

E voi lettori? Credete che la poesia si possa sposare coi social?

Perdersi nei labirinti di Jorge Luis Borges

Ma poi il vortice di scalini che significa? Non lo so. Mi torna in mente solo l’espressione: “la vita è fatta a scale c’è chi scende c’è chi sale”.

image“Il giardino dei sentieri che si biforcano era il romanzo caotico; la frase ai futuri (non a tutti) mi suggerì l’immagine della biforcazione nel tempo, non nello spazio. La rilettura complessiva dell’opera confermò quella teoria. In tutte le finzioni, ogni volta che un uomo si trova di fronte a diverse alternative, opta per una di esse ed elimina le altre. […] Crea, così, diversi futuri, diversi tempi, che a loro volta proliferano e si biforcano. Di lì le contraddizioni del romanzo”.

Il dodicesimo libretto della collana “Racconti d’autore” de Il Sole 24 ORE ci porta nel mondo letterario di Jorge Luis Borges. La copertina rimanda all’onnipresente concetto che troviamo di continuo nelle opere dello scrittore argentino: “la vita come un labirinto”.

Personalmente ritengo che l’immagine non sia brutta ma senza dubbio è poco poetica. Mi sarebbe piaciuto il labirinto di siepi del film Shining diretto nel 1980 dal regista Stanley Kubrick. Pensate sia troppo macabro? Ma poi il vortice di scalini che significa? Non lo so. Mi torna in mente solo l’espressione: “la vita è fatta a scale c’è chi scende c’è chi sale”. Se il significato fosse questo siete invitati a segnalarmelo.

Veniamo alla sostanza. Di cosa parlano i due racconti?

La morte e la bussola è una sorta di poliziesco noir, un incrocio tra A. C. Doyle e A. Christie ma la storia è caratterizzata da un esasperato simbolismo teso alla riflessione delle conseguenze del passare del tempo e della concatenazione delle azioni umane. Ragione e sentimento se volessimo fare una perfetta sintesi.

Fate un respirone. Rilassatevi. Ora arriva il secondo.

Ne Il giardino dei sentieri che si biforcano le cose si complicano. Il protagonista è un militare tedesco. Siamo nel 1914 durante la prima guerra mondiale. Il soldato ha una missione da portare a termine ma solo nel finale si capirà quale essa sia. Anche qua tanto simbolismo a iosa.

Jorge Luis Borges [1899-1986] è stato un poeta e scrittore argentino. Ha fatto anche il critico cinematografico. Nella varietà di interessi, possiamo intravedere un filo comune, ovvero la continua ricerca del significato più profondo dell’esistenza: il suo obiettivo è “cogliere l’ambiguità e il fascino di situazioni e personaggi al di là delle apparenze” (Treccani docet).

copertina libro finzioni
Uno dei libri più famosi dello scrittore argentino

I due racconti mi sono piaciuti ma devo ancora capire il perché. Come avrete intuito, Borges non è uno scrittore che si comprende immediatamente ma di sicuro lo sottoporrò ad una attenta meditazione per decifrarlo.

La BBC nel 2016 chiese ad un gruppo di scrittori argentini di spiegare perché Borges sia considerato un grandissimo autore. Gli intellettuali hanno risposto che fu il migliore autore dello scorso secolo ma Luis Borges non ha mai vinto il premio Nobel per la letteratura. Borges fu famoso per la mescolanza di reale e fantastico. Siamo sicuri che i lavori dell’argentino abbiano superato l’ostacolo del tempo? La risposta è indubbiamente positiva.

31 anni dopo la sua morte, la BBC ha chiesto ai degli scrittori argentini di svelare le loro citazioni preferite di Borges e di spiegare perché bisognerebbe leggerlo al giorno d’oggi. Qua trovate il link della notizia.

E voi avete mai letto qualcosa di Borges?

 

Studiare per voti alti. Ecco il segreto!

Qual è il segreto per diventare degli ottimi studiosi?

Qual è il segreto per diventare degli ottimi studiosi? Molti intellettuali e ricercatori sostengono che la qualità primaria dello studente debba essere la costanza e la continuità.

Non posso di certo smentire queste conclusioni ribadite recentemente da un articolo del “Corriere della Sera” di luglio (lo trovate qua). Il docente di pedagogia intervistato dal giornalista ha affermato che per essere uno studente provetto è necessario studiare tre ore tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica. Questo metodo assicurerebbe una vita sociale alla cavia.

writing-notes-idea-conference.jpgInfatti ogni volta che incontro un universitario con un libretto zeppo di 30 e lode mi chiedo come faccia ad avere un legame con la realtà oltre al mondo virtuale dell’apprendimento. Difficile definire allora tale condizione: passione o nevrosi? Credo che lo studente, mosso dalla passione, salti subito all’occhio per la sua brillantezza. Il nevrotico si distingue invece per l’ombrosità che scompare non appena conseguita la laurea.

I veri intellettuali sono dunque coloro che rielaborano e contestualizzano quello che leggono e studiano; i pappagalli invece sono gli abili ripetitori che non portano nessun beneficio alla collettività. Insomma quest’ultimi lasciano il tempo che trovano.

E voi a che tipologia appartenete?

“Qualcosa era successo e altri racconti” di Dino Buzzati

Recensione dei racconti di Dino Buzzati

Ho scelto questa citazione qui sotto perché si abbina alla copertina su cui intravediamo una persona sui binari accecata dalla luce del giorno. Insomma l’individuo non sa cosa c’è fuori dalla galleria, o tunnel. Tagliando corto, è lo stesso concetto che ho estrapolato dal primo dei tre racconti contenuti in questo piccolo libro pubblicato da Il Sole 24 ORE.

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