Il delitto di Lord Arthur Savile e altri racconti di Oscar Wilde

Belle donne, mendicanti milionari e delitti progettati dal destino

È un piccolo librettino quello che vi presenterò in questo articolo. Si tratta di un volumetto pubblicato da Il Sole 24 ORE intitolato Il milionario modello e altri racconti. L’autore è il mitologico scrittore irlandese Oscar Wilde, che chiunque di noi abbia una formazione scolastica regolare avrà sentito nominare durante le lezioni di letteratura inglese in epoca vittoriana. In particolare dell’estetismo diffuso da Wilde con i suoi atteggiamenti eccentrici e da conversatore brillante. Insomma un vero e proprio dandy.

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Il mondo yiddish di Israel J. Singer

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Non ho mai letto nulla del fratello maggiore del premio Nobel Isaac Singer. L’opportunità si è presentata con la pubblicazione di due racconti di Israel Joshua Singer da parte de Il Sole 24 Ore. I due racconti presenti nel libretto di 80 pagine sono Perle e Uno straniero.

Descrivo in qualche modo il mio giudizio personale; mi ha sorpreso – soprattutto nel primo racconto – come lo scrittore descriva la vita di un mercante ebreo di gioielli. Il suo è un ritratto spietato, senza scrupoli e con eleganza ci aiuta a capire gli usi e i costumi correnti di una certa borghesia polacca. 10438047563_1ee2ebe7ed_z

C’è una vena di ironia, diciamo che a tratti sembra di leggere la storia di Mastro Don Gesualdo; Come il protagonista verghiano, il vecchio Spielrein è ossessionato dalla sua “roba” e non cura molto la propria condizione di cattiva salute. Il racconto è perciò un viaggio nella quotidianità e nelle aspettative di un anziano commerciante di pietre preziose con tutti i difetti e i pregi che questa attività comporta.

Uno straniero è il racconto che mi è piaciuto di più perché è una sorta di premonizione riguardo a quello che avverrà alla comunità ebraica della Polonia durante la seconda Guerra Mondiale. Due cavalli scompaiono dalla stalla di un mugnaio ebreo. Tutti sospettano che sia stato il galeotto che abita ai margini del paesello. Non avendo prove ma solo sospetti i contadini decidono di farsi giustizia da soli. Il mugnaio però è contrario all’uso della violenza. Questo comporterà l’odio dei suoi compagni che se la prenderanno con la parte lesa solo per una questione di identità religiosa.

Israel Singer ha uno stile veloce e schietto; si concentra soprattutto sul profilo psicologico dei suoi personaggi guidando il lettore attraverso le abitudini e le nevrosi di protagonisti legati tra loro dalla tradizione yiddish.

L’autore dopo aver vissuto in Polonia e in Unione Sovietica decide nel 1934 di trasferirsi negli Stati Uniti dove lavorerà per la testata The Forward.

Perdersi nei labirinti di Jorge Luis Borges

Ma poi il vortice di scalini che significa? Non lo so. Mi torna in mente solo l’espressione: “la vita è fatta a scale c’è chi scende c’è chi sale”.

image“Il giardino dei sentieri che si biforcano era il romanzo caotico; la frase ai futuri (non a tutti) mi suggerì l’immagine della biforcazione nel tempo, non nello spazio. La rilettura complessiva dell’opera confermò quella teoria. In tutte le finzioni, ogni volta che un uomo si trova di fronte a diverse alternative, opta per una di esse ed elimina le altre. […] Crea, così, diversi futuri, diversi tempi, che a loro volta proliferano e si biforcano. Di lì le contraddizioni del romanzo”.

Il dodicesimo libretto della collana “Racconti d’autore” de Il Sole 24 ORE ci porta nel mondo letterario di Jorge Luis Borges. La copertina rimanda all’onnipresente concetto che troviamo di continuo nelle opere dello scrittore argentino: “la vita come un labirinto”.

Personalmente ritengo che l’immagine non sia brutta ma senza dubbio è poco poetica. Mi sarebbe piaciuto il labirinto di siepi del film Shining diretto nel 1980 dal regista Stanley Kubrick. Pensate sia troppo macabro? Ma poi il vortice di scalini che significa? Non lo so. Mi torna in mente solo l’espressione: “la vita è fatta a scale c’è chi scende c’è chi sale”. Se il significato fosse questo siete invitati a segnalarmelo.

Veniamo alla sostanza. Di cosa parlano i due racconti?

La morte e la bussola è una sorta di poliziesco noir, un incrocio tra A. C. Doyle e A. Christie ma la storia è caratterizzata da un esasperato simbolismo teso alla riflessione delle conseguenze del passare del tempo e della concatenazione delle azioni umane. Ragione e sentimento se volessimo fare una perfetta sintesi.

Fate un respirone. Rilassatevi. Ora arriva il secondo.

Ne Il giardino dei sentieri che si biforcano le cose si complicano. Il protagonista è un militare tedesco. Siamo nel 1914 durante la prima guerra mondiale. Il soldato ha una missione da portare a termine ma solo nel finale si capirà quale essa sia. Anche qua tanto simbolismo a iosa.

Jorge Luis Borges [1899-1986] è stato un poeta e scrittore argentino. Ha fatto anche il critico cinematografico. Nella varietà di interessi, possiamo intravedere un filo comune, ovvero la continua ricerca del significato più profondo dell’esistenza: il suo obiettivo è “cogliere l’ambiguità e il fascino di situazioni e personaggi al di là delle apparenze” (Treccani docet).

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Uno dei libri più famosi dello scrittore argentino

I due racconti mi sono piaciuti ma devo ancora capire il perché. Come avrete intuito, Borges non è uno scrittore che si comprende immediatamente ma di sicuro lo sottoporrò ad una attenta meditazione per decifrarlo.

La BBC nel 2016 chiese ad un gruppo di scrittori argentini di spiegare perché Borges sia considerato un grandissimo autore. Gli intellettuali hanno risposto che fu il migliore autore dello scorso secolo ma Luis Borges non ha mai vinto il premio Nobel per la letteratura. Borges fu famoso per la mescolanza di reale e fantastico. Siamo sicuri che i lavori dell’argentino abbiano superato l’ostacolo del tempo? La risposta è indubbiamente positiva.

31 anni dopo la sua morte, la BBC ha chiesto ai degli scrittori argentini di svelare le loro citazioni preferite di Borges e di spiegare perché bisognerebbe leggerlo al giorno d’oggi. Qua trovate il link della notizia.

E voi avete mai letto qualcosa di Borges?

 

“Qualcosa era successo e altri racconti” di Dino Buzzati

Recensione dei racconti di Dino Buzzati

Ho scelto questa citazione qui sotto perché si abbina alla copertina su cui intravediamo una persona sui binari accecata dalla luce del giorno. Insomma l’individuo non sa cosa c’è fuori dalla galleria, o tunnel. Tagliando corto, è lo stesso concetto che ho estrapolato dal primo dei tre racconti contenuti in questo piccolo libro pubblicato da Il Sole 24 ORE.

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