“Dopo” di Edith Wharton

Recensione di “Dopo” di Edith Wharton, 24esimo volume della collana “I racconti di Repubblica”

Annunci

In questo racconto di Edith Wharton appare un fantasma e una casa infestata. Siamo nel Dorsetshire, a Lyng, una cittadina inglese. I protagonisti di Dopo sono una coppia dell’alta borghesia statunitense che decide di trasferirsi in Inghilterra per trascorrere gli anni di rendita conquistati da Edward Boyle (Ned), un ingegnere che lavorava per un’azienda chiamata Blue Star Mine. Mary, moglie di Ned, decide insieme alla consorte di accettare il consiglio della amica Alida Stair, che ha dei parenti che vogliono vendere una villa infestata dai fantasmi a Lyng.

Mary e Ned sono davvero eccitati al solo pensiero di scorgere un evento soprannaturale e chiedono ad Alida che fattezze abbia questo spettro.

«Allora, a Lyng c’è un fantasma o no?»

Quest’uscita di Edward aveva fatto ridere Alida un’altra volta, ed era stato a questo punto che aveva replicato, tentatrice: «Oh, certo che c’è ne è più di uno, ma non lo riconoscerete mai».

«Non lo riconosceremo mai?» le aveva rifatto il verso Boyne. «Ma in che cosa diavolo consiste uno spettro, se non nel fatto di essere riconosciuto per tale da qualcuno?»

«Non lo so, ma così vuole la leggenda».

«E la leggenda dice che c’è un fantasma, ma che nessuno sa che è tale?»

«Be’, non fino a dopo, in ogni caso».

«Dopo che cosa?»

«Dopo molto tempo».

Le parole di Alida non fanno molta chiarezza, anzi sono incomprensibili anche al lettore. Però già introducono il tema del mistero. La trama scorre senza intoppi: numerose le descrizioni della casa, della quotidianità di Mary fatta di passeggiate e bevande calde, e del rapporto affettuoso col marito Ned.

edith:wharton

I primi segni di squilibrio giungono quando appare un uomo nel vialetto di casa, apparentemente giovane e con un cappello, che però scompare dopo qualche istante senza lasciare traccia. Chi è quel ragazzo? E cosa ci faceva davanti alla loro casa in una giornata d’autunno con le doline cosparse di foglie morte? Ned lo conosce, ma non dice nulla alla moglie.

Passano i mesi e arrivano brutte notizie. Un certo Robert Elwell ha fatto causa a Ned perché sostiene che quest’ultimo gli abbia rubato un progetto milionario. Mary sconvolta dalla notizia chiede spiegazioni al marito, il quale le risponde con serenità che è tutta una montatura e che non ci sarà un processo. Arriva l’inverno, e durante una delle sue passeggiate in giardino Mary viene fermata da un uomo mai visto prima. Lo straniero con un accento americano chiede di poter parlare con Ned. Mary gli risponde che potrà trovarlo in biblioteca. Dopo qualche ora Ned scompare e non verrà più ritrovato.

Non voglio rovinarvi il finale del racconto. Vorrei però focalizzarmi sul titolo Dopo. Credo di aver percepito il messaggio del racconto: non conosciamo mai totalmente le persone che abbiamo a fianco, anche da parecchi anni. Ogni uomo serba un segreto. E più il segreto è atroce e inconfessabile, più il colpevole verrà trascinato nell’oblio della sua coscienza. Gli errori si pagano. Meglio allora informare le persone che sia amano per affrontare insieme gli sbagli della vita, riparandoli laddove sia possibile. Ingenuamente si pensa che l’incomunicabilità rappresenti un alto livello d’intesa relazionale. Be’, non sono affatto d’accordo. La parola crea vicinanza ed empatia se utilizzata con sincerità.

Due info sulla scrittrice americana. La Wharton fu la prima scrittrice a vincere il Pulizer nel 1921 con il romanzo L’età dell’innocenza, oggi pubblicato da diversi editori italiani. Il racconto che ho parzialmente analizzato fa parte del compendio di racconti Storie di fantasmi (1937), edito da Bompiani.

Il volumetto fa parte de I racconti di Repubblica.

La sovrana lettrice di Alan Bennett

Recensione del libro “La sovrana lettrice” di Alan Bennett, pubblicato da Adelphi

La copertina de La sovrana lettrice dice già tutto. Lo sguardo della regina Elisabetta colpisce per l’estrema umanità che sfocia quasi nella sofferenza. Il grafico di Adelphi suggerisce al lettore un indizio inequivocabile sulla trama che parla delle difficoltà della sovrana di Inghilterra nel coltivare il suo hobby preferito: leggere libri. Continua a leggere “La sovrana lettrice di Alan Bennett”

Maledetta, maledetta burocrazia kafkiana

Recensione del romanzo “Il Castello” di Franz Kafka, edito da Garzanti

Parlando con due mie amiche davanti a una birra e uno spritz troppo costoso sulla Darsena, ho intavolato un discorso sui danni del sentito dire e dell’opinione comune scevra da ogni giudizio critico. Quante volte capita che la dignità di una persona venga infangata dalle dicerie e dalle cattiverie costruite ad arte, con l’obiettivo di screditare un nemico? Succede spesso, troppo spesso. L’aspetto più inquietante

Continua a leggere “Maledetta, maledetta burocrazia kafkiana”

“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente

Recensione del romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche” di Philip K. Dick, pubblicato da Fanucci editore.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Fanucci editore) è un romanzo sulla caducità dell’esistenza umana. Philip K. Dick, in questo noir cupo e metafisico, dà vita al personaggio di Rick Deckard, un cacciatore di taglie che si occupa di “ritirare” gli androidi che si infiltrano tra la popolazione terrestre. Deckard lavora infatti per la polizia di San Francisco e si muove in un futuro apocalittico, datato 1992. Cosa è successo di brutto sulla Terra? È scoppiato l’ennesimo conflitto mondiale: le armi atomiche hanno distrutto il pianeta, condannandolo alla morte. Le radiazioni hanno Continua a leggere ““Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente”

“Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza

Recensione del bestseller mondiale “Jurassic Park”, scritto da Michael Crichton e pubblicato da Garzanti

jurassic park michael Chricton

L’eugenetica mi ha sempre spaventato, ricordandomi un po’ gli ideali nazisti di perfezione fisica –  per semplificare: tutti alti e biondi con occhi azzurri. La stessa angoscia mi è venuta rispolverando le pagine di un bestseller mondiale (150 milioni di copie vendute!) intitolato Jurassic Park di Michael Crichton (Garzanti). L’autore americano, come anche i sassi sanno, immaginò Continua a leggere ““Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza”

“Il viaggio nel passato” di Stefan Zweig

Recensione del racconto “il viaggio nel passato” di Stefan Zweig, edito da Ibis

La copertina del libro dice già tutto: una coppia che si saluta prima che uno dei due salga sul treno e si diriga lontano dall’amante. Sembra di vedere le tipiche cartoline d’epoca, in bianco e nero, che sicuramente chiunque di noi conserva ancora in quei comò gravidi di ricordi famigliari. Viaggio nel passato (Ibis), scritto nel 1929, è sicuramente un lungo racconto sulla conquista e perdita dell’amore. Lo scrittore Stefan Zweig però non narra una banale vicenda sentimentale ma una passione che non riesce a Continua a leggere ““Il viaggio nel passato” di Stefan Zweig”