Narrativa

Categoria dedicata ai romanzi.

Podcast| Ayelet Gundar-Goshen| Svegliare i leoni

9788880576679_0_0_1628_80Ecco a voi il podcast dedicato al romanzo Svegliare i leoni dell’autrice israeliana Ayelet Gundar -Goshen pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Giuntina. Il libro tutto sommato mi è piaciuto soprattutto per i temi trattati come l’immigrazione e la deontologia medica. Qui sotto trovate il podcast in cui cerco di fare il punto della mia ultima lettura. Buon ascolto! Potete iscrivervi alla pagina di Itunes per rimanere sempre aggiornati sulle nuove puntate.

“La Novità” un romanzo sull’editoria francese

In Italia arriva tutto troppo tardi. Un esempio di velocità tartarughesca italica sono le unioni civili, Starbucks e Netflix. Anche per alcuni libri è così. Però questa volta dobbiamo ringraziare la casa editrice Voland che ha tradotto – con il lavoro della traduttrice Federica Di Lella – un bel romanzo transalpino sull’editoria francese. Il libro di cui sto parlando è La novità di Paul Fournel.

Questo volume di neanche 200 pagine (ce l’ho in eBook quindi verificate voi) vale davvero la pena di essere letto perché riesce a mescolare uno stile letterario, quindi tutti i suoi meccanismi, con un tema, quello dell’editoria, più vicino alla saggistica. Quando cerco qualche scritto sul mondo editoriale il 99% delle volte lo trovo sotto forma di saggio o di manuale. La novità allora mi è apparsa davvero una novità di genere. Scusate il calembour.

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Paul Fournel

L’autore del romanzo è l’attempato Paul Fournel, uno scrittore, editore e intellettuale francese che ha collaborato con molte case editrici francesi come Hachette, Honoré Champion, Ramsay e Seghers.

Il narratore-protagonista, un certo Robert Dubois, sin dall’inizio parla chiaro al lettore: «Nel mondo editoriale sta avvenendo un cambiamento epocale». L’ho scritto io, lo hanno detto gli altri, e ora ce lo conferma anche questo veterano francese del libro: Il formato digitale della scrittura sta cambiando il nostro approccio coi testi. Il tema centrale del romanzo è dunque il rapporto di un anziano editore con un tablet dentro cui ha i manoscritti da controllare e da ripulire per una prossima pubblicazione.

«Lo metto sulla scrivania e ci poggio sopra la guancia. È fredda non produce nessun suono, non si stropiccia e non macchia. Niente lascia immaginare che contenga tanti libri».

Accanto alla descrizione dei mille modi con cui Dubois tenta di approcciarsi al nuovo device di lettura troviamo anche la narrazione dell’aspetto umano di questo editore; possiamo percepire dunque i suoi legami con i colleghi, con la moglie e con la giovane e talentuosa stagista Valentine.

Lasciando da parte l’aspetto romanzesco di questa pubblicazione, vorrei analizzare insieme a voi gli aspetti tecnici del mondo editoriale descritti in questo libro. Innanzitutto devo dire che mi è piaciuto molto l’approccio positivo alla novità (il tablet). Il protagonista accoglie il progresso con curiosità sperimentando i vari usi e le varie manipolazioni che un testo digitale consente. In un passo però l’editore Dubois riflette anche sulla praticità spaziale del tablet:

«E così ora il peso di tutta la letteratura mondiale è lì, nelle manacce rosse di René. 730 grammi. Hugo + Voltaire + Proust + Celine + Roubaud, 730 grammi. Ci mettiamo anche Rebelais? 730 grammi. Louise Labé? 730 grammi»

È indubbio il fatto che gli eBook abbiano degli aspetti positivi soprattutto per gli addetti ai lavori. Per un giornalista infatti è molto più facile recensire un libro quando questo arriva comodamente nella propria casella postale inviato da una casa editrice: c’è un risparmio di tempo e di denaro.

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La Novità – Voland editore

La novità insiste anche sui rapporti che un editore ha con i suoi autori. Gli scrittori sono esseri strani, vanno coccolati, seguiti, perché sanno essere molto vendicativi. Dubois spesso usa la carta del cibo per parlare con loro, seduto in qualche buon bistrot, ed è divertente ricordare questa sua frase: «In fin dei conti non posso dire di essermi arricchito con questo mestiere, ma almeno ho mangiato bene».

Veniamo ad un’ultima problematica. Che fine farà l’editoria? Dove sta andando? Intuiamo una risposta nello scambio di battute tra Dubois e Balmer, un celebre scrittore che si è dato all’editoria 2.0:

«Allora com’è la vita di uno scrittore 2.0? // Una meraviglia, ti assicuro. Mentre voi sprecate energie e soldi per trovare il modo di vendere online i vostri vecchi romanzi senza inimicarvi i librai, che comunque alla fine porterete al fallimento, noi creiamo qualcosa di totalmente nuovo, che si insinua da solo nei vari aggeggi e aggeggini della gente»

Non so oggi quanto sia realistica una nuova proposta editoriale quando in Italia il 57% della popolazione non legge. È vero che non bisogna rinunciare all’innovazione ma in tempo di crisi si tende a proporre prodotti editoriali simili e senza un’anima che scontentano lo zoccolo duro dei lettori ammiccando al mare magnum di non lettori.

Verso la fine del romanzo, quando il protagonista Dubois, vivendo una grande tragedia personale, decide di recarsi in libreria per trovare conforto nei vecchi libri di carta. Sceglie i 50 titoli che non è riuscito a leggere durante la sua vita. Al momento del pagamento alla cassa esprime questa considerazione:

«Quindi ho stabilito cinquanta. Avrei potuto decidere dieci o mille, ma ho optato per cinquanta. I cinquanta libri che il mio mestiere mi ha impedito di leggere e che finalmente leggerò […]

Perché al momento di pagare mi dico i libri costano troppo? Ho passato tutta la vita a dimostrare il contrario»

Dunque allora è lecito farsi alcune domande: la crisi del lettore è stata prodotta anche dalla politica dei prezzi di copertina? Il prodotto editoriale vale un investimento di 20 euro? Questioni che affronterò meglio in un nuovo post.

Podcast | Tommaso e il fotografo cieco | Gesualdo Bufalino

9788845254932_0_0_300_80Continuano le mie sperimentazioni nel mondo del podcasting. Ecco a voi la nuova puntata sul complesso “iper-romanzo” di Gesualdo Bufalino Tommaso e il fotografo cieco (Bompiani). Non è stato facile produrre questa audio-recensione perché il romanzo di Bufalino è una pubblicazione zeppa di riferimenti letterari, costruita con un lessico ricercato e questi elementi sono impastati in una trama (apparentemente) confusionaria e a tratti indecifrabile.

Ricordo inoltre che potete trovare altre audio-recensioni di questo genere cliccando alla voce “Podcast” nel menu di navigazione (oppure clicca qui).

La “Sottomissione” dell’Europa è vicina?

Faccio fatica ad essere obiettivo quando leggo un romanzo distopico. Questo accade perché di natura sono abbastanza pessimista e quindi le distopie non fanno altro che confermare le mie previsioni e preoccupazioni.

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Michel Houellebecq

Tale processo psicologico si è manifestato anche durante la lettura di Sottomissione  dello scrittore francese Michel Houellebecq, pubblicato in Italia nel 2015 da Bompiani. Come tutti voi ricorderete, nello stesso anno dell’uscita del libro, la Francia ha subito dei violenti attacchi terroristici da parte del sedicente Stato Islamico.

 

Tra le vittime ci furono anche i redattori e i vignettisti della rivista satirica Charlie Hebdo che stavano preparando il nuovo numero che avrebbe messo in prima pagina un riferimento al libro di Houellebecq.

Dopo la tragedia, il romanzo dello scrittore francese ha innescato un accesso dibattito, non solo in Francia ma anche in tutta Europa, sull’islamizzazione della società, tema centrale di Sottomissione.

Il primo errore è forse pensare che il romanzo sia incentrato sull’Islam. Secondo me non è affatto così, secondo me il libro affronta la crisi della laicità dell’Europa e il ritorno dell’ideologia politica in cui un leader viene considerato un sommo sacerdote.

9788845278709_0_240_0_0Oltre alla Fratellanza Musulmana, che nel 2022 vince grazie ai Socialisti le elezioni francesi, Houellebecq si sofferma anche sulla violenza e pericolosità del movimento politico di estrema destra, Front National, di Marine Le Pen. Le riflessioni del protagonista, François (un professore universitario di 40 anni), sulla minaccia dei partiti illiberali sembrano profetiche soprattutto se vi sintonizzate sui tg nazionali che riportano le terribili dichiarazioni della Le Pen.

Lo scrittore francese indirizza le sue critiche alla classe intellettuale della Francia che non è più portatrice di alcun valore ma è impantanata in uno sterile dibattito accademico separato dalla realtà. Houellebecq sembra dirci che una civiltà è destinata al tracollo quando, difronte ai segnali del male, un intellettuale non denuncia il rischio ma si sottomette al regime di turno per avere dei vantaggi e per mantenere il proprio status sociale.

Il simbolo di tutto questo è François, brillante docente della Sorbona, che deciderà di abbracciare l’Islam solo per interesse personale e per giunta dopo aver acquistato una breve guida su come convertirsi.

Sottomissione fa parte di quel genere letterario che immagina un futuro prossimo con tratti negativi. I romanzi distopici più famosi sono 1984 di George Orwell,  Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e Il mondo nuovo di Aldous Huxley.

 

“Jack Frusciante è uscito dal gruppo” ma è entrato nella mia libreria

È stato l’ultimo libro che ho letto nel 2016. Volevo arrivare a tutti i costi al trentesimo libro e allora ho deciso di leggere il romanzo più celebre di Enrico Brizzi Jack Frusciante è uscito dal gruppo, un volume super-consigliato quando si frequentano le medie o le superiori.

Perché allora ho deciso di leggerlo a 25 anni?

Per il voto medio degli utenti su Goodreads. Sono stato incastrato dal popolo della rete fidandomi del loro giudizio e francamente, a lettura terminata, sono rimasto molto deluso.

Il romanzo di formazione è stato pubblicato da Baldini Castoldi Dalai editore nel 1997 (se non mi inganna il frontespizio dell’edizione del 2008) e nel corso degli anni è stato tradotto in 24 lingue. Il libro fa parte della nostra letteratura contemporanea e fu scritto da un giovanissimo Brizzi, aveva solo 20 anni, che grazie a quest’opera vinse nel 1994 il prestigioso Premio Campiello.

La storia contenuta in questa pubblicazione ha un carattere marcatamente adolescenziale. Il protagonista bolognese è il giovane Alex, uno studente liceale della fine degli anni ‘80, che ci racconta la propria storia d’amore e la propria maturazione attraverso episodi di vita quotidiana. La trama è costruita in modo tale che Alex, a poco a poco, esca dal mondo di plastica post-adolescenziale (da qui il paragone con il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers) e si lanci nell’ambiente adulto costituito da delusioni, sofferenze e difficoltà di ogni genere.

L’aspetto più curioso del libro di Brizzi è sicuramente lo stile: un frequente uso di neologismi adolescenziali che negli anni Novanta si sviluppavano solo tra i banchi di scuola, mentre nel 2017 si diffondono con facilità grazie ai social network.

Per il resto, ho trovato questo romanzo abbastanza piatto e senza grandi colpi di scena. Sarò diventato vecchio, sarò diventato cinico, ma le storie d’amore tra adolescenti non le posso più tollerare. Con me l’ex ventenne Brizzi ha sbagliato target.

La lingua dell’amore non sa di limone.

 

Scrivere della cosa denominata “amore” non è affatto semplice. Infatti lo hanno fatto in molti da Virgilio a Moccia. Omnia amor vincit, scrisse uno dei due scrittori ma ora non ricordo quale fosse.

Il punto è che scrivere storie d’amore può risultare pericoloso se si decide di rivolgersi a lettori con un minimo di facoltà intellettive e non a quelle torbe di ragazzine in piena fase ormonale che fanno la felicità di tanti editori distorcendo i canoni, piegandosi ad una strategia di incasso facile.

Sulle leggi della sopravvivenza però non si può discutere e allora ognuno faccia come vuole.

Arriviamo alla scena in cui entro in una libreria e vedo che sotto al libro “Intestino felice” c’è l’ultimo e primo romanzo di Guido Catalano.

3508590-9788817072502La copertina è davvero orrenda: caratteri rossi e neri sembrano disegnati con la vernice e poi a piè di copertina un gallo che insegue una gallina, almeno così mi sembra riguardandolo meglio.

Non vorrei dilungarmi troppo su questo aspetto ma credo davvero che quella scelta grafica rovini il contenuto del volume. Sorvolando su questo aspetto, il libro mi è piaciuto molto. Ed è stata veramente una sorpresa perché Catalano è riuscito a fondere con una magia o un’abilità da fabbro medievale, i patemi amorosi con le risate no sense.

E’ una scelta coraggiosa. E’ una scelta d’avanguardia. Perché concentrarsi ancora sulle storie strappa lacrime? Meglio farlo su quelle strappa risate o sorrisi.

Il protagonista è un poeta scombinato che si innamorerà di Agata – identità femminile memorabile dato che il cane della mia vicina ha lo stesso nome.

Il post che state leggendo non vuole essere una recensione ma solo un puro resoconto delle sensazione che mi sono rimaste ad un mese e mezzo dalla lettura.

0343592_guido-catalanoIl mio consiglio è di non studiare inglese perché il linguaggio internazionale e più utile è senz’altro quello d’amore e Guido Catalano lo padroneggia encomiabilmente.