“Tra un mese, tra un anno” di Françoise Sagan. Un romanzo sull’insensibilità

Recensione di Tra un mese, tra un anno di Françoise Sagan, edito da Bompiani e da Mondadori

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Tra un mese, tra un anno (Bompiani, ma la mia edizione è un Oscar Mondadori) è un romanzo atipico. Non sembra propriamente un’opera letteraria, bensì una cronaca sentimentale dell’uomo moderno, nonostante il libro sia stato scritto nel 1965, più di 50 anni fa. Firmato da Françoise Sagan, pseudonimo della scrittrice francese Françoise Quoirez, il volume narra le vicende di cuore, un organo in decomposizione in questo caso, di 9 personaggi della borghesia francese degli anni ‘60: lo scrittore Bernard e sua moglie Nicole, la 25enne ribelle Josée e il suo fidanzato Jacques, la cinica soubrette Beatrice, i coniugi 50enni Alain e Fanny, il loro nipote Edouard e l’attempato regista teatrale André Jolyet.

L’arco narrativo si estende per un periodo di un anno: i protagonisti infatti trascinano i loro problemi esistenziali in tutte le stagioni, cappotti e costumi da bagno compresi.

Bernard è il primo personaggio che la Sagan ci presenta e dalla descrizione del suo stato d’animo si comprende subito la cifra del libro:

Non amava Josée, era questo il peggio, ma voleva sapere che cosa faceva, e tale pensiero lo ossessionava tutto il giorno

Bernard scrittore sulla trentina, ha infatti appena chiamato il numero del fisso di Josée, ma dall’altra parte della cornetta risuona una voce maschile, Jacques, coetaneo 25enne di Josée, che studia ancora all’università. Un incipit malinconico e infelice. Secondo la doxa, uno scrittore dovrebbe essere un individuo empatico e sensibile, in grado di cogliere le sfumature del mondo. In questa circostanza non abbiamo nulla di tutto ciò: Bernard è uno zombie egoista, interessato solo alla propria dimensione, incapace di amare ed essere felice, perché “l’essenziale è quello che si vede dopo”. Ci accorgiamo della sua attitudine, osservando il rapporto con la moglie Nicole, che invece lo ama alla follia:

Bernard sapeva, ma non poteva ammetterlo, che Nicole aveva bisogno di vederlo per vivere, che lo amava ogni giorno di più, dopo tre anni, e questo gli sembrava quasi mostruoso. Non si sentiva attratto da lei. Gli piaceva semplicemente ricordare l’immagine di se stesso al tempo del loro amore, quella sorta di decisione di sposarla che aveva avuto, lui, incapace in seguito di prendere una decisione grave, qualsiasi fosse

Tra un mese, tra un anno però non ha una vera propria trama. La Sagan produce piuttosto una ricerca di equilibrio interiore dei personaggi, annoiati e svuotati dall’ambiente frenetico parigino. Alain Maligrasse, rispettabilissimo e brillante editore, perde la testa per la giovane Beatrice, definita “bella e violenta”, che è una donna cinica e crudele: usa le relazioni per far carriera – e ci riesce! Secondo la Sagan, “nulla si confà a certe donne più della crisi di ambizione. L’amore le infiacchisce”.

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Françoise Sagan | scrittrice

Alain finirà malissimo a causa di questa sua passione, ovvero, si sfogherà nell’alcol e nelle prostitute, dimenticando quella meravigliosa moglie, Fanny, che lo attende a casa e sopporta la crisi di mezza età del marito.

Le storie dei personaggi ruotano attorno al salotto letterario dei coniugi Maligrasse: è lì che nascono gli amori e i dissapori che animano questo romanzo. Il ritrovo domestico produce inoltre la rovina del giovane Edouard, aspirante commediografo, che s’infatua senza ritegno, anche lui, di Beatrice. Edouard rimane tuttavia l’unico personaggio maschile positivo: il suo amore è sincero e genuino.

Edouard Maligrasse non era uno sciocco. Era un giovane fatto per la felicità o l’infelicità. L’indifferenza lo avrebbe soffocato

Ho notato che gli uomini del romanzo vengono letteralmente fatti a pezzi dalla Sagan: Bernard eterno insicuro, Alain uomo insoddisfatto, Edouard ingenuo amante, Jacques individuo che maschera timidezza con maleducazione e Andrée, commediografo indifferente.

Il libro testimonia la crisi delle relazioni e la perdita della capacità di amare. Coltivare una relazione è difficile e faticoso. È molto più facile invece, alla prima difficoltà, scaricare il proprio partner e sostituirlo senza rimorsi con un’altra persona. Una sorta di sharing economy delle relazioni: l’importante è scacciare la solitudine.

Nessuno ha mai il tempo di osservarsi veramente, tutti cercano negli altri solamente gli occhi, per vedervisi riflessi

La fine del romanzo riepiloga e chiarisce il senso delle vicende: la vita moderna è un teatrino in cui dobbiamo recitare una parte. Non importa cosa sentiamo noi, importano solo gli applausi del pubblico. Nella società moderna domina chi sa sfruttare con grande perizia i frutti, molte volte avvelenati, dell’indifferenza. Disprezzare le persone che ci amano diventa allora una pura formalità.

Quando le parlava del loro amore, Josée gli parlava invece della brevità degli amori. «Tra un anno, o tra due mesi, tu non mi amerai più»

Bernard finirà a letto con Josée durante il suo soggiorno fuori da Parigi per scrivere il suo nuovo romanzo. Lo scrittore disseziona la sua coscienza e si chiede se sia possibile essere felici con una donna:

E si scambiavano baci di amanti appassionati, perché erano due esempi della vita mal vissuta e non se ne curavano. E si volevano bene. E la sigaretta bagnata che Bernard tentava invano di accendere era l’immagine della loro vita. Perché non avrebbero mai saputo, veramente, essere felici, e già se ne rendevano conto. E, oscuramente, sapevano pure che non aveva importanza. Proprio nessuna

“La piccola Roque” di Guy de Maupassant

Recensione di “La piccola Roque” di Guy de Maupassant, terzo volume della collana “I racconti di Repubblica”

Di Guy de Maupassant avevo letto solo il Bel Ami – tra le altre cose un tascabile Mondadori macilento. Invece La piccola Roque (link Amazon), racconto dello scrittore francese pubblicato nel 1885, in piena Terza repubblica, è entrato nella mia libreria grazie a una collana di racconti pubblicata nel 1997 dal quotidiano Repubblica. Ho controllato sui Internet e con mia sorpresa mi sono accorto che ci sono pochissime recensioni di questo giallo. Tuttavia qualche recensione si trova (cercando bene), soprattutto sotto forma di notizie bibliografiche da Wikipedia o sotto forma di riassunto nei siti dedicati agli appunti di scuola. Continua a leggere ““La piccola Roque” di Guy de Maupassant”

La morte a Venezia di Thomas Mann. Il fascino dell’abisso

Recensione “La morte a Venezia” di Thomas Mann, pubblicato da Mondadori

L’età che avanza è percepita come una malattia nella società di oggi. Chiunque di noi ha in testa l’immagine dell’attempata signora dell’alta borghesia che è stata sfigurata dal chirurgo plastico di fiducia: canotti al posto delle labbra e zigomi sporgenti. Perché si fa tutto questo? Invecchiare è così brutto? Non saprei rispondere, ma Thomas Mann ne La morte a Venezia cerca di capirlo per mezzo di Gustav Aschenbach, scrittore tedesco afflitto dalla noia del quotidiano. Gustav ha tutto: fama, soldi e salute. Aschenbach però non è felice, cova una malinconia: non aver vissuto appieno la giovinezza. Il protagonista allora decide di fare un viaggio per distrarsi e sceglie la Venezia degli anni ‘10 del Novecento (almeno così credo, dato che il libro venne stampato nel 1912). Continua a leggere “La morte a Venezia di Thomas Mann. Il fascino dell’abisso”

“Dopo” di Edith Wharton

Recensione di “Dopo” di Edith Wharton, 24esimo volume della collana “I racconti di Repubblica”

In questo racconto di Edith Wharton appare un fantasma e una casa infestata. Siamo nel Dorsetshire, a Lyng, una cittadina inglese. I protagonisti di Dopo sono una coppia dell’alta borghesia statunitense che decide di trasferirsi in Inghilterra per trascorrere gli anni di rendita conquistati da Edward Boyle (Ned), un ingegnere che lavorava per un’azienda chiamata Blue Star Mine. Mary, moglie di Ned, decide insieme alla consorte di accettare il consiglio della amica Alida Stair, che ha dei parenti che vogliono vendere una villa infestata dai fantasmi a Lyng. Continua a leggere ““Dopo” di Edith Wharton”

La sovrana lettrice di Alan Bennett

Recensione del libro “La sovrana lettrice” di Alan Bennett, pubblicato da Adelphi

La copertina de La sovrana lettrice dice già tutto. Lo sguardo della regina Elisabetta colpisce per l’estrema umanità che sfocia quasi nella sofferenza. Il grafico di Adelphi suggerisce al lettore un indizio inequivocabile sulla trama che parla delle difficoltà della sovrana di Inghilterra nel coltivare il suo hobby preferito: leggere libri. Continua a leggere “La sovrana lettrice di Alan Bennett”

Il falcone maltese di Dashiell Hammett

Recensione del romanzo “Il falcone maltese” di Dashiell Hammett, pubblicato da Mondadori

«… lei non è uomo da spaventarsi per qualche fastidio. Lei sa sempre come comportarsi e alla fine sa cadere sempre in piedi, qualunque cosa succeda». Così Casper Guntman, il ciccione, si rivolge all’investigatore privato Samuel Spade, protagonista de Il falcone maltese. Una citazione per farvi capire di che tipo di poliziesco stiamo parlando.

Il giallo di Dashiell Hammett esce nel 1936 in Italia. La prima casa editrice a portarlo nelle librerie è Continua a leggere “Il falcone maltese di Dashiell Hammett”