Eros in agonia di Byung-Chul Han

La società civile ha smesso di amare perché il potere sovversivo dell’amore non si adatta all’esigenza del consumismo

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Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Sicuramente di noi stessi. Tuttavia amare gli altri o L’Altro, come sostiene il filosofo coreano Byung-Chul Han con il suo Eros in agonia (nottetempo), non sarebbe compatibile con l’attuale società neoliberista e consumistica.

Han in questo saggio, arricchito nell’ultima edizione da un testo di Alain Badiou, sostiene che l’amore stia correndo gravi pericoli, sicuramente malato, stia andando incontro alla morte. Le cause sono molteplici. La principale rimane però lo sfrenato individualismo contemporaneo: le persone sono come bambole con gli occhi rovesciati che scrutano costantemente la propria dimensione interiore, escludendo così tutto ciò che sta fuori.

Perché l’amore fa così paura? Han sostiene infatti che si può amare solamente uccidendo e togliendo ossigeno alla propria individualità: amare una persona significa annientarsi con coraggio per mettersi a totale disposizione dell’altro. Per non fare troppo i filosofi, possiamo dire che c’è un’assenza di potere nell’amore: una vera e propria impossibilità-di-potere.

Un altro fattore che minaccia il nostro modo di amare è il denaro. Attenzione, qua non parliamo di prostituzione. Parliamo piuttosto della tendenza di appiattire tutto causata dai soldi. Mahmood infatti ci aveva già avvisato nella sua canzone: il rapporto col padre è ridotto a una banale richiesta di denaro.

Il denaro rende per principio tutto uguale. Esso livella le differenze essenziali. Confini intesi come misure emarginanti ed escludenti aboliscono le fantasie per l’Altro.

A proposito di perdita di fantasia, Han ha dedicato un capitolo alla pornografia e sostiene che questa forma erotica sgretoli l’idea di amore nel segno della pura esibizione. Il porno riguarda infatti la nuda vita esposta e annienta la sessualità perché il volto pornografico non esprime nulla: non ha né espressività e né mistero. Come riporta Il gabinetto delle curiosità di Lucerna, l’uomo occidentale sta sperimentiamo un vero e proprio autismo a causa del “bombardamento di tanti stimoli, desideri indotti e dall’efficientismo imperante del capitalismo globale per la massimizzazione della produzione”.

L’esposizione azzera proprio ogni possibilità di comunicazione erotica. Osceno e pornografico è il volto nudo, privo di mistero e di espressione, ridotto unicamente alla sua possibilità di esposizione.

Insomma Eros in agonia è un saggio che mette sul tavolo i dilemmi amorosi della società moderna. Ora sta a noi cercare di risolverli per non trasformarci negli androidi senza cuore narrati nei romanzi di Philp K. Dick.

Byung-Chul Han oggi insegna all’Universität der Künste Berlin e ha pubblicato diversi libri che gravitano attorno ai cultural studies.

Istruzioni per leggere

Ognuno ha il suo metodo, ma come si legge un libro? Ci sono delle istruzioni da seguire? Ecco tutto quello che avete bisogno per diventare degli ottimi lettori

Ogni volta che termino un libro mi domando se abbia avuto una buona esperienza e sia pronto a scrivere una nuova recensione sul blog. Una perplessità che mi manda in crisi nonostante abbia un’esperienza pluridecennale da lettore di saggi e romanzi. Fuori dalle pagine siamo in battaglia con il prossimo. Chi cerca di criticare – nel senso buono – un testo si trova difronte ad altre intelligenze che pretendono di essere persuase sul valore o l’inconsistenza di un’opera. Dunque non capisco se questa incertezza sia il frutto di un’educazione sbagliata alla lettura. Come fare a comprenderlo? Una soluzione è leggere libri che parlano di metodi di lettura. Agendo in questa direzione, ho scovato nella biblioteca vicino casa un volumetto intitolato Leggere: come capire, apprezzare e studiare un testo (Il Mulino) di Serena FornasieroSilvana Tamiozzo Goldmann, che ha stimolato una serie di riflessioni sulla fruizione delle opere scritte.

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Il borghese di Vittorio Feltri

Una sbirciatina nella vita del giornalista più controverso d’Italia

Più di 50 anni di giornalismo e polemiche. D’altronde Vittorio Feltri è fatto così. Lo ami o lo odi, tertium non datur. Il Borghese edito da Mondadori è un ottimo strumento per scandagliare la personalità del fondatore del quotidiano Libero attraverso 25 capitoli in cui vengono narrati gli incontri con personaggi che nel bene e nel male hanno influenzato la società italiana degli ultimi 30 anni.

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Ci salveremo di Ferruccio de Bortoli

l’ex-direttore del Corriere della Sera ci catapulta nei problemi sociali ed economici dell’Italia di oggi. Tranquilli. Sembra tutto perso ma non è così. C’è speranza nonostante tutto

Già il colore della copertina trasmette calma. Un blu che potrebbe rappresentare benissimo un cielo sgombro da intemperie. Tuttavia, nel suo saggio Ferruccio de Bortoli, ex-direttore del Corriere della Sera e stimato giornalista italiano, mette in vetrina i problemi dello Stivale, cercando di capire come risolverli. Non cede mai ai toni catastrofici nemmeno quando ci vorrebbero – sul caso dei No Vax per esempio. La limpidezza, la signorilità e l’onesta della scrittura debortoliana emerge a tutto campo in questo volume pubblicato da Garzanti che s’intitola Ci salveremo: appunti per una rinascita civica.

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“La radio nella rete” di Giorgio Zanchini

un saggio sui cambiamenti della radio ai tempi di Internet tra community, social network e podcast edito da Donzelli

Viviamo in un’epoca in cui siamo immersi in una marea di mezzi di comunicazione. Oggi abbiamo certamente più possibilità di comunicare le nostre idee, d’altro canto siamo anche in costante distrazione poiché i protagonisti del dibattito pubblico si sono moltiplicati, cercando costantemente di sedurre e allargare i propri pubblici. C’è un mezzo di comunicazione che però sta pian pianino riemergendo, nonostante il predominio di Internet, e questo strumento è la radio.

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Il dilemma dell’intellettuale

Recensione del libro “Che intellettuale sei?” di Alfonso Berardinelli, pubblicato da Nottetempo

Non c’è niente da fare. Non si smette mai di imparare. L’ho constatato dopo aver terminato Che intellettuale sei? (Nottetempo) di Alfonso Berardinelli, apprezzato critico letterario e saggista, che non conoscevo. E mi è dispiaciuto perché il suo pensiero sulla critica letteraria è davvero affascinante. Tutto sommato non è successo nulla di grave. Continua a leggere “Il dilemma dell’intellettuale”