La breve vita felice di Francis Macomber di Ernest Hemingway

Un leone, un matrimonio di facciata e un cacciatore inglese. Tre ingredienti di un racconto tipicamente hemingweiano

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Quando un uomo è davvero sé stesso? Quando non ha più paura. Il timore di qualcosa rende infelice l’essere umano. Nel racconto, scritto dal mitologico Ernest Hemingway nel 1936 e inserito nella raccolta de I quarantanove racconti, il protagonista Francis Macomber, ricco americano di 35 anni, si trova in Kenya per un safari: vuole dimostrare alla sua bellissima moglie Margot, che lo tradisce ripetutamente, di essere coraggioso e di non temere neppure le belve feroci. Macomber uccide nella savana degli animali innocenti solo per accrescere la propria autostima. Le battute di caccia vengono organizzate e guidate da un espertissimo cacciatore inglese chiamato Robert Wilson, che è sempre paonazzo in volto per il troppo bere.

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Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Brucia, brucia, brucia. Solo cenere e così saremo felici.

A giocare col fuoco – è risaputo – rischiamo di scottarci. Elemento ancestrale, la fiamma, che ha contribuito alla comparsa della civiltà. Nel romanzo di Bradbury invece la fiamma viene utilizzata per distruggere, per far piazza pulita della conoscenza umana, accusata di alimentare l’infelicità dell’uomo.

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Il sorriso ai piedi della scala di Henry Miller

“Questa è la sola storia vera che io abbia raccontato fino adesso”

Un volumetto di 80 pagine del 1958 in cui non c’è neanche una scena di sesso. Nulla, e stiamo parlando di Henry Miller, autore di importanti libri che si trovano su qualunque bancarella dell’usato, come Tropico del Cancro (1935) e Tropico del Capricorno (1939). In questo post allora vi racconterò di uno scritto poco conosciuto e dimenticato di Miller che s’intitola Il sorriso ai piedi della scala (Feltrinelli).

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L’attentato di Sarajevo di Georges Perec

Recensione di un romanzo sentimentale, così sentimentale da far scoppiare la testa, e forse anche una guerra

Amare e guerreggiare sono due sinonimi. Conquistare il cuore di una persona equivale in un certo modo alla conquista di un territorio. Come si dice nel quotidiano, in guerra e in amore tutto è lecito. Proprio così sembra nell’Attentato di Sarajevo (nottetempo) di Georges Perec, il primo romanzo del celebre scrittore francese pubblicato dalla casa editrice milanese (ora) nottetempo. La prima fatica letteraria di Perec non era ancora uscita nelle librerie italiane, mentre già da qualche anno è disponibile tra gli scaffali francesi. L’immagine di copertina rappresenta bene le caratteristiche del personaggio principale de L’Attentato di Sarajevo: un ventenne innamorato e senza scrupoli, ebbro di passione.

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Impalcature di Mario Benedetti

Valigie gonfie di ricordi, rimpianti e speranze. L’Uruguay nel segno della poetica benedettiana

Impalcature. Il romanzo del ritorno (Nottetempo) di Mario Benedetti non ha bisogno di lettori distratti ma di compagni di viaggio disposti a lasciarsi trascinare dal flusso di ricordi dello scrittore uruguaiano. Da molti secoli il tema del ritorno appartiene alla letteratura mondiale. Il più celebre probabilmente è l’Odissea di Omero. Al contrario di Ulisse, Javier (protagonista di Impalcature) ritorna nella sua patria dopo aver subito un esilio politico con l’avvento della dittatura militare di Juan Maria Bordaberry che governò con violenza l’Uruguay per 12 anni.

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Mrs. Caliban di Rachel Ingalls

Un “Bella e la Bestia” alternativo nella società americana

Da quando ho letto Mrs. Caliban (nottetempo) di Rachel Ingalls ho messo in discussione la mia percezione del mondo. Mi chiedo infatti se tutte le convinzioni personali sulla realtà siano qualcosa di oggettivo oppure frutto di una deformazione percettiva. Maledetta Dorothy che mi ha trascinato nell’abisso del dubbio! Per comprendere meglio le mie parole, devo innanzitutto spiegarvi la trama del romanzo della Ingalls.

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