Impalcature di Mario Benedetti

Valigie gonfie di ricordi, rimpianti e speranze. L’Uruguay nel segno della poetica benedettiana

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Impalcature. Il romanzo del ritorno (Nottetempo) di Mario Benedetti non ha bisogno di lettori distratti ma di compagni di viaggio disposti a lasciarsi trascinare dal flusso di ricordi dello scrittore uruguaiano. Da molti secoli il tema del ritorno appartiene alla letteratura mondiale. Il più celebre probabilmente è l’Odissea di Omero. Al contrario di Ulisse, Javier (protagonista di Impalcature) ritorna nella sua patria dopo aver subito un esilio politico con l’avvento della dittatura militare di Juan Maria Bordaberry che governò con violenza l’Uruguay per 12 anni.

La trama del romanzo non ha così tanta importanza: come suggerisce il sottotitolo, ha un valore strumentale, è un’impalcatura, una struttura che l’autore utilizza per delineare e costruire una vicenda esistenziale complicata fatta di distanze, conflitti famigliari e ostacoli sentimentali. Benedetti descrive il rientro di Javier dalla Spagna, un suo alter-ego. Con lo scorrere delle pagine, il lettore incontra numerosi personaggi. Quelli più importanti sono la moglie Raquel, la figlia Camila, il compagno politico Fermìn, il nuovo amore Rocìo, il maestro/padre don Angelo, la madre Nieves, i controversi fratelli Gervasio e Fernanda.

Considerazione a parte invece per Saul Béjarano, colonnello in congedo, che torturò l’amico Fermìn. Benedetti non alimenta l’astio contro coloro che sostennero la brutalità della dittatura instauratasi nel 1973 in Uruguay. Lo scrittore scandaglia l’animo umano dei carnefici e riporta a galla i problemi irrisolti che con gli anni si sono trasformati in ordigni pronti all’autodistruzione. Il colonnello vuole incontrare le vittime per spiegare le proprie ragioni e per comprendere oggettivamente l’entità della passata condotta. Nonostante sia trascorso del tempo, vittime e carnefici non riescono ancora a guardarsi negli occhi.

Il pretesto potrebbe essere che mi sento solo: non ho figli, non sono nemmeno zio, mia moglie è morta, come lei già sa. Fra i miei vecchi compagni d’armi ho pochissimi amici.

Eppure non riesco a sopportarmi. Ma non per un senso di colpa. Non riesco a sopportarmi e sono vuoto. Vuoto e solo. Più che solo, abbandonato. Ma abbandonato da me stesso. Nelle mie più frequenti depressioni, non riesco ad attingere a quelli che alcuni chiamano ‘risorse morali’. Le cerco e non le trovo

Cosa succede quando il buco nero del passato cattura un uomo? Accade che la disperazione prende il sopravvento, perché senza speranza rimane solo la morte. Javier è diverso dal colonnello: affronta i suoi ricordi e non cede all’oblio. Ricordare – come diceva Borges – è un gesto di sopravvivenza.

Le confesso che la morte non mi preoccupa. Sono curioso di sapere che cosa c’è al di là, se c’è qualcosa. E se non c’è niente, non sarò in condizioni, per ovvi motivi, di rimanere deluso. Quindi, comunque vada, sarà un buon affare. Saprò tutto, o ignorerò tutto

Mario Benedetti

Il protagonista del romanzo non cede alla paura e ritorna dall’esilio spagnolo per ritrovare le sensazioni originarie delle sua patria, la città natale Montevideo. Javier però si accorge che le distanze mutano le relazioni e le amicizie: “Non sarà che con gli anni ci siamo andati separando, abbiamo perso coesione e affinità? Sono successe tante cose”. Come nota l’amico Lorenzo, la mentalità dei residenti di Montevideo è cambiata soprattutto a causa degli strascichi delle persecuzioni militari.

Da molto tempo la paura è parte della nostra vita quotidiana. Credo che non ci libereremo mai da questa inibizione

Soffermandomi sui ricordi negativi di Javier, non vorreri farvi credere che Impalcature sia un romanzo senza speranza e privo di positività. Benedetti crede fortemente nella forza dei sentimenti e dell’amore, unici bagliori che rischiarano le tenebre di un passato ingombrante.

In questa benedetta vita credo che l’unico stimolante sia l’amore. Ma sia tu che io sappiamo bene che anche questo è difficile, anche questo ha i suoi alti e bassi, come la Borsa

Vorrei raccontare altre centomila cose su Impalcature di Benedetti ma dovrei incollare le dita sulla tastiera per ore e ore. Tuttavia voglio congedarmi con il bell’elogio di Javier della città di Roma:

Malgrado tutto, e messi da parte i pregiudizi, bisogna ammettere che Roma (e forse tutta l’Italia) possiede un’aura di eleganza e di buon gusto che da Palazzo Barberini (è sempre salutare ritrovare la Fornarina) si estende fin al mercato di Porta Portese (diciamo un mercato delle pulci alla romana) dove, in mezzo all’inevitabile e stolta imitazione di tutto ciò che è statunitense, compaiono pezzi di artigianato ancora sano con artigiano annesso. (Camila si è comprata una camicetta deliziosa). E poi, il romano e la romana, mediamente belli come sempre, esprimono una gioia di vivere, un gusto spiritoso del particolare, una malizia bonaria, che aggiungono alla città un colore speciale. È una città che non aggredisce. Ed è così abituata a essere percorsa e addirittura fatta propria dagli stranieri, che per la sua scarsa xenofobia (un poco ne risente, certo) non sembra nemmeno europea

Mrs. Caliban di Rachel Ingalls

Un “Bella e la Bestia” alternativo nella società americana

Da quando ho letto Mrs. Caliban (nottetempo) di Rachel Ingalls ho messo in discussione la mia percezione del mondo. Mi chiedo infatti se tutte le convinzioni personali sulla realtà siano qualcosa di oggettivo oppure frutto di una deformazione percettiva. Maledetta Dorothy che mi ha trascinato nell’abisso del dubbio! Per comprendere meglio le mie parole, devo innanzitutto spiegarvi la trama del romanzo della Ingalls.

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“La ricetta del Dottor Wasser” di Lars Gustafsson

Parto subito con una confessione. Sto per scrivere la recensione del mio primo Iperborea. Ecco, l’ho svelato. Mi è andata anche bene perché La ricetta del Dottor Wasser è stata una lettura appagante, leggera e stimolante. Le prime venti pagine mi hanno fatto un po’ innervosire, dato che il testo di Lars Gustafsson prende avvio con il racconto frammentato – confusionario a tratti – in prima persona del protagonista Kurth W. Wasser, un luminare degli studi sul sonno giunto alla vegliarda età degli 80 anni.

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“Il Giorno del Ringraziamento” di Truman Capote

Recensione de Il Giorno del Ringraziamento di Truman Capote, pubblicato da Garzanti

L’Alabama degli anni Trenta, un bullo e una vecchietta fuori di testa. Questi i tre elementi caratteristici de Il giorno del Ringraziamento di Truman Capote. Il componimento si trova attualmente nella raccolta La forma delle cose. Tutti i racconti, pubblicata da Garzanti.

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“Tra un mese, tra un anno” di Françoise Sagan. Un romanzo sull’insensibilità

Recensione di Tra un mese, tra un anno di Françoise Sagan, edito da Bompiani e da Mondadori

Tra un mese, tra un anno (Bompiani, ma la mia edizione è un Oscar Mondadori) è un romanzo atipico. Non sembra propriamente un’opera letteraria, bensì una cronaca sentimentale dell’uomo moderno, nonostante il libro sia stato scritto nel 1965, più di 50 anni fa. Firmato da Françoise Sagan, pseudonimo della scrittrice francese Françoise Quoirez, il volume narra le vicende di cuore, un organo in decomposizione in questo caso, di 9 personaggi della borghesia francese degli anni ‘60: lo scrittore Bernard e sua moglie Nicole, la 25enne ribelle Josée e il suo fidanzato Jacques, la cinica soubrette Beatrice, i coniugi 50enni Alain e Fanny, il loro nipote Edouard e l’attempato regista teatrale André Jolyet. Continua a leggere ““Tra un mese, tra un anno” di Françoise Sagan. Un romanzo sull’insensibilità”

“La piccola Roque” di Guy de Maupassant

Recensione di “La piccola Roque” di Guy de Maupassant, terzo volume della collana “I racconti di Repubblica”

Di Guy de Maupassant avevo letto solo il Bel Ami – tra le altre cose un tascabile Mondadori macilento. Invece La piccola Roque (link Amazon), racconto dello scrittore francese pubblicato nel 1885, in piena Terza repubblica, è entrato nella mia libreria grazie a una collana di racconti pubblicata nel 1997 dal quotidiano Repubblica. Ho controllato sui Internet e con mia sorpresa mi sono accorto che ci sono pochissime recensioni di questo giallo. Tuttavia qualche recensione si trova (cercando bene), soprattutto sotto forma di notizie bibliografiche da Wikipedia o sotto forma di riassunto nei siti dedicati agli appunti di scuola. Continua a leggere ““La piccola Roque” di Guy de Maupassant”