Cercami di André Aciman

Un romanzo d’amore, di vite passate. Il canto del cigno o l’urlo di vittoria di un sentimento indelebile

La cover di Cercami (Guanda) suggerisce immediatamente la caratteristica del nuovo romanzo dello scrittore americano André Aciman: due individui di sesso maschile separati e capovolti. Un’immagine che trasmette sicuramente lontananza ma anche vicinanza poiché i volti appaiono riflessivi e trasognati. Chi sono questi due uomini? Senza sbagliare, sono i protagonisti del libro Elio e Oliver che in realtà sono già apparsi nel precedente romanzo di Aciman intitolato Chiamami col tuo nome (Guanda) che ha conquistato molti lettori e ha poi raggiunto il grande pubblico con la trasposizione cinematografica del regista Luca Guadagnino.

L’impalcatura narrativa è divisa in tre parti che sviluppano le storie di Samuel (il padre di Elio), il pianista Elio e il docente universitario Oliver. Questi tre personaggi sono accomunati dalla ricerca dell’amore e dalla nostalgia per il passato in cui hanno perso le persone che amavano di più.

Alcune persone si ritrovano con il cuore infranto non perché siano state ferite ma forse perché non hanno mai conosciuto nessuno a cui tenessero abbastanza da poterne essere ferite.

Samuel, intellettuale di 60 anni, s’innamora della 30enne Miranda su un treno che viaggia verso Roma e con lei ritrova quella giovinezza andata perduta con il passare degli anni e con la sopportazione delle sconfitte della vita. Samuel trova una dimensione affettiva senza averla cercata. Eppure non perde l’occasione per rimettersi in gioco in una nuova relazione, a dispetto dei pregiudizi e delle convenzioni sociali.

Poi abbiamo Elio che rispetto al romanzo precedente è cresciuto e ora è un pianista affermato a Parigi. Nella capitale francese conosce anche lui un nuovo amore: il melomane avvocato Michel. In un gioco di specchi, anche Elio intraprende un’avventura sentimentale con un partner molto più vecchio. Tuttavia Elio pensa ancora ad Oliver, cercandolo costantemente nei suoi pensieri.

Non sono questi i due scenari peggiori? Da un lato ciò che sarebbe potuto accadere ma non è mai accaduto, dall’altro ciò che potrebbe ancora accadere anche se non maturiamo più speranze.

Oliver nel frattempo è sposato e vive a New York con la sua famiglia. Anche lui ha una carriera brillante e nel capitolo in cui compare è alle prese con una festa tra intellettuali dell’alta borghesia newyorchese. Oliver percepisce una mancanza, il suo matrimonio non è più soddisfacente. Cosa può essere? Forse il ricordo di Elio?

Aciman in questo libro analizza le mutevoli forme dell’amore: dall’aspetto più carnale fino a quello più spirituale e filosofico. In alcune parti, ricorda il Viaggio nel passato di Zweig, in cui i protagonisti riscoprono le questioni irrisolte del proprio subconscio nelle relazioni sentimentali, ricercando emozioni vere e genuine.

Qualcuno di noi non ha mai fatto il salto di qualità. Perdiamo di vista dove eravamo diretti e, di conseguenza, restiamo fermi al punto di partenza. Invecchiamo, ma non maturiamo.

Naturalmente ognuno di noi ha diritto alla felicità che però non è qualcosa di spontaneo ma ha bisogno di una ricerca interna ed esterna. Inoltre in questo romanzo ci si domanda quanto possa durare l’amore, almeno il vero amore. L’autore ci suggerisce che il legami più forti non muoiono mai e diventano parte della personalità di chi li ha sperimentati.

Finora la mia vita è stata soltanto un preludio, un indugiare, oziare, sprecar tempo, finché non ho trovato te.

La breve vita felice di Francis Macomber di Ernest Hemingway

Un leone, un matrimonio di facciata e un cacciatore inglese. Tre ingredienti di un racconto tipicamente hemingweiano

Quando un uomo è davvero sé stesso? Quando non ha più paura. Il timore di qualcosa rende infelice l’essere umano. Nel racconto, scritto dal mitologico Ernest Hemingway nel 1936 e inserito nella raccolta de I quarantanove racconti, il protagonista Francis Macomber, ricco americano di 35 anni, si trova in Kenya per un safari: vuole dimostrare alla sua bellissima moglie Margot, che lo tradisce ripetutamente, di essere coraggioso e di non temere neppure le belve feroci. Macomber uccide nella savana degli animali innocenti solo per accrescere la propria autostima. Le battute di caccia vengono organizzate e guidate da un espertissimo cacciatore inglese chiamato Robert Wilson, che è sempre paonazzo in volto per il troppo bere.

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Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Brucia, brucia, brucia. Solo cenere e così saremo felici.

A giocare col fuoco – è risaputo – rischiamo di scottarci. Elemento ancestrale, la fiamma, che ha contribuito alla comparsa della civiltà. Nel romanzo di Bradbury invece la fiamma viene utilizzata per distruggere, per far piazza pulita della conoscenza umana, accusata di alimentare l’infelicità dell’uomo.

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Il sorriso ai piedi della scala di Henry Miller

“Questa è la sola storia vera che io abbia raccontato fino adesso”

Un volumetto di 80 pagine del 1958 in cui non c’è neanche una scena di sesso. Nulla, e stiamo parlando di Henry Miller, autore di importanti libri che si trovano su qualunque bancarella dell’usato, come Tropico del Cancro (1935) e Tropico del Capricorno (1939). In questo post allora vi racconterò di uno scritto poco conosciuto e dimenticato di Miller che s’intitola Il sorriso ai piedi della scala (Feltrinelli).

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L’attentato di Sarajevo di Georges Perec

Recensione di un romanzo sentimentale, così sentimentale da far scoppiare la testa, e forse anche una guerra

Amare e guerreggiare sono due sinonimi. Conquistare il cuore di una persona equivale in un certo modo alla conquista di un territorio. Come si dice nel quotidiano, in guerra e in amore tutto è lecito. Proprio così sembra nell’Attentato di Sarajevo (nottetempo) di Georges Perec, il primo romanzo del celebre scrittore francese pubblicato dalla casa editrice milanese (ora) nottetempo. La prima fatica letteraria di Perec non era ancora uscita nelle librerie italiane, mentre già da qualche anno è disponibile tra gli scaffali francesi. L’immagine di copertina rappresenta bene le caratteristiche del personaggio principale de L’Attentato di Sarajevo: un ventenne innamorato e senza scrupoli, ebbro di passione.

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“Il generale Della Rovere” di Indro Montanelli

Recensione del controverso romanzo Il generale Della Rovere di Indro Montanelli, pubblicato da Rizzoli

Un farabutto può dimostrarsi un eroe? Leggendo il romanzo breve Il generale Della Rovere di Indro Montanelli verrebbe da rispondere con un forte e roboante sì. La natura umana è fatta di contraddizioni e non esiste persona che abbia un credo oggettivo e imperturbabile, soprattutto durante le guerre, dove l’importante è adattarsi alle circostanze con la speranza di salvare la pelle.

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