“Il generale Della Rovere” di Indro Montanelli

Recensione del controverso romanzo Il generale Della Rovere di Indro Montanelli, pubblicato da Rizzoli

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Un farabutto può dimostrarsi un eroe? Leggendo il romanzo breve Il generale Della Rovere di Indro Montanelli verrebbe da rispondere con un forte e roboante sì. La natura umana è fatta di contraddizioni e non esiste persona che abbia un credo oggettivo e imperturbabile, soprattutto durante le guerre, dove l’importante è adattarsi alle circostanze con la speranza di salvare la pelle.

Il breve libro di Montanelli è stato definito un’opera politica perché si staglia nel vivo dibattito pubblico sulla Resistenza nel dopoguerra.

Montanelli è sempre stato un giornalista indipendente e il suo pensiero non si è mai aggregato alle mode dei tempi. In questo senso, il fondatore de Il Giornale ha scritto Il generale della Rovere per ribadire che la guerra civile, scoppiata in Italia dopo l’8 settembre del 1943 tra nazi-fascisti e partigiani, non fu un conflitto tra angeli e demoni, ma tra esseri umani che credevano di fare la cosa giusta; chi sbagliando, chi stando dalla parte dei più deboli.

Montanelli fa una cosa strana: romanza la sceneggiatura di un film di Rossellini che era uscito nelle sale il 1959, in cui si narra la storia eroica dell’imbroglione Giovanni Bertone, che recitò fino all’esecuzione il ruolo di un generale di Sua Maestà.

Anche Il generale Della Rovere in versione romanzo breve uscirà in quello stesso anno con Rizzoli, il 1959. L’autore compie questa operazione dato che in passato aveva conosciuto di persona il generale Fortebraccio Della Rovere, durante la prigionia nel carcere di San Vittore a Milano.

Il testo di Montanelli però non nasce da una necessità storica ma da una voglia di letteratura e di provocazione. Affascinato dalla vicenda del generale, il giornalista specifica il senso della sua opera nel parte intitolata avvertenza.

Questo piccolo libro non è che la traduzione in termini narrativi del cosiddetto “trattamento” su cui la sceneggiatura si è basata. L’ho scritto cioè come una storia, non come una pagina di storia

indro montanelli foto
Indro Montanelli è nato a Fucecchio (Firenze) nel 1909 e si è spento a Milano nel 2001

In tre capitoli, Montanelli narra la traversia del truffatore Giovanni Bertone. Le prime pagine sono ambientate in una Genova occupata dai nazisti, dove Bertone imbroglia i parenti dei deportati, spacciandosi per il Maggiore Fabio Grimaldi e promettendo migliori condizioni di prigionia, qualche volta anche la liberazione dei detenuti. L’attività di Bertone, remunerata spesso con del cibo (le famiglie durante la guerra avevano poco denaro), prende linfa vitale dall’amicizia con un colonnello nazista di nome
Müller, che è invece il responsabile dell’ufficio informazioni sui prigionieri dei nazisti.

Chiunque avesse un parente o un amico in prigione, era qui che veniva a farne ricerca, a domandarne notizia, e a chiedere il permesso di inviargli qualcosa. Un bancone trasversale isolava dai visitatori i tre addetti: un sergente, un soldato e una dattilografa, tutti e tre piuttosto cortesi e quasi affidabili

Bertone viene scoperto e il colonnello Müller gli propone due alternative: il truffatore può scegliere tra un processo marziale (una fucilazione) e una comoda prigionia nel carcere di San Vittore con la falsa identità di un nobile generale italiano, Fortebraccio Della Rovere, che ha sposato la causa dei partigiani. Bertone opta per la seconda scelta.

In carcere Bertone recita alla perfezione, così da destare l’ammirazione di tutti i detenuti – tra loro anche Mike Bongiorno e Indro Montanelli. Il protagonista del libro è rinato: da miserabile delinquente a magnifico generale. L’elemento interessante è che il cambiamento non è solo esteriore ma anche interiore.

La notte era scesa da un paio d’ore e tutto il carcere dormiva, quando le sirene presero a ululare l’allarme aereo.

Anche i detenuti rimasero tranquilli. Ma quando cominciarono a rimbombare le prime esplosioni, di colpo il quinto raggio si trasformò in una bolgia. La paura, nell’uomo chiuso dentro una cella, si tramuta in claustrofobia e gli fa perdere ogni controllo.

Non sapendo come riportare la calma in quell’inferno, il maresciallo aprì la cella del generale che, scalzo e in mutande, si teneva aggrappato alle sbarre in preda anche lui a una crisi di terrore. Vedendo Franz (responsabile del carcere), gli si lanciò addosso, ma l’erculeo tedesco lo immobilizzò col braccio contro la parete.

“Paura, eh?”, gli soffiò in viso il maresciallo, “lei ha paura, vero, signor generale italiano?… Avanti, faccia tacere questi pazzi!…”

Scalzo, spettinato, con la camicia fuori dai pantaloni, il generale si piantò in mezzo al raggio con le braccia alzate.

“Signori!”, gridò. “Signori!… Calma!… Un po’ di calma, ve ne prego!…”, e cominciò a percorrere l’androne su e giù. “Faccio appello alla vostra dignità!… Signori!… Italiani!…”.

Alla parola italiani, urlata su un tono più alto, le grida, che già avevano cominciato a placarsi, cessarono del tutto, e a rimbombare ci furono soltanto gli sbrani delle esplosioni

Bertone infatti preferirà la morte per fucilazione piuttosto che fare la spia, rifiutandosi di consegnare dei partigiani ai militari nazisti.

Una storia triste, quella del Generale Della Rovere, con un messaggio di speranza: anche il personaggio più spregevole può combinare qualcosa di buono.

Il vero Bertone venne fucilato il 1944 a Fossoli insieme ad altri 67 prigionieri.

“La piccola Roque” di Guy de Maupassant

Recensione di “La piccola Roque” di Guy de Maupassant, terzo volume della collana “I racconti di Repubblica”

Di Guy de Maupassant avevo letto solo il Bel Ami – tra le altre cose un tascabile Mondadori macilento. Invece La piccola Roque (link Amazon), racconto dello scrittore francese pubblicato nel 1885, in piena Terza repubblica, è entrato nella mia libreria grazie a una collana di racconti pubblicata nel 1997 dal quotidiano Repubblica. Ho controllato sui Internet e con mia sorpresa mi sono accorto che ci sono pochissime recensioni di questo giallo. Tuttavia qualche recensione si trova (cercando bene), soprattutto sotto forma di notizie bibliografiche da Wikipedia o sotto forma di riassunto nei siti dedicati agli appunti di scuola. Continua a leggere ““La piccola Roque” di Guy de Maupassant”

“Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. Il fascino drammatico della borgata romana

Recensione del romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini, pubblicato da Garzanti

C’era uno scrittore che non avevo mai decifrato e il suo primo romanzo l’ho letto a fine luglio. I motivi della repulsione erano molti, la maggior parte frutto di pregiudizi e superba ignoranza. Evitando le divagazioni, non voglio di certo fare il misterioso e strappo immediatamente la maschera all’autore imperscrutabile, protagonista di questo post. Sveliamone l’identità. Bolognese di nascita, romano d’adozione, ecco a voi Pier Paolo Pasolini. Continua a leggere ““Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. Il fascino drammatico della borgata romana”

“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente

Recensione del romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche” di Philip K. Dick, pubblicato da Fanucci editore.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Fanucci editore) è un romanzo sulla caducità dell’esistenza umana. Philip K. Dick, in questo noir cupo e metafisico, dà vita al personaggio di Rick Deckard, un cacciatore di taglie che si occupa di “ritirare” gli androidi che si infiltrano tra la popolazione terrestre. Deckard lavora infatti per la polizia di San Francisco e si muove in un futuro apocalittico, datato 1992. Cosa è successo di brutto sulla Terra? È scoppiato l’ennesimo conflitto mondiale: le armi atomiche hanno distrutto il pianeta, condannandolo alla morte. Le radiazioni hanno Continua a leggere ““Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente”

“Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza

Recensione del bestseller mondiale “Jurassic Park”, scritto da Michael Crichton e pubblicato da Garzanti

jurassic park michael Chricton

L’eugenetica mi ha sempre spaventato, ricordandomi un po’ gli ideali nazisti di perfezione fisica –  per semplificare: tutti alti e biondi con occhi azzurri. La stessa angoscia mi è venuta rispolverando le pagine di un bestseller mondiale (150 milioni di copie vendute!) intitolato Jurassic Park di Michael Crichton (Garzanti). L’autore americano, come anche i sassi sanno, immaginò Continua a leggere ““Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza”

“Il taglio del bosco” di Carlo Cassola

Recensione del racconto “Il taglio del bosco” di Carlo Cassola, pubblicato da Einaudi

Ci sono tormenti che non cessano nemmeno con lo scorrere del tempo. Lo sa bene il boscaiolo Guglielmo, protagonista de Il taglio del bosco (Einaudi, la mia copia) di Carlo Cassola, scrittore noto ai più per il libro La ragazza di Bube. Il racconto lungo, pubblicato nel 1950 sulla rivista Paragone-Letteratura, si concentra sui 5 mesi di lavoro di un taglialegna toscano che ottiene un appalto per tagliare un bosco nei pressi di Massa Marittima. Non c’è una trama specifica: Cassola immerge il lettore nella piccola comunità di cinque boscaioli toscani che per mesi vivono Continua a leggere ““Il taglio del bosco” di Carlo Cassola”