Le luci del ’45 di Antonia Arslan

Una bambina armena che non perde la speranza di un mondo appacificato anche sotto le bombe

In questo post recensisco un racconto della scrittrice armena Antonia Arslan che uscì nel 2011 per il Corriere della Sera nella collana Inedito d’autore. Erano volumetti concepiti per la lettura estiva. Infatti hanno poche pagine e un font bello grande e leggibile.

A parte la nota editoriale, il racconto si basa sui ricordi d’infanzia della Arslan durante la Seconda guerra mondiale – la forma narrativa non è quella del diario alla Anna Frank ma un racconto delle vicende personali. A quel tempo, il dicembre del 1945, era per l’appunto una bambina in fuga dalle bombe. Con la sua famiglia si rifugiò a Dolo, una località del Veneto, a metà strada tra Padova e Venezia.

La bambina racconta in prima persona il rapporto con i fratelli Gianni e Paola, i genitori, la zia e la tata. Un focus speciale riguarda invece il nonno Yerwant: sopravvissuto al genocidio degli armeni per opera dei Giovani Turchi in Anatolia. Nonno Yerwant è affezionato ad Antonia e le promette che se la guerra finirà in primavera le regalerà una casa per le bambole molto sofisticata.

Non era, come lui, colpevole per il solo fatto di esistere e di essere sopravvissuto; non doveva far i conti con quella voragine profondissima che nessuna gentilezza veneta era mai riuscita a sanare.

Antonia percepisce la guerra con il filtro innocente della fase infantile: dà un nome al bombardiere solitario che semina morte a Dolo e arriva persino a provare compassione per la ritirata dei tedeschi annunciata da Radio Londra. Anche le puttane che si offrono ai soldati le sembrano delle gran donne.

Avevano la permanente coi capelli ricci ricci e biondissimi, un giallo accecante che a me pareva bellissimo, le labbra rotonde e rosse, le unghie scarlatte e golfini stretti da cui prorompeva il seno. Ma lo smalto era sempre rosicchiato, e sui sandali ortopedici con le suole alte di sughero camminavano vacillando.

In due occasioni Antonia fa riferimento alle luci che danno il titolo al testo: i bombardamenti e il ritorno dell’elettricità in paese. Nel primo episodio la prospettiva è l’annientamento, mentre nel secondo la speranza del restituzione di una pace a lungo desiderata. Nessuno aveva creduto alla profezia della bambina armena riguardo alla pace, tranne suo nonno che nella parte finale del racconto svela un segreto al lettore:

Qualche volta i bambini portano con sé il destino, e non lo sanno. Al mio paese, nella Piccola Città, si diceva questo, che quando un bambino parla di cose da grandi, spesso è un Altro che parla attraverso lui.

Le luci del ’45 di Antonia Arslan è di fatto un inno al destino che notoriamente fa penare coloro che non ne capiscono il significato. Perché le guerre non distruggeranno mai la voglia di ricominciare, e questo i bambini lo sanno.

Fedeltà di Marco Missiroli. Che fatica mandare avanti una relazione

Già dalla nota che appare all’inizio del libro annuso un’atmosfera di incertezza, come se Missiroli con il suo Fedeltà cercasse di rassicurare il lettore.

Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando

Philip Roth

A 4 anni dal suo ultimo libro Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli), Missiroli cambia editore e cambia la generazione dei personaggi principali del romanzo. Siamo a Milano, una giovane coppia di 35enni entra in crisi per un presunto tradimento: Carlo, professore di scrittura creativa con velleità giornalistiche e letterarie, è stato beccato in un bagno con una sua studentessa. Margherita, agente immobiliare con saldi ideali borghesi, per ripicca tradisce il marito con un ragazzo di 26 anni.

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Tempo curvo a Krems di Claudio Magris

Un fiume di ricordi scorre in questa raccolta. Se ci specchiamo nel flusso di Magris possiamo scorgere l’esistenza umana

Non è facile recensire Tempo curvo a Krems, compendio di 5 racconti, dello scrittore Claudio Magris. I testi si legano tra di loro sull’argomento del tempo e del ricordo. Cos’è un uomo? Il suo futuro, il suo presente o il suo passato?

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Breve storia amorosa dei vasi comunicanti di Davide Mosca

In due si vince anche contro gli ostacoli insormontabili della vita

Siamo nella Liguria dei primi anni del 2000 quando Schumacher correva e vinceva in Formula 1 e il Milan era una super-squadra di calcio. Anni luce da qui. In questo arco temporale si muovono i due protagonisti di Breve storia amorosa dei vasi comunicanti di Davide Mosca, pubblicato dalla casa editrice Einaudi. Due ragazzi, Remo 24 anni con il sogno di diventare uno scrittore famoso e Margherita (Margot) figlia di due ristoratori liguri che frequenta l’ultimo anno di liceo.

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La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini

La funzione salvifica dei libri

La lettrice di Čechov (Nottetempo) è un libro sulla solitudine e sull’abbandono famigliare. Spiegherò meglio più avanti. Ora veniamo alla trama. Giulia Corsalini, critico letterario all’esordio narrativo, incentra il suo romanzo su Nina, una donna di origini ucraine che si trasferisce nel 2003 a Macerata per tirar su qualche soldo da mandare al marito semi-paralitico e alla giovane figlia Kàtja, studentessa di medicina in Ucraina. Il libro è in prima persona: elemento che fa risaltare ancora di più la condizione umana della protagonista attraverso la descrizione degli stati d’animo.

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“Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. Il fascino drammatico della borgata romana

Recensione del romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini, pubblicato da Garzanti

C’era uno scrittore che non avevo mai decifrato e il suo primo romanzo l’ho letto a fine luglio. I motivi della repulsione erano molti, la maggior parte frutto di pregiudizi e superba ignoranza. Evitando le divagazioni, non voglio di certo fare il misterioso e strappo immediatamente la maschera all’autore imperscrutabile, protagonista di questo post. Sveliamone l’identità. Bolognese di nascita, romano d’adozione, ecco a voi Pier Paolo Pasolini. Continua a leggere ““Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. Il fascino drammatico della borgata romana”