Lebbra antiplastica di Kit Pedler e Gerry Davis

Immaginate un mondo in cui la plastica si decomponesse senza spiegazione. Cosa succederebbe? La catastrofe

Sono sicuro che Lebbra antiplastica (1971) potrebbe piacere alla paladina svedese dell’ecologia Greta Thunberg. Il libro parla delle nuove frontiere del riciclaggio della plastica nella Londra degli anni ’70, durante l’exploit del petrolio. Ridurre l’inquinamento è una missione nobile ma attenzione alle tecnologie per salvaguardare il pianeta perché potrebbero causare degli effetti collaterali come l’estinzione delle società moderne – in un post de La chimica e la società si elencano le innovazioni nello smaltimento della plastica.

Leggi il post completo

In senso inverso di Philp K. Dick

Un romanzo soffocante ambientato in un avveniristico 1998 dove il tempo scorre al contrario e gli uomini stanno perdendo la loro umanità

In senso inverso è un romanzo tipicamente legato all’immaginario fantascientifico dello scrittore americano Philip K. Dick. Quest’uomo ha influenzato immensamente la cinematografia moderna basti pensare a Blade Runner tratto da Ma gli androidi sognano pecore elettriche? , Minority report e Westworld (viene spiegato bene in un post di Wired).

Leggi il post completo

“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente

Recensione del romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche” di Philip K. Dick, pubblicato da Fanucci editore.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Fanucci editore) è un romanzo sulla caducità dell’esistenza umana. Philip K. Dick, in questo noir cupo e metafisico, dà vita al personaggio di Rick Deckard, un cacciatore di taglie che si occupa di “ritirare” gli androidi che si infiltrano tra la popolazione terrestre. Deckard lavora infatti per la polizia di San Francisco e si muove in un futuro apocalittico, datato 1992. Cosa è successo di brutto sulla Terra? È scoppiato l’ennesimo conflitto mondiale: le armi atomiche hanno distrutto il pianeta, condannandolo alla morte. Le radiazioni hanno Continua a leggere ““Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K.Dick. Un romanzo deprimente”

“Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza

Recensione del bestseller mondiale “Jurassic Park”, scritto da Michael Crichton e pubblicato da Garzanti

jurassic park michael Chricton

L’eugenetica mi ha sempre spaventato, ricordandomi un po’ gli ideali nazisti di perfezione fisica –  per semplificare: tutti alti e biondi con occhi azzurri. La stessa angoscia mi è venuta rispolverando le pagine di un bestseller mondiale (150 milioni di copie vendute!) intitolato Jurassic Park di Michael Crichton (Garzanti). L’autore americano, come anche i sassi sanno, immaginò Continua a leggere ““Jurassic Park” di Michael Crichton. Una riflessione sul catastrofismo della scienza”

Cadrà dolce la pioggia e altri racconti di Ray Bradbury

La scienza è corsa troppo avanti agli uomini, e troppo presto, e gli uomini si sono smarriti nel deserto meccanizzato come bambini che si passino di mano in mano congegni preziosi, che si balocchino con elicotteri e astronavi a razzo; dando valore alle macchine anziché al modo di servirsi delle macchine.

Quando ho letto queste frasi nel librettino Cadrà dolce la pioggia e altri racconti (Sole 24ore) mi sono chiesto come mai Bradbury le abbia fatte pronunciare a un padre di famiglia che nel racconto per mezzo di un razzo di scorta riesce a portare in salvo i figli su Marte poiché sulla Terra era scoppiata una guerra nucleare.

Nei racconti dello scrittore statunitense la tecnologia ha un ruolo primario nella trama delle storie eppure il portentoso progresso tecnologico viene aspramente criticato dai personaggi.

Mi direte che è del tutto normale: la scienza infondo ha causato una guerra e dunque bisogna tenere ben aperti gli occhi e stare in allerta per non subire una qualche forma di violenza che nell’immaginario più cupo è rappresentata dal conflitto atomico.

La mia intuizione è stata confermata da un articolo pubblicato dal “Corriere della Sera” nel lontano (ormai) 2012 dopo la morte di Bradbury a 91 anni:

Eppure non prese mai la patente perché giudicava le automobili come una pestilenza che aveva mietuto più vittime di una guerra mondiale. E in un mondo invaso dai gadget, dalle vette del suo prestigio li frustava: «Abbiamo troppi telefonini. Troppo Internet. Dobbiamo liberarci di quelle macchine. Abbiamo troppe macchine, ormai». Impedì di commercializzare le versioni per e-reader dei suoi libri.

Queste indiscrezioni sulla sua vita privata mi hanno traumatizzato. Io che pensavo che egli fosse per il progresso, per i viaggi nello spazio, per le potenzialità del progresso robotico! Invece vengo a conoscenza che in realtà lo scrittore odiava la tecnologia e soprattutto non guidava.

Sono entrato in un vortice di confusione.

Sono sorprese che indubbiamente cambiano le sfumature dei suoi libri ma non del suo fortissimo impatto sull’immaginario di moltissime generazioni di lettori che lo venerano come un Idolo della contemporaneità.

Ray Douglas Bradbury è stato uno scrittore statunitense (1920 – 2012). Diventò celebre per i suoi libri di fantascienza tra i quali ricordiamo Cronache marziane del 1950 (tradotto in italiano nel 1968) e Fahrenheit 451 del 1953 (tradotto nel 1972) .