Ci salveremo di Ferruccio de Bortoli

l’ex-direttore del Corriere della Sera ci catapulta nei problemi sociali ed economici dell’Italia di oggi. Tranquilli. Sembra tutto perso ma non è così. C’è speranza nonostante tutto

Già il colore della copertina trasmette calma. Un blu che potrebbe rappresentare benissimo un cielo sgombro da intemperie. Tuttavia, nel suo saggio Ferruccio de Bortoli, ex-direttore del Corriere della Sera e stimato giornalista italiano, mette in vetrina i problemi dello Stivale, cercando di capire come risolverli. Non cede mai ai toni catastrofici nemmeno quando ci vorrebbero – sul caso dei No Vax per esempio. La limpidezza, la signorilità e l’onesta della scrittura debortoliana emerge a tutto campo in questo volume pubblicato da Garzanti che s’intitola Ci salveremo: appunti per una rinascita civica.

Il pensiero del giornalista si incasella in 13 capitoli legati al tema della cittadinanza. Chi è un buon cittadino? Quali sono i diritti e i doveri che un italiano dovrebbe aspettarsi dalla politica del suo paese?

De Bortoli apre con un’analisi sulla furbizia italica che è ben rappresentata dall’evasione fiscale. Inoltre egli si scaglia contro coloro che pretendono l’assistenzialismo senza lavorare e contro quei partiti che promettono quattrini in cambio di approvazione alle urne in nome di un millantato progresso dell’umanità:

Il reddito di cittadinanza è giustificabile come misura contro la povertà. Non lo è quando lascia intravedere e sottintendere un alibi alla pigrizia. Ovvero la pretesa di ottenere un lavoro senza cercarlo, senza meritarlo. Come se lo studio e il sacrificio non contassero più nulla.

De Bortoli avvisa il lettore che oggi la democrazia è in pericolo poiché si fa un uso disinvolto e inconsapevole delle tecnologie dell’iperconnessione. Non stupisce più osservare come i social siano diventati delle arene in cui scontarsi a colpi di sarcasmo e insulti. C’è persino una moda – uno dei suoi esponenti è Enrico Mentana – che prevede di blastare chi fa commenti inopportuni.

Non bisogna allora piangersi addosso, anche se le cose non vanno benissimo. Nonostante il debito pubblico sempre più mastodontico, ci sono alcuni settori, come quello tessile, che portano in alto il nome dell’Italia. Eppure i dirigenti fanno fatica a trovare un ricambio giovanile. De Bortoli ha a cuore il futuro delle giovani generazioni. Secondo lui non ha senso spendere molto per formarli nelle università e poi condannarli ad espatriare in cerca di un lavoro e una dignità.

Come riporta Limonte News, De Bortoli ha poi specificato, durante un recente dibattito a Varazze in Liguria, che “una riscossa è possibile, ma dipende da ognuno di noi”.

Ci salveremo se riscopriremo il valore dello studio, dell’esperienza. Se ci libereremo dal pericoloso influsso dei falsi miti sulla scienza e sulla medicina. E dalla tentazione del fai da te in Rete. Ma oggi passa l’idea che l’onestà compensi l’incompetenza, che la genuinità prevalga sullo studio. I primi governi della Repubblica, ricorda Tinagli, erano composti tutti da laureati. Oggi siamo al 70%. Il parlamento ha meno laureati di quello appena tornato alla libertà dopo il fascismo.

Insomma, le difficoltà e le ritrosie italiane sono parecchie. Per uscire dalla palude dell’incertezza si deve puntare sugli individui promettenti della società. Senza meritocrazia siamo infatti condannati a sprofondare come il Titanic. Parola di Ferruccio de Bortoli.

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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