Tripudio al Dal Verme per Jonathan Coe. Presentato il nuovo romanzo “Middle England” a Bookcity Milano

Il Sigillo della città allo scrittore. “Milano è come casa sua”

Jonathan Coe foto

Un Teatro Dal Verme preso d’assalto per l’evento inaugurale della settima edizione di Bookcity Milano 2018. Il pienone si è registrato per la presenza dello scrittore britannico Jonathan Coe. Coe frequenta Milano sin dagli anni ‘90. Famosa la sua amicizia con l’editrice, scomparsa recentemente, Inge Feltrinelli. Middle England è l’ultima fatica letteraria di Coe, che ha affascinato i suoi lettori con i romanzi La famiglia Winshaw (1994), La banda dei brocchi (2001), Numero undici (2015), La casa del sonno (1997), La pioggia prima che cada (2007), Circolo chiuso (2004), Expo 58 (2013) e I terribili segreti di Maxwell Sim (2010). Il libri citati sono stati tradotti dalla casa editrice Feltrinelli.

L’intervista della giornalista Barbara Stefanelli a Jonathan Coe ha toccato diversi punti, non solo letterari. Si è parlato anche di politica, Brexit soprattutto. Il romanziere inglese ha tuttavia voluto ribadire che il suo libro non è una storia sull’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea: «Nel 2016 stavo raccogliendo le idee per un nuovo libro. I lettori mi chiedevano un romanzo sulla Brexit. Ma come si fa a scrivere sulla Brexit? È una cosa noiosa. Mi è poi capitato di assistere a una rappresentazione teatrale tratta da La banda dei brocchi. Mi è piaciuta, e allora ho pensato che potevo ritornare su quei personaggi».

Sindaco Sala e Coe

Sebbene il libro non sia basato sulla Brexit, non c’è dubbio però che il fenomeno politico del 2016 costituisca un elemento letterario di una certa portata in Middle England. Nel ragionamento di Coe, mi ha colpito la nozione che ha dato dell’evento perturbatore: «Ho voluto raccontare la divisione del mio Paese con una coppia. Una crisi sentimentale provocata dalla Brexit. Ho voluto mettermi nei panni di Sophie, giovane ricercatrice, con due lauree. La ragazza incomincia a mettere in dubbio la sua relazione dopo il referendum». La politica può influenzare le relazioni umane. Forse lo diamo per scontato ma ragionando per analogie mi viene in mente il colera di La morte a Venezia di Thomas Mann: l’epidemia agisce come un personaggio in carne ed ossa, un antagonista che brama e ottiene la morte del protagonista Aschenbach, innamorato del giovane Tadzio. Lo stesso meccanismo si ripresenta nell’ultimo libro di Coe.

Il sindaco Giuseppe Sala ha poi consegnato il Sigillo della città di Milano a Jonathan Coe. Gli applausi hanno poi fatto il resto. «Frequento la città dal ‘95, spesso venivo ospitato da Inge Feltrinelli, e ho imparato solo due parole d’italiano: “grazie” e “grazie mille”», ha scherzato con la sala lo scrittore inglese.

 

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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