Il falcone maltese di Dashiell Hammett

Recensione del romanzo “Il falcone maltese” di Dashiell Hammett, pubblicato da Mondadori

copertina il falcone maltese hammett

«… lei non è uomo da spaventarsi per qualche fastidio. Lei sa sempre come comportarsi e alla fine sa cadere sempre in piedi, qualunque cosa succeda». Così Casper Guntman, il ciccione, si rivolge all’investigatore privato Samuel Spade, protagonista de Il falcone maltese. Una citazione per farvi capire di che tipo di poliziesco stiamo parlando.

Il giallo di Dashiell Hammett esce nel 1936 in Italia. La prima casa editrice a portarlo nelle librerie è Longanesi, poi verrà pubblicato anche da Mondadori. Ho letto Hammett perché è considerato uno dei padri dell’hard boiled school.

Analizzando il contenuto del noir americano, Spade si muove in una tetra San Francisco degli anni ’30, frenetica e grigia per la nebbia. Leggendo il romanzo, si possono immaginare senza problemi i modi spicci e la parlata veloce dell’investigatore che cammina avvolto nel suo impermeabile color sabbia, aggiustandosi il cappello mentre fuma una sigaretta. Non nascondo che il mio immaginario è stato fortemente influenzato dall’omonimo film degli anni ’40 con Humphrey Bogart.

immagine pistola

Parlando invece della trama del romanzo, il nostro protagonista viene assunto da Brigid O’Shaughnessy, una bellissima ragazza che gli chiede di ritrovare la sorella, scappata con un brutto ceffo di nome Thursby. Le indagini incominciano e contemporaneamente spuntano i primi morti di una catena di omicidi: il socio di Spade viene assassinato mentre è impegnato in un pedinamento. Come è possibile che la scomparsa di una persona provochi così tanti delitti? Semplice, perché non c’è nessuna ragazza scomparsa ma c’è in ballo una statuetta nera a forma di falco, alta 30 centimetri, che si dice valga un mucchio di quattrini.

Col passare del tempo, emergono però dei nuovi personaggi che sono interessati a questo cimelio. Gutman, un ricco criminale, contatta Spade attraverso un suo scagnozzo fumantino chiamato Joel Cairo, un ometto ingioiellato e dalla facile parlantina. Cairo è caratterizzato da un’affettata gentilezza e dalle sue origini mediorientali. Inizialmente non si sa bene perché tutti i personaggi del romanzo bramino e inseguano fino alla follia la statuetta a forma di falco finché non arriva la spiegazione di Gutman in un colloquio con l’investigatore privato dal Bacardi facile:

«Che cosa sa, signore, dell’ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, chiamato più tardi dei Cavalieri di Rodi? […] Essi se ne andarono a Creta. Vi rimasero 7 anni, fino al 1530, allorché persuasero l’imperatore Carlo V a cedere loro Malta, Gonzo e Tripoli […] Essi avrebbero dovuto pagare ogni anno all’imperatore il tributo di un falco […] Bene, signore, è esattamente quel che fecero, e si fermarono sulla felice idea di inviare a Carlo, come tributo per il primo anno, non un insignificante uccello vivo, ma uno stupendo falco d’oro tempestato dalla testa alle zampe dei più bei gioielli tratti dai loro tesori»

gangster

Il racconto è tutto sommato lineare e si sviluppa sulle attività investigative di Spade, durante le quali viene picchiato, minacciato e narcotizzato. Tutte cose che si intervallano tra una sigarette e una bevuta ad alta gradazione. Questi elementi indicano che l’archetipo dell’investigatore del noir americano – diverso da quello inglese che non si muove tra i bassifondi delle metropoli – è immerso nell’azione turbolenta della criminalità, tra sparatorie e ricatti. Anche il linguaggio e i comportamenti del buono assomigliano a quelli del cattivo. Spade si differenzia dai delinquenti che ammanetta solo per un sistema di valori in cui crede fermamente: la legge americana.

Curiosa la fisionomia dei caratteri femminili. Le donne hanno tratti schematici e una psicologia piatta e il più delle volte il personaggio maschile le tratta con fare paternalistico, trattandole con una gentilezza ostentata. Hammett porta al limite l’avvenenza femminile, soprattutto nella figura della famme fatale, rahazze criminali, estremamente affascinati, che usano le loro arti per abbindolare gli uomini con l’obiettivo di raggiungere un guadagno.

Detto ciò, occhio a Brigid.

Per concludere, ho trovato interessante il romanzo per la situazione finale: un’inaspettata truffa sulla storia del Falcone nero. C’entra un russo di nome Kemidov. Alla fin della fiera, il Falco maltese non vale nulla: tanti morti per nulla. Probabilme alla fine si sarebbe fatto finta di nulla se non ci fosse stato Spade, a far valere la legge e ad arrestare l’assassino del suo socio. Con qualche lacrimuccia.

«Molte cose possono essere comprate, o prese, a San Francisco»

Il libro fa parte della Lista Dorfles.

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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