Indagine letteraria in Liguria

Anche in vacanza lo sguardo del lettore è attivo e vivace. Vi racconto cosa leggono i turisti in Liguria

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bancarella libri a Laigueglia

Dal 6 al 18 agosto ho trascorso le vacanze in Liguria, dopo anni e anni di montagna. Mare mare mare cosa sono venuto a fare, cantava Luca Carboni e più o meno era ciò che provavo una volta parcheggiata la macchina a Laigueglia, una località costiera vicinissima alla gettonata Alassio. Dopo i consueti riti di preparazione mi sono steso sul lettino per guadagnare il prima possibile una decente tintarella che rimpiazzasse il colore cadaverico della mia pelle, frutto dello studio in biblioteca e nelle aule universitarie.

Da milanese imbruttito – purtroppo lo dico – non sono riuscito ad abbandonarmi all’ozio completo: ho portato con me dei libri – altri li ho acquistati sul luogo.

Voglio allora partire da qui, da ciò che ho visto in spiaggia e nel centro di Laigueglia per quanto riguarda le passioni letterarie dei villeggianti.

Cosa si legge in spiaggia?

Nei miei bagni, Capo Mele, non ho visto molti lettori-turisti, tuttavia ho notato diversi libri appoggiati sul lettino o sotto l’ombrellone. Leggere al mare rappresenta un momento di svago e di relax, sensazione confermata anche dai titoli che ho sbirciato qua e là tra le dune di sabbia. Sinceramente mi sarei aspettato più gialli, invece è la narrativa il genere maggiormente diffuso. A dire la verità ho beccato anche un thrillerone di James Patterson, ma è rimasto un’eccezione. Cercando meglio non sono mancate inaspettate visioni. Un’affascinante ragazza di Bolzano era immersa in un classico impegnativo – secondo me –  per nulla compatibile con il ritmo vacanziero: parlo del Il nome della rosa di Umberto Eco (Bompiani). Suo padre invece stava sfogliando Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi (Mondadori). A pochi metri da loro, ho invece intercettato una coppia di lettrici piemontesi (almeno dall’accento sembrava così), mamma e figlia. La prima scorreva le pagine di un romanzo rosa pubblicato dalla Newton Compton, mentre la seconda, alzando l’asticella di erudizione, era alle prese con Intelligenza emotiva di Daniel Goleman (Bur).

Non soddisfatto della mia indagine ho poi esplorato il bar della spiaggia e ho individuato un ragazzo sulla ventina, seduto al tavolino, con capelli lunghi e barba folta che teneva il naso rivolto ad un Adelphi blu: stava leggendo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks.

Le mie ricerche sono continuate a Celle ligure, dove da ospite ho trascorso una giornata  nei bagni frequentati da un mio amico. Ai tavolini ho conosciuto due ragazzi, Giacomo e Chiara, che si sono seduti vicino a me. Entrambi avevano tra le mani un libro. Giacomo, con una frizzante cordialità, mi ha mostrato il suo volume di Paul Auster, immacolato, dal titolo Trilogia di New York, pubblicato da Einaudi. Invece la bionda biondissima Chiara, laureata in lettere, era appena stata in libreria dove aveva comprato un rutilante classico, targato Neri Pozza, intitolato Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque. In seguito la conversazione si è spostata sul profilo Instagram del sottoscritto, in cui si trovano brevi recensioni sulle mie ultime letture. Commentando il mio giudizio su Ragazzi di vita di Pasolini, Chiara mi ha confessato di non aver portato a termine Una vita violenta a causa dell’intellegibile linguaggio romanesco. Sentendola anche parlare con fare distaccato della nuova veste grafica degli Oscar Mondadori, non vi nascondo che la mia consueta infatuazione per le appassionate lettrici sia cresciuta a dismisura; sarà forse stato il suo sguardo che, prendendo in prestito le parole di Jack London, mi offriva occhi incredibilmente neri capaci di riempirsi di fuoco, o di amore o di allegria a seconda dell’umore. Detto ciò, posso spiegare questa mia sensazione per il fatto che faccia sempre piacere incontrare qualcuno che condivida i miei interessi, tuttavia non siamo più regazzini  dagli ormoni impazziti e ci sappiamo controllare con collaudata atarassia simulata.

Gli acquisti di Laigueglia

foto libreria assolibro laigueglia

Percorrendo i caruggi di Laigueglia in cerca di un negozio di focacce, sono finito casualmente davanti alle vetrine di una libreria. Perché non entrare per dare un’occhiata? Il negozio si chiama Asso Libri, piccolino, spazioso, è a gestione familiare. Il reparto più ampio ospita i libri per bambini e ragazzi; mentre lo scaffale di narrativa è la prima cosa che si nota, una volta varcata la soglia. I librai hanno disposto le opere per genere, argomenti, case editrici, e classifiche/consigli di lettura. Il più giovane, figlio dei proprietari dell’attività, mi ha spiegato infatti che voleva creare delle etichette d’orientamento per gli avventori in vacanza. «Non ci crederai ma vendiamo molta saggistica, soprattutto scientifica, e poi ovviamente anche la narrativa», ha dichiarato il 35enne libraio, lasciandomi a bocca aperta. Forse siamo di fronte a un cambiamento? Strano, molto strano.

Congedandomi, ho infine acquistato Il senso della vita di Jack London, un volumetto di Chiarelettere che ricostruisce il pensiero socialista dello scrittore americano, acerrimo nemico del capitalismo statunitense tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900.

A Laigueglia però i libri non si trovano solo nella piccola libreria locale ma anche il venerdì al mercato. Sì, avete letto bene. Se volete risparmiare esiste una bancarella (vedi immagine in evidenza) ricoperta da uno strato di novità editoriali a basso prezzo, divisa in due settori: uno a 6 euro e l’altro a 4. Non ho compreso molto bene il criterio di valutazione del prezzo, fatto sta che ho acquistato altri due libri: Shock politics di Naomi Klein (Feltrinelli) e I fasciovegani di Giuseppe Cruciani (La Nave di Teseo).

Mi starete già criticando per la scelta del secondo volume. Voglio però spiegarvi il perché dell’acquisto. Il libro di Cruciani l’ho regalato al mio amico Marco conosciuto in spiaggia, appassionatissimo della trasmissione radiofonica La Zanzara, in onda sulle frequenze di Radio 24. Il programma è infatti condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

marco e il libro i fasciovegani di Cruciani

Siamo allora giunti al termine del viaggio letterario di Laigueglia. Tutto sommato non ho percepito una disaffezione nei confronti della lettura, nonostante il febbrile uso dello smartphone sotto l’ombrellone. Noi lettori saremo in pochi e probabilmente anacronistici, ma la resistenza è viva, anche sotto il sole costiero che abbronza la pelle.

 

 

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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