Ivan Aleksandrovič Gončarov

Ivan Aleksandrovič Gončarov
Ivan Aleksandrovič Gončarov

È il 6 giugno del 1812 quando nella città di Simbirsk, un centro urbano sorto su una collina posizionata sulla sponda occidentale del fiume Volga, nasce il grande scrittore Ivan Aleksandrovič Gončarov. L’autore russo morirà il 15 settembre del 1891 a Pietroburgo. Gončarov fa parte della scuola realistica della narrativa russa della seconda metà del Diciannovesimo secolo. In questa corrente letteraria Gončarov ha un posto d’onore, nonostante sia autore solo di tre romanzi. Storia comune, il suo primo romanzo, è probabilmente il testo che ha dato inizio al nuovo standard letterario.

Molti critici hanno definito Gončarov un uomo di poca iniziativa. Lo scrittore russo fece per tutta la vita l’impiegato. In un primo momento lavorò per il Ministero delle Finanze, poi passò alla censura. Si dice che Gončarov fosse molto lento nella sua professione e che la sua lentezza avesse anche influenzato la sua carriera artistica. Ebbe una discussione con lo scrittore Turgenev che accusò Gončarov di plagio. Cercò di difendersi pubblicando una difesa col titolo Una storia non comune. La polemica letteraria fu un duro colpo per Gončarov.

La fama di Gončarov è dunque affidata a tre romanzi che furono pubblicati a grande distanza tra loro: Storia comune uscì nel 1846, Oblomov nel 1859 (un’anticipazione del romanzo intitolata Il sogno di Oblomov apparve nel 1849) e Il burrone nel 1869. Gončarov non voleva scrivere libri sui problemi del suo tempo, il suo obiettivo era quello di rappresentare la vita. Finì invece con l’accendere tantissime dibattiti proprio intorno ai temi più scottanti della sua epoca: l’educazione della nuova generazione sospesa tra idealismo e realtà, le difficoltà della servitù della gleba prodotte dallo sfruttamento dei russi benestanti e infine il nichilismo.

Come riporta il Dizionario Bompiani degli autori: «Non meno originale la posizione dello scrittore: egli si pretendeva “oggettivo” ma in sostanza era assai più “soggettivo” di Turgenev, che non si raccontò nei propri romanzi come Gončarov nei suoi, specialmente in Oblomov: indubbiamente la più perfetta interessante delle sue opere, che diede tra l’altro occasione a un saggio sull’Oblomovismo del critico radicale Dobroljubov».

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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