Cassola tra politica e realtà

carlo_cassola-211x300L’uomo che vedete in fotografia, con una splendente camicia bianca, non è un nuovo ministro del governo Renzi. Se lo avesse incontrato probabilmente non gli sarebbe dispiaciuto conoscerlo per capire quanto la politica italiana sia mutata così lentamente.

Da quello che ho letto su di lui, intuisco che in passato debba esser stato uno scrittore molto tollerante. Fu amico nei ’30 dei figli di Mussolini ma poi decise di arruolarsi nella Resistenza.

Cassola è sempre stato un anticonformista: convinto delle proprie idee si è persino permesso di criticare quel fenomeno di opposizione armata che negli anni ’60 gli causò numerosi gratta capi.

claudia-300x300 Molte critiche fioccarono anche in occasione della pubblicazione de La ragazza di Bube avvenuta da parte di Einaudi nel 1960 e il romanzo nello stesso anno vinse il Premio Strega (nella foto lo scrittore è affiancato da una bellissima Claudia Cardinale – che invidia).

Parlo di questo libro perché è l’ultimo che ho letto. Anche l’unico per dire la verità.

Mi è piaciuto a metà. La nota più positiva è rappresentata dal linguaggio e dallo stile. Per amor del cielo, se dovete acquisire un canone di scrittura, vi prego, incominciate dalla produzione letteraria di quest’uomo. E la nota più negativa? La trama. Non la sopportavo; era davvero troppo semplice. Per non parlare dell’amore eterno di Mara nei confronti di quel (inconsapevole) delinquente di Bube. Una storia troppo piatta, e infatti piace a mia madre. Non c’è nessun colpo di scena, nel senso che le cose vanno come devono andare.

Con questo pippone critico non voglio dire che il libro non si presti a letture più profonde. C’è il tema della Resistenza. Argomento molto strumentalizzato politicamente, anche nel nostro presente. Questo è ed era un tasto dolente. La pubblicazione del libro ottenne molto successo di pubblico ma le critiche degli intellettuali di sinistra furono spietate. Due in particolare;

libro_244Italo Calvino disse: “I romanzi di Cassola sono sbiaditi come l’acqua della rigovernatura dei piatti, in cui nuota l’unto dei sentimenti ricuci nati’’. Pesante?

Togliatti non fu meno duro, definì lo scrittore romano come “un diffamatore della resistenza”.

Devo dirvi la verità, queste cattiverie mi hanno reso Cassola ancora più simpatico.

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