Revenant. Al limite della sopravvivenza. 

1452940687_the-revenant-trailer-screencaps-dicaprio-hardy37DiCaprio se lo è meritato l’Oscar? È la canonica domanda di chi non abbia visto il film Revenant. La mia risposta, dopo aver goduto della pellicola diretta da Iñárritu, è affermativa.

Andate al cinema e spendete quella manciata di euro, possibilmente risparmiando su qualcosa che danneggi la vostra salute come un pacchetto di sigarette o il menù mega-gigante di McDonald’s.

the-revenant-leo-leonardo-dicaprio-film-movie-natural-light-slrlounge-photogrpahy-kishore-sawh-4Lo spettacolo delle forti immagini evocative catapulta lo spettatore in una sorta di mondo onirico fatto di apparizioni e di sensazioni (per lo più di dolore). Il protagonista è un cacciatore e commerciante di pellami, Hugh Glass, che avrà la possibilità di resuscitare (avete capito bene proprio come Lui). Da qui, il senso del titolo: redivivo.

Non vorrei raccontare troppo ma il film contiene una storia di vendetta di un uomo violento contro altrettanti simili senza scrupoli. Pochi dialoghi e numerose inquadrature di immensi paesaggi naturali che richiamano il valore primordiale della vita e la sostanza della natura.

La scena che mi ha colpito di più è stata quella in cui il protagonista per riparasi dal freddo sviscera letteralmente il suo cavallo lipizzano e si adagia all’interno di esso per ripararsi da una tempesta di neve.the-revenant-16

La crudeltà, la spietatezza, il sangue, l’odio, l’omicidio sono facce di un uomo che perde la propria ragione e si affida ad un comportamento selvatico teso alla sopravvivenza.

In confronto agli occidentali, gli indiani antagonisti (per giusta causa) sembrano migliori degli occupanti nonostante la loro furia omicida. Il filo rosso che percorre il film possiamo dire che sia proprio questo sentimento di riparazione: occhio per occhio, dente per dente.

C302b87d200000578-0-image-a-36_1452820651948osa dire infine della scena dell’orso? Il regista sembra giustificare il comportamento del grizzly: voleva solo difendere gli orsetti da possibili predatori. Il bestione peloso avrà la peggio ma sarà presente per tutto il film in formato pelliccia sulle spalle del protagonista.

Ho cercato di spargere alcuni frammenti del film per non rovinare la sorpresa della proiezione.

Vi assicuro che dopo aver visto questa incredibile storia, eviterete di utilizzare alcuni modi di dire come “sono stanco morto”.

Il film è tratto dal romanzo The Revenant: A novel of revenge. Riporto la recensione apparsa su GoodReads dell’utente Cosimo:

Un buon romanzo storico e d’avventura sulla storia dei pionieri, più nello specifico degli uomini della frontiera o uomini delle montagne, esploratori cacciatori chiamati ‘trapper’ che fecero fortuna nelle terre incognite e nella natura incontaminata del West nell’epoca delle pellicce di castoro. Hugh Glass sopravvive all’aggressione di un grizzly e affronta una solitaria odissea tra il fiume Missouri e le Montagne Rocciose, nelle lande fredde della wilderness, degli indiani Arikara e dei bisonti, per vendicarsi degli uomini che lo hanno abbandonato moribondo e derubato delle armi e degli strumenti di sopravvivenza. La storia è avvincente, gli eventi hanno ottimo ritmo e lo stile è sobrio e efficace; il lettore si trova però a affrontare una narrazione che non crea una differenza, non ha voce artistica e si perde e confonde nella rievocazione, senza epica, senza rottura, senza alterità né singolarità.

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