Cosa ricordo di Umberto Eco

Umberto Eco non mi ha mai fatto impazzire. Non l’ho glorificato in passato e nemmeno quando ho letto il suo ultimo libro Numero zero pubblicato da Bompiani (qui un’interessante recensione). Sono infatti rimasto insoddisfatto dalla lettura che avevo intrapreso con la convinzione che tutto sommato avrei potuto imparare qualcosa di interessante da un tale intellettuale di fama mondiale. Perché diciamolo pure: Eco è un’ambasciatore internazionale della cultura italiana.


Devo però confessare un segreto: alcune riflessioni dello studioso/scrittore/giornalista/cinefilo si sono radicate nella mia coscienza letteraria. Una di queste per esempio mi ha colpito esattamente il 4 dicembre 2013. Presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano mentre si stava svolgendo la presentazione del volume cinematografico scritto da Paolo Mereghetti. Conduceva Piera Detassis e come ospite c’era lui: il cinefilo Umberto Eco.

A quel tempo frequentavo due corsi di cinema all’università e m’interessavano molto i dibattiti di quel genere: un periodo davvero intenso di fruizione cinematografica.

Mi accorsi di quanto il mio approccio col mondo cinematografico fosse infantile quando Eco disse – vado a memoria: «Ormai guardo i film solo in tv. Non vado più al cinema da quando non è più possibile entrare in sala dopo l’inizio della proiezione. Mi piace vedere i film già iniziati e immergermi nello svolgimento della trama. È un po’ la metafora della vita, no?».

Scettico accettai la provocazione, ma personalmente era inammissibile per il sottoscritto non guardare un film dall’inizio. Nelle settimane successive m’interrogai su questa puerile abitudine e cominciai a guardarmi sul computer di casa frammenti di film.

Questa tecnica mi ha arricchito molto e così ho compreso che non è necessario sorbirsi tutto il minutaggio per godere dell’esperienza visiva di un lungometraggio.

 Finalmente avevo compreso la metafora: un film come la vita è fatta di dettagli trascurabili ma indispensabili se si ricerca una visione d’insieme.

Infondo, le lezioni dei grandi maestri non si comprendono immediatamente. Ci vuole del tempo affinché si sedimentino dentro di noi.

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...