Tarantino e i suoi 8 malandrini.

Ambientato sei o otto anni dopo la guerra civile americana (1861-1865), un cacciatore di taglie a bordo di una carrozza sta attraversando un paesaggio innevato nel Wyoming. I due passeggeri sono diretti a Red Rock dove la fuggitiva Daisy Domergue dovrà essere giustiziata. Sulla strada incontrano il Maggiore Marquis Warren, un soldato nero in divisa e Chris Mannix, il futuro sceriffo di Red Rock.

I 4 personaggi, inseguiti da una violentissima tempesta di neve, sono obbligati a fermarsi all’emporio di Minnie in attesa che la bufera cessi. All’interno del rifugio ci sono tre ospiti e alcuni di loro sembrano essere molto sospetti.

 The Hateful Eight è un film che parte molto lento nella prima parte ma che accelera nella seconda quando il regista punta sulla violenza e sulla chiarezza attraverso un flashback che ci chiarisce per bene le idee riguardo il ruolo dei personaggi nella misteriosa vicenda.

 L’attrice (Jennifer Jason Leight) che interpreta Daisy è davvero formidabile, una pazza e instabile ricercata che in realtà si dimostra una lucida e malvagia assassina (nelle scene finali sembra un demone uscito dall’Inferno dantesco). S. L. Jackson sempre più bravo e spettacolare. Le sue espressioni e la sua gestualità sono davvero un tocco magico per la pellicola. Secondo me si meriterebbe un Oscar.

Il regista con i suoi ultimi film cerca di stimolare una riflessione sulla società americana ed in particolare sugli scontri legati alle discriminazioni denunciate dalle comunità di afroamericani subite da parte delle forze armate. Ricordo che il 26 ottobre 2015 Quentin Tarantino era in piazza contro la violenza della polizia di New York dichiarando: “Sono un essere umano con una coscienza”.

Non mancano le scene splatter a cui Tarantino ci ha abituati in questi anni ma devo dire che sono ben calibrate in modo tale da non essere troppo inverosimili. Il film dura parecchio perché gran parte delle scene è dialogata e quindi il peso del minutaggio si fa sentire. Posso dire che valga la pena vederlo soprattutto per il finale esaustivo e ovvio.

 

“Ovvio” nel senso che un finale migliore e più logico non si sarebbe potuto immaginare. Quindi se vi piacciono le storie western, se vi piace il mistero e se gradite pezzi d’interiora che svolazzano qua e là per lo schermo allora questo è il film che fa per voi.

Vogliamo dire qualcosa sulla colonna sonora? Ennio Morricone è un vero maestro e sono molto fiero che abbia la mia stessa nazionalità. Quest’uomo ci dimostra di essere molto più moderno e creativo della maggior parte di musicisti che in questo periodo schiamazzano in televisione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...