Storia Contemporanea

  

In questi lungi post vorrei dedicarmi ad un’ampia sintesi dei fatti principali degli avvenimenti storici avvenuti dal 1870 fino ai giorni nostri. Faccio questo esperimento essenzialmente per due motivi: il primo è trovare uno stimolo di studio e il secondo è perché ho capito che senza un’identità storica non si può dare una giusta analisi di alcuni romanzi. Storia e letteratura vanno a braccetto.

Ho voluto dividere la sintesi in tre parti in modo tale che ognuno possa scegliere quella che preferisce:

1 I fatti prima della Grande Guerra

2 I fatti prima della seconda Guerra Mondiale

3 I fatti fino alla caduta dei comunismi e Globalizzazione

Partiamo subito allora con la prima parte e vediamo subito quali saranno gli argomenti che ci accompagneranno fino alla prima guerra mondiale. In questo post parleremo principalmente dell’Europa delle grandi potenze, dei nuovi mondi ovvero degli Stati Uniti e del Giappone. Poi analizzeremo i temi legati alla seconda rivoluzione industriale, all’imperialismo e al colonialismo, allo Stato e società nell’Italia unita e di come si sia evoluta la società di massa. E infine termineremo con il parlare dello stato dell’Europa fra i due secoli, dell’imperialismo e della rivoluzione nei continenti extraeuropei e poi dell’Italia giolittiana.

Un elemento importante che notiamo è la nascita della società di massa. Viene fissata sul finire XIX secolo, e la chiamiamo così perché assomiglia a quella in cui noi viviamo oggi. Ci sono grandi differenze ma minori rispetto alle società di prima. Le trasformazioni dell’economia, le tecniche produttive, nuovi settori produttivi e nuovi canali di vendita. Dietro a tutto questo ci sono grandi scoperte scientifiche alla base del progresso tecnologico. Cosa si produce? Strumenti, macchine e oggetti di uso quotidiano (automobile e lampadina). Le scoperte della medicina e chimica che portano al boom demografico e alla nascita della società di massa: l’umanità è cresciuta e la vita media si allunga. L’età media prima era bassissima intorno ai 30 anni. Chi sono i soggetti vecchi e nuovi? La classe operaia, aumenta per produrre i beni. Ci vuole manodopera. C’è un primo problema , cosa succede a queste masse? Deve essere organizzata, trova dei legami e il primo legame è il partito d’integrazione di massa: una grande organizzazione politica delle classi subalterne, cercano di avere identità comune in cui riconoscersi attraverso valori culturali e politici comuni. Valori che devono essere molto forti e portare ad una fede nell’ideologia: un legame d’appartenenza rispetto ai valori che il partito propugna. L’ideologia e religione sono due termini che sono abbastanza simili, fede che si esprime in maniera religiosa, valore su cui si misura la propria esistenza. Le masse si raccolgono in masse socialiste e cattoliche. I partiti socialisti si diffondono negli ultimi anni del XIX sono il Labour party, spd, sfiou e psi. I partiti cattolici in Italia nascono solo dopo la prima guerra mondiale, questo ritardo è dal conflitto tra stato unitario italiano e la Chiesa che considerava il re d’Italia un usurpatore e i cittadini non dovevano partecipare ad uno stato illegittimo. Solo nel 1918 questo divieto cade. Nel 1875 nasce partito socialista tedesco che  è il primo. Il sindacato invece sostiene le rivendicazioni economiche della classe operaia. Rivendicazioni che aumentano con lo sviluppo industriale. In che modo la massa degli operai operano? Il salario operaio era da fame inizialmente e le condizioni di lavoro precarie e si cerca di raggiungere nuovi benefici attraverso gli strumenti di lotta di classe. Prende coscienza di essere uno sfruttato. Avviene attraverso gli scioperi, boicottaggio, interruzione di lavoro, attraverso i picchetti, il soccorso rosso (sostenere chi sciopera). Sindacalismo socialista sviluppato in Inghilterra nelle Trade Unions. Il sindacato nasce dopo i partiti. Anche i sindacati cattolici anche se minori di quelli socialisti. Queste organizzazioni usano gli stessi strumenti dei socialisti e quindi la Chiesa si preoccupa. Il mondo delle campagne, società europee a maggioranza agricola e subiscono innovazione tecnologica. Compaiono i primi trattori e i primi aratri e portano ad uno sviluppo delle campagne. C’è però molta arretratezza e soprattutto in quei paesi dove c’è la società di massa ma non molto sviluppo. Come tra Usa e Russia. Lo sviluppo industriale c’è ma è meno profondo rispetto ad altri paesi. In Russia e Italia le campagne sono molto arretrate con rapporti di proprietà mal coltivate e a colture estensive e i contadini vivono male. Socialismo e cattolicesimo quindi sono il collante sociologico e prendono forma di leghe e cooperative: leghe rosse e leghe bianche. Altro protagonista è il ceto medio urbano, abbiamo grande sviluppo delle società, movimento di migrazione dalle campagne alle città. Il ceto medio urbano cresce con l’industrializzazione, c’è bisogno di mano d’opera ma anche di tecnici e burocrati. Per governare una città grande bisogna creare strutture che organizzano i cittadini e una massa di lavoratori indipendenti. Ci sono anche lavoratori autonomi, si ha bisogno di più medici, di avvocati e di giornalisti, anche i commercianti. Il ceto medio cresce molto fino agli anni ’20. Ma la classe operaia come si muove? Solidarietà. Il ceto medio? E’ l’individualismo il suo valore e con un forte senso di gerarchia. Per la classe operaia l’internazionalismo è un valore, invece per il ceto medio invece è il patriottismo. La nazionalizzazione delle masse è uno dei fenomeni di questo secolo, perché funzioni e possa essere gestita deve riconoscersi in una comunità nazionale. La nazione è un insieme di valori culturali e politici condivisi e un’identità collettiva di massa. L’alta e media, piccola borghesia protagonisti processo di nazionalizzazione perché hanno fatto la nazione e diventa un collante che non viene trovato nella struttura del proprio lavoro ma nell’appartenenza nazionale. Il proletariato operaio e contadino non è ancora nazionalizzato ed è un discorso che ha radici storiche. Poi c’è il nazionalismo come grande potenza, cambia di segno, si era affermata inizialmente come idea di libertà e un’idea democratica poi si trasforma in idea di potenza e si ispira in grande potenza e imperialismo. Ci sono dei grandi imperi che con il colonialismo conquistano mezzo mondo. Nasce allora il razzismo, l’idea di nazione si connota con attributi, esaltazione dello stato potenza, delle razze superiori e delle razze inferiori e questa visione viene dalle grandi potenza, si veda anche l’idea dell’uomo bianco civilizzatore e poi c’è anche l’antisemitismo: c’è una diversità di religioni, la comunità ebraica è compatta, una nazione nella nazione e una cultura cosmopolita e fanno sì che tutto ciò che fuori dalla nazione è contro la nazione. Non viene capita ma percepita come nemica. Alla fine dell’800 il nazionalismo diviene un movimento politico e come valore cardine c’è la nazione per la classe dirigente.

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