Le notti di Roma sono da incubo

Recensione del libro La notte di Roma di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, pubblicato da Einaudi

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Una Roma che si prepara al Giubileo del 2015 fa gola alle cosche criminali locali che vogliono sfruttare il grandioso evento per accrescere l’influenza criminale nella capitale. Vicende attuali che però ruotano intorno al mondo intravisto nel precedente romanzo Suburra (Einaudi).

Il Samurai era davvero lungimirante: sapeva quando e come colpire, e se decideva di farlo per la vittima designata non c’era scampo. Ma usava del suo potere con parsimonia, fedele all’insegnamento del Machiavelli: praticare la crudeltà in modo massiccio, ma in una sola, e conclusiva, volta


Da poche settimane si trova nelle librerie italiane l’ultima fatica letteraria di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini intitolata La notte di Roma(Einaudi). Il romanzo è ambientato in una Roma -come riporta il titolo- afflitta da lotte intestine tra la criminalità e il potere religioso/statale.
Concentriamoci sul potere. Che cosa significa avere potere a Roma? Diverse cose, dipende dalla visuale che si adotta. Essenzialmente sono due gli ambienti in cui si esercita l’autorità e sono le istituzioni statali e la Chiesa.

I due autori hanno sapientemente creato un personaggio Sebastiano Laurenti – mentre leggevo immaginavo che avesse gli stessi tratti della famosa spalla di Paolo Bonolis – che incarna una specie di ponte tra crimine e legalità.

I fatti del romanzo ripercorrono la cronaca degli ultimi mesi che ha portato sulle prime pagine dei quotidiani nazionali le fotografie di Buzzi e Carminati. Gli autori per dare un po’ di pepe alla narrazione inseriscono però alcuni episodi splatter. Quel tocco di fiction che riporta tutto nei ranghi della letteratura; non sia mai che qualcuno si offenda riconoscendosi in qualche personaggio.

Il libro non costa poco, 19 euro e 50 – e non lo ritengo un gran investimento. Eviterei di consigliarlo anche perché dopo il grande successo del film Suburra non credo di fare un torto agli autori.


“Senza il male, niente bene. Senza il bene, niente male. Alla fine, ogni cosa si riduce a questo. Le grandi domande dei Padri che inesorabilmente si ripropongono, immutate da millenni”.

Autore: Paolo Castellano

Non cerco fama ma solo qualità e belle storie.

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