Ray Bardbury: viaggi su Marte senza la patente.

La scienza è corsa troppo avanti agli uomini, e troppo presto, e gli uomini si sono smarriti nel deserto meccanizzato come bambini che si passino di mano in mano congegni preziosi, che si balocchino con elicotteri e astronavi a razzo; dando valore alle macchine anziché al modo di servirsi delle macchine.

Quando ho letto queste frasi nel librettino Cadrà dolce la pioggia e altri racconti (Sole 24ore) mi sono chiesto come mai Bradbury le abbia fatte pronunciare ad un padre di famiglia che nel racconto grazie ad un razzo di scorta riesce a portare in salvo i figli su Marte poiché sulla Terra era scoppiata una guerra nucleare.

Nei racconti dello scrittore statunitense la tecnologia ha un ruolo primario nella trama delle storie eppure il portentoso progresso tecnologico viene aspramente criticato dai personaggi.

Mi direte che è del tutto normale: la scienza infondo ha causato una guerra e dunque bisogna tenere ben aperti gli occhi e stare in allerta per non subire una qualche forma di violenza che nell’immaginario più cupo è rappresentata dal conflitto atomico.

La mia intuizione è stata confermata da un articolo pubblicato dal “Corriere della Sera” nel lontano (ormai) 2012 dopo la morte di Bradbury a 91 anni:

Eppure non prese mai la patente perché giudicava le automobili come una pestilenza che aveva mietuto più vittime di una guerra mondiale. E in un mondo invaso dai gadget, dalle vette del suo prestigio li frustava: «Abbiamo troppi telefonini. Troppo Internet. Dobbiamo liberarci di quelle macchine. Abbiamo troppe macchine, ormai». Impedì di commercializzare le versioni per e-reader dei suoi libri.

Queste indiscrezioni sulla sua vita privata mi hanno traumatizzato. Io che pensavo che egli fosse per il progresso, per i viaggi nello spazio, per le potenzialità del progresso robotico! Invece vengo a conoscenza che in realtà lo scrittore odiava la tecnologia e soprattutto non guidava.

Sono entrato in un vortice di confusione.

Sono sorprese che indubbiamente cambiano le sfumature dei suoi libri ma non del suo fortissimo impatto sull’immaginario di moltissime generazioni di lettori che lo venerano come un Idolo della contemporaneità.

Ray Douglas Bradbury è stato uno scrittore statunitense (1920 – 2012). Diventò celebre per i suoi libri di fantascienza tra i quali ricordiamo Cronache marziane del 1950 (tradotto in italiano nel 1968) e Fahrenheit 451 del 1953 (tradotto nel 1972) .

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