“Caro Sign. M”. Dialogo tra lettore e scrittore.

Quando mi capita di acquistare un libro che non rientra tra le mie aspettative e scopro in un secondo tempo quanto sia difficile da leggere nasce in me un fuoco sacro: l’obiettivo di finirlo, di completarlo. Essenzialmente per due i motivi:

  1. Ho pagato un prezzo. Ho investito sulla cultura e mi aspetto un ritorno “immateriale”. Vale la massima secondo cui è necessario rispettare il proprio patrimonio economico per non dilapidarlo.
  2. Trovo complicato il testo? Perché? Non ho una spiegazione da cavarmi dalle tasche? Leggendolo probabilmente scoprirò le mie debolezze o quelle dell’autore.

Ecco, durante l’ultima lettura estiva, prima di rituffarmi nello studio universitario, mi sono imbattuto in un libro complicato e il secondo punto  ha contribuito a trascinarmi verso l’ultima pagina.

Il romanzo scelto su consiglio di Giuseppe Culicchia (avevo letto un suo articolo su Tutto Libri) è “Caro Signor. M” dello scrittore Herman Koch.

Facendo una breve sintesi di una trama dalle molte sfaccettature (sembra le Mille e una Notte) posso svelare, senza cadere nello spoiler più becero, che il protagonista è uno scrittore che riceve di continuo delle mail da un suo lettore accanito. Questa è la situazione di partenza ma inaspettati salti di narrazione mettono a dura prova il lettore. S’incomincia a capire il disegno dell’autore intorno a pagina 200.

Una volta terminato il romanzo si prende coscienza dei molti temi attuali che Koch ha messo sul tavolo: critica al mondo dell’editoria, al culto dei best-seller, alla insensibilità delle nuove generazioni infarcendo il tutto con alcuni ragionamenti sui metodi odierni d’informazione.

Tutti questi aspetti si depositano sul fondo dei nostri occhi fino a deflagrare nel nostro cervello grazie ad un finale esplosivo e spiazzante.

Vorrei dirvi altro ma non voglio rovinarvi la lettura.

Herman Koch (1953) è noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. All’esordio Red ons, Maria Montanelli (1989) sono seguiti Eten met Emma (2000) e Denken aan Bruce Kennedy (2005). Con La cena (Neri Pozza 2010, BEAT 2011) e Villetta con piscina (Neri Pozza 2011, BEAT 2013) ha ottenuto uno straordinario successo internazionale.

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